ancora la legge costituzionale non è stata approvata, nessuna richiesta non può essere presentata, però esiste un comitato per il no...
no a che cosa?
tragicomica minchiata...![]()


ancora la legge costituzionale non è stata approvata, nessuna richiesta non può essere presentata, però esiste un comitato per il no...
no a che cosa?
tragicomica minchiata...![]()


Non sono cazzate. Il 35% dei deputati erano socialisti e comunisti (entrambi stalinisti all'epoca) e se la costituzione è stata fatto con il loro consenso evidentemente non può essere una costituzione adatta a un sistema liberal-democratico efficiente. È normale. Come potevano essere d'accordo per far funzionare bene un sistema che loro volevano abbattere?
A ciò aggiungi che nella DC c'era un pò di tutto, compresi Dossetti e La Pira, praticamente comunisti utopisti non-violenti. Ed ecco che i conti tornano.
Quanti erano i liberali?
Cmq le chiacchiere stanno a zero. Abbiamo la peggiore costituzione tra i paesi civili, giusto? E siamo l'unico paese civile che ha la costituzione scritta con il consenso dei comunisti, giusto? Tira tu le somme.
La plebaglia spesso sbaglia






Le ragioni del NO "for dummies":
6. S’inorgogliranno chiamandosi “governo costituente”
Noi diciamo che il “governo costituente”, in democrazia, è un’espressione ambigua. Sono i governi dei caudillos e dei colonnelli sud-americani, quelli che, preso il potere, si danno la propria costituzione: costituzione non come patto sociale e garanzia di convivenza ma come strumento, armatura del proprio potere. Il popolo e la sua rappresentanza, in democrazia, possono essere “costituenti”. I governi, poiché sono espressione non di tutta la politica, ma solo d’una parte, devono stare sotto la Costituzione, non sopra come credono invece di stare d’essere i nostri riformatori che si fanno forti dello slogan “abbiamo i numeri”, come se avere i numeri, comunque racimolati, equivalga all’autorizzazione a fare quel che si vuole. (…)


Le ragioni del NO "for dummies":
7. Diranno che l’iniziativa del governo nelle faccende costituzionali non ha nulla d’anormale e, quelli che sanno, porteranno l’esempio della Francia, del generale De Gaulle e della sua riforma costituzionale del 1962.
Noi ci limitiamo a porre queste domande: credete davvero d’essere dei nuovi De Gaulle, il capo della Resistenza repubblicana che sbarca in Normandia al momento della liberazione? E di poter paragonare l’Italia di oggi alla Francia d’allora? La riforma francese aveva alla sua base le idee costituzionali enunciate “disinteressatamente” nel 1946 a Bayeux, guardando lontano e radicandosi nel passato della storia della Repubblica francese. Noi abbiamo invece testi raffazzonati all’ultima ora, la cui approvazione si è resa possibile per equivoci compromessi concettuali e lessicali, proprio sul punto centrale della riforma del Senato. (…)


Le ragioni del NO "for dummies":
8. Diranno che, anche ad ammettere che la riforma abbia avuto una genesi non democratica e un iter parlamentare telecomandato nei tempi e nei contenuti, alla fine la democrazia trionferà nel referendum confermativo.
Noi diciamo che la riforma forse sottoposta al giudizio degli elettori porta il segno della sua origine tecnocratica unilaterale e che il referendum richiesto dallo stesso governo che l’ha voluta lo trasformerà in un plebiscito. Non si tratterà di un giudizio su una Costituzione destinata a valere negli anni, ma di un voto su un governo temporaneamente in carica. (…) Avremo una campagna referendaria in cui il governo avrà una presenza battente, come se si trattasse d’una qualunque campagna elettorale a favore di una parte politica, e farà valere il “plusvalore” che assiste sempre coloro che dispongono del potere, complice anche un’informazione ormai quasi completamente allineata.


ART. 67
Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.
ART. 138
Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali....
Qu'ils mangent de la brioche.


Si, certo: è tutto "normale".
E' normale che una riforma costituzionale sia scritta non tanto dal governo ma addirittura nelle segrete stanze della sede di un partito a 4 mani con conclamati farabutti INVECE che da iniziative delle Camere.
E' normale che un eletto PER un programma presentato e CONTRO il programma avverso vada a finire a SOSTENERE la parte avversa invece, come sarebbe normale (questo si), di dimettersi.
Tutto "normale".
Una normalizzazione, in pratica.


Le ragioni del No "for dummies":
9. Diranno che non c’è da fare tante storie, perché, in fondo si tratta d’una riforma essenzialmente tecnica, rivolta a razionalizzare i percorsi decisionali e a renderli più spediti ed efficienti
Noi diciamo: altro che tecnica! È la razionalizzazione d’una trasformazione essenzialmente incostituzionale, che rovescia la piramide democratica. Le decisioni politiche, da tempo, si elaborano dall’alto, in sedi riservate e poco trasparenti, e vengono imposte per linee discendenti sui cittadini e sul Parlamento, considerato un intralcio e perciò umiliato in tutte le occasioni che contano. La democrazia partecipativa è stata sostituita da un sistema opposto di oligarchia riservata. (…) Le “riforme” costituzionali sono in realtà adeguamenti della Costituzione a questa realtà oligarchica. Poiché siamo per la democrazia, e non per l’oligarchia, siamo contrari a questo adeguamento spacciato come riforma.