Come gia' postato ( n. 38 del 7.3.2016 - sfoghi di Gnu ) il primo autore che riporta la metafora del " ladro di notte " è il genio di Tarso.
Nella sua 1 Tessalonicesi ( cap. 5 ), il primo scritto della nuova fede, egli esorta i nuovi convertiti al (suo) vangelo, quanto sia importante essere sempre attenti e vigili.. perchè tremendo dovrebbe essere "quel" giorno - seppur inconoscibile - dell' apparizione del (suo) Messia/Cristo divinizzato, colui che potrebbe comparire in un qualsiasi momento. Per il Tarso dunque si dovrebbe vivere in uno stato - perenne - di attesa e trepidazione.. proprio quando viene assicurato che tutto è calmo e tranquillo ( quando si dira': pace e sicurezza 5.3 ) succede l' inatteso, l' impensabile..
Il grande di Tarso, per rimarcare ancor di piu' quella tremenda attesa, usa un' altra metafora, descrivendo lo stato pscicologico della partoriente ( le doglie del parto ).. ovvero quanto ella è ansiosa, agitata, per l' imminente "fatal" momento del parto che a breve - inevitabilmente - si verifichera' !
La metafora piu' che altro è mirata a minacciare i "dormienti", infatti nessuno potra' sfuggire alla terrificante Rovina di quell' " improvvisa " notte della comparsa del Ladruncolo / che vorrebbe significare quella mitica discesa dalle nuvole, con tanto squillar di trombe.. come una grandiosa, maestosa sceneggiatura hollywoodiana / .. mitico Saulo !
Ma il grande dottrinario rassicura i nuovi credenti perchè anche se mai quel terribile giorno dovesse verificarsi all' improvviso, loro sono gia' pronti ! ( avendo essi accettato la - sua - nuova verita').
Infatti questi nuovi credenti secondo Saulo, stratega del nuovo corso, NON dormono beatamente, non si godono il sonno e/o non si ubriacano ( tipico comportamento degli empi ) ma essendo figli della luce, figli del giorno - mirabile esaltazione del dottrinario - essi vivono sereni. Qualsiasi imprevedibile funesto evento.. loro sono gia' Pronti.
La loro sicurezza è rappresentata dal giubbotto corazzato della "fede" ( IN quel Messia/Cristo celeste ) al pari di quell' elmo della profetica "speranza" della tanto sospirata salvezza. Speranza ( ! ) quindi - NON - certezza.
Il correligionario del Gesu' terreno, R. Calimani nel suo:
- Paolo, l' ebreo che fondo' il cristianesimo _ Mondadori / riporta come quelle terrificante PRE-visioni dell' annunciatore di Tarso altro non sono che un modo per esorcizzare il fatale giorno del trapasso, quel giorno ( per tutti ) di angoscia. Ma il convertito deve rimanere tranquillo, giulivo, sereno.. perchè il favoloso quanto festoso Giorno del Messia/Cristo celeste si concretizzera' e sara' la realizzazione della tanto agognata quanto sospirata.. salvezza.
Pertanto il credente non deve angosciarsi se la sua carcassa / la sua tenda terrena ( come del resto per quella di "tutti" ) subira' l' inevitabile corruzione, disfacimento,involuzione, decomposizione, macerazione, putrefazione.. ad opera di insaziabili ed avidi vermetti "bianchi".. perchè - al momento opportuno - dalle nuvole comparira' il Redentore, Salvatore e Giudice.. eccc..
Ma, continua l' autore, per l' accorto e vigile credente "quel" giorno sara' gioioso, la possente armatura della fede gli garantisce l' immunita' dalla collera divina che colpira' - inesorabilmente - gli empi , i dormiglioni, gli ubriachi.
Il Tarso prosegue poi la sua lettera con la stancante, petulante litania.. della parola della croce, ovvero di colui che si sarebbe immolato per la redenzione di tutti, e ancora egli continua la filastrocca di quel suo sangue (preziosissimo) versato a mo' di moneta sonante per il riscatto, riconciliazione.. eccc..eccc..eccc.. ecccc.. eeccc..
L' intento è sempre lo stesso! Quello di infondere la paura, il terrore.. spaventare i "semplici".
Cosi' era nel tempo passato per i vari profeti, antecedenti al grande dottrinario, e cosi' per il plenipotenziario del Messia/Cristo Pneumatico, colui che ricalca la loro ripetitiva solfa del terrore.
E meno male che il (suo) Messia/Cristo avrebbe dovuto rappresentare il NUOVO - l' avvio di una nuova Era per l' intera umanita'.
Ma nella realta' è stato solo una RI-presentazione del vecchio. Il terrificante "giorno di Yahwè / "quel" giorno - è stato sostituito dal Nuovo "quel giorno" in cui dovrebbe apparire dalle nubi il (suo) Messia/Cristo celeste con la sua corte di angeli sterminatori, artefici della Vendetta divina - contro coloro che non hanno ubbito al santo vangelo del genio di Tarso.. e quindi saranno puniti di eterna rovina.. eccc.. eccc... ( 2 Tess. 1.7/9 ) !!
Come gia' concludevo il mio post citato - ripeto dunque:
- Ma sulla terra quante catastrofi ( eruzioni, terremoti, inondazioni, meteoriti dal cielo.. ) PRIMA ancora della comparsa dell' uomo si sono verificate ??
Eppure la terra rimane sempre la stessa.. ( alla faccia del Tarso ) .. ..





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