



Si nasce, si vive e si muore.
Quando ti avvicinerai al termine naturale della tua vita potrà capitarti di quardare
al tuo passato, di rammaricarti per certe scelte, ma SOLO col senno di poi.
Se nel corso della vita hai accettato il divenire del tuo essere non avrai rimpianti.
p.s. Un memento per i cultori del "pesce": sotto sotto, anche se cercate di negarlo,
lo "sentite" che prima o POI verrà il momento in cui vi augurerete che il "pesciolino"
svolga ALMENO la sua funzione primaria, vale a dire continuare a fare pipì normalmente.


No, al termine della vita si pensa a respirare, pisciare, cagare; per le seghe mentali il tempo è finito, come quelle fisiche si fanno quando possiamo permettercerne il lusso ed il lusso è rappresentato dal sano fancazzismo, solo chi può permettersi quest'ultimo è veramente ricco.






Vero.
Ma TU, oggi, conosci la differenza.
Da come scrivi si può presumere che tu conosca il senso della parola "dignità":
la domanda è se vale la pena di barattare la "dignità" per un prolungamento della vita
che tende ad uno stato vegetativo.




Per cortesia, "giovane", non offenderti.
Ma davvero tu credi di essere stato un'anomalia a vent'anni?
Se è così sbagli: sei in compagnia di tanti, e, per quel poco che conosco delle "femmine",
anche di tante.
p.s. rivolto ad un/una persona precedentemente intervenuta:
tu sai che non sono solo io ad aspettarti, anche altri ti aspettano.




Per il momento ti auguro "buon pranzo".
Ciao.