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  1. #31
    Papessa
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    Predefinito Re: Tornare indietro è impossibile

    Citazione Originariamente Scritto da Ucci Do Visualizza Messaggio
    C'era un acharya vaishnava (quindi siamo nell'ambito della commistione di monoteismo personalista e reincarnazione) che sosteneva che la caratteristica di non ricordare le vite precedenti è posta da Dio per non farci impazzire.

    Qualche brandello memonico della reincarnazione precedente riesce ad oltrepassare il limite ma non ci può esser dato di vedere un tramonto ricordandone i miliardi già visti nella forma umana o in altre forme.
    Più che far impazzire determinerebbe un flusso di sollecitazioni mnemoniche che impedirebbero lo svolgimento della vita presente in modo esclusivo e regolare.
    Ma la convivenza con una parte di questi ricordi in realtà di regola non disturba affatto.

    Citazione Originariamente Scritto da Ucci Do Visualizza Messaggio
    Però dvrei aver titolo più io, da Cristiano, a dirlo (anima-forma-sostanziale-del-corpo)...dalla tua prospettiva ("noi non siamo questo corpo ma esseri spirituali eterni che viaggiano nei corpi caduci") dovrebbe implicare un continuum di individualità essente.
    E perchè mai?
    Dalla mia prospettiva, che è poi quella orientale, la costituzione occulta dell'essere umano mi è ben chiara. La mia presente individualità al momento della morte non vedrà nuova alba. Ma la vedrà l'essere permanente dal quale quell'individualità prese vita e che farà nascere il nuovo individuo, aderendo ad esso così come il nocciolo del frutto si circonda della polpa e della buccia.

    Fui io quella? Si e no. Sarò io la prossima? Si e no. Vi sarà chi un giorno in quella riconoscerà Primahyadum, così come io una volta ho riconosciuto chi anticamente amai, pur sotto spoglie differenti.

    Legami misteriosi che non si perdono. Questo ha un significato ben preciso.
    "Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
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  2. #32
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    Predefinito Re: Tornare indietro è impossibile

    Papessa i Deva si reincarnano?
    se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...

  3. #33
    Papessa
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    Predefinito Re: Tornare indietro è impossibile

    Citazione Originariamente Scritto da Ucci Do Visualizza Messaggio
    Papessa i Deva si reincarnano?
    Certamente si, si reincarnano come ogni altra creatura che sia ancora sotto il dominio delle dinamiche cosmiche.

    La reicarnazione come uomini è altamente ambita da ogni creatura: animale, angelica, demoniaca, divina. Sembra che SOLO la condizione umana offra la possibilità di progredire oltre la dimensione cosmica. Opportunità che le altre condizioni creaturali non contemplano.

    Si tratta di un grande mistero.
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  4. #34
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    Predefinito Re: Tornare indietro è impossibile

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio

    Ci sono moltissime persone con ricordi spontanei. Altre con ricordi che il contesto induce in qualche modo. Altri ancora che un ipnoterapeuta induce a ricordare con particolari tecniche, al fine di far superare un trauma, una problematica psichica, rompere una dinamica nefasta che si sia fissata nell'inconscio della persona.
    Io più che altro mi riferivo ad un eccesso di ricordi (di questa vita). Non tanto alla loro qualità, bella neutro o brutta, ma proprio alla quantità. Ricordare troppo può essere un peso, a prescindere da ciò che si ricorda, anche banalità. Anzi, soprattutto ricordare cose insignificanti è un peso, perché ingombra; questo ingombro può influenzare la vita di una persona, perché spesso è un impiccio, per così dire.

    Inoltre alla sensazione che ci sia stato un prima, in seguito dimenticato, con qualche immagine.

    Non mi sono mai interessato a ricercare cose di presunte vite passate, già vivere degnamente la presente è una bella lotta, per quanto mi riguarda, mi basta ed avanza.

  5. #35
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    Predefinito Re: Tornare indietro è impossibile

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio
    Certamente si, si reincarnano come ogni altra creatura che sia ancora sotto il dominio delle dinamiche cosmiche.

    La reicarnazione come uomini è altamente ambita da ogni creatura: animale, angelica, demoniaca, divina. Sembra che SOLO la condizione umana offra la possibilità di progredire oltre la dimensione cosmica. Opportunità che le altre condizioni creaturali non contemplano.

    Si tratta di un grande mistero.

    volendo specularci un po' sopra, verrebbe da dire che un Deva, proprio a causa del forte e duraturo stato di beatitudine in cui si trova, è come se sviluppasse un sottile attaccamento ad esso, il che è pur sempre un limite. Che poi un demone sia attaccato e quindi vincolato mi sembra evidente. L'uomo invece, nella sua mediocrità, in teoria potrebbe evitare più facilmente questi due estremi e giungere dritto al punto, proprio perché non conosce questi due estremi e quindi non può sviluppare più di tanto attaccamento in queste due direzioni. In teoria, è chiaro.
    Ancora, volendo specularci su: l'uomo partecipa sia dell'essere che del non essere, per questa ragione può virtualmente superare entrambi ed andare oltre.

  6. #36
    Papessa
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    Predefinito Re: Tornare indietro è impossibile

    Citazione Originariamente Scritto da Tular Visualizza Messaggio
    volendo specularci un po' sopra, verrebbe da dire che un Deva, proprio a causa del forte e duraturo stato di beatitudine in cui si trova, è come se sviluppasse un sottile attaccamento ad esso, il che è pur sempre un limite. Che poi un demone sia attaccato e quindi vincolato mi sembra evidente. L'uomo invece, nella sua mediocrità, in teoria potrebbe evitare più facilmente questi due estremi e giungere dritto al punto, proprio perché non conosce questi due estremi e quindi non può sviluppare più di tanto attaccamento in queste due direzioni. In teoria, è chiaro.
    Ancora, volendo specularci su: l'uomo partecipa sia dell'essere che del non essere, per questa ragione può virtualmente superare entrambi ed andare oltre.
    Questa è una spiegazione semplicistica.

    Verrebbe da chiedersi: ma chi ghlielo fa fare a un deva, ad un angelo, ad una creatura già immersa nelle beatitudini celesti di andarsi a cercar guai sulla terra? E ai demoni, che pure una loro specifica funzione ce l'hanno nel luogo a loro affine, cosa ne viene nell'andare a sperimentare la condizione umana?

    In realtà essi non possono esimersi dal trasmigrare, esattamente come qualunque altra creatura del mondo manifesto. L'erraticità è il loro destino. Anche i deva invecchiano e muoiono anche se in tempi molto, molto dilatati, e rinascono altrove, non necessariamente in dimensioni umane. Ma perchè è una legge occulta che li spinge. Tra tutte le condizioni possibili tutti ambiscono quella umana, anche se non è la migliore.
    La condizione umana rappresenta un privilegio, un'occasione particolare da non farsi sfuggire. La discesa nella materia più grossolana E' questo privilegio. certe concretizzazioni sono privilegio.

    Mi fermo qui.
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  7. #37
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    Predefinito Re: Tornare indietro è impossibile

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio
    La condizione umana rappresenta un privilegio.
    Indubbiamente, da qualsiasi angolazione teologica o tradizionale la si guardi, la reincarnazione nella forma umana rappresenta l'occassione per liberarsi dal samsara.

    Occorre anche dire che, ironia della sorte, la condizione umana è proprio quella che si aggrappa in maniera potentissima, se non addirittura in modo strutturale, ai legami e alle identificazioni che fan si che non vi sia definitivo distacco ed ultimazione dell'ultimo ciclo.

    Una bella partita non c'è che dire.
    se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...

  8. #38
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    Predefinito Re: Tornare indietro è impossibile

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio

    Questa è una spiegazione semplicistica.

    Verrebbe da chiedersi: ma chi glielo fa fare a un deva, ad un angelo, ad una creatura già immersa nelle beatitudini celesti di andarsi a cercar guai sulla terra?
    Premettendo che sto solo riflettendo e speculando, non certo enunciando qualcosa che io conosca con certezza:
    Ma appunto dicendo così si ammette che i deva, proprio in quanto immersi nelle beatitudini celesti e non facilmente propensi ad abbandonarle, siano ad esse attaccati; questo è un limite, sottile ma pur sempre limite; per cui se un Deva vuole (mi esprimo in termini semplici, rende l’idea) andare oltre deve necessariamente superare quel limite; un Deva non “ha” tutto, ha moltissimo ma non tutto; per esempio non sperimenta direttamente il divenire, la malattia, la morte così come un uomo li sperimenta, non con la stessa intensità e lo stesso dolore, non in modo umano; quindi ha una esperienza ampia e sintetica del reale, ma non completa, perché limitata paradossalmente proprio sotto questo aspetto maggiormente “povero” ed “analitico” che invece l’uomo sperimenta direttamente.

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio
    E ai demoni, che pure una loro specifica funzione ce l'hanno nel luogo a loro affine, cosa ne viene nell'andare a sperimentare la condizione umana?
    Appunto, un demone è “attaccato” al compito che gli è proprio, compito che per essere correttamente eseguito probabilmente presuppone una visione vasta sulle cose, sicuramente più ampia di quella umana; ma un compito preciso è anche esso un limite che impedisce una presa di coscienza integrale sul reale, ed una visione ampia non è la visione limitata tipica dell’uomo, la cui esperienza diretta è negata al demone a meno che non diventi uomo; anche questo è un limite.
    Ma allora si potrebbe dire: perché allora ancora meglio non diventare animale, o pianta? Ma perché l’uomo, proprio per via di questo suo status ontologico “mediano”, partecipa dei due mondi, in modo semplificato si potrebbe dire appunto di “essere” e “non essere”; anche un animale infatti sperimenta intensamente la materia, ma senza l’autocoscienza umana; l’uomo è capace (almeno in potenza) di rendersi pienamente conto di sé e di tutti i limiti della propria condizione e può tentare di fare uso della propria condizione materiale per andare oltre; gli animali no, meno che mai le piante, che sono pur sempre essere viventi ma non senzienti. E’ come se nell’uomo (o altro essere ontologicamente equivalente), coesistendo il più ed il meno, ci fosse virtualmente la possibilità di arrivare ad una visione integrale della realtà, negata agli altri.

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio
    In realtà essi non possono esimersi dal trasmigrare, esattamente come qualunque altra creatura del mondo manifesto. L'erraticità è il loro destino. Anche i deva invecchiano e muoiono anche se in tempi molto, molto dilatati, e rinascono altrove, non necessariamente in dimensioni umane. Ma perchè è una legge occulta che li spinge.
    Bene, ma questo è il samsara; questo spiega il perché della “morte” (chiamiamola così per analogia con la nostra morte) di un Deva, ma non basta a giustificare la necessità di nascere uomini per andare davvero “oltre”.

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio
    Tra tutte le condizioni possibili tutti ambiscono quella umana, anche se non è la migliore.
    La condizione umana rappresenta un privilegio, un'occasione particolare da non farsi sfuggire. La discesa nella materia più grossolana E' questo privilegio. certe concretizzazioni sono privilegio.
    Sembra quindi che la condizione umana offra delle possibiità legate ad un lavoro con la materia che altre condizioni non offrirebbero; che poi non tutti gli uomini riescano a fare buon uso di questa possibilità è un altro discorso; bene.

    Ma questo non mi sembra molto distante da ciò che si può intendere per “non essere”, ossia il polo materiale del reale, ma con in più la presenza nell'uomo dell' “essere” ossia la possibilità di lavorarci su coscientemente, in potenza almeno.

  9. #39
    Papessa
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    Predefinito Re: Tornare indietro è impossibile

    Citazione Originariamente Scritto da Tular Visualizza Messaggio
    Ma allora si potrebbe dire: perché allora ancora meglio non diventare animale, o pianta? Ma perché l’uomo, proprio per via di questo suo status ontologico “mediano”, partecipa dei due mondi, in modo semplificato si potrebbe dire appunto di “essere” e “non essere”; anche un animale infatti sperimenta intensamente la materia, ma senza l’autocoscienza umana; l’uomo è capace (almeno in potenza) di rendersi pienamente conto di sé e di tutti i limiti della propria condizione e può tentare di fare uso della propria condizione materiale per andare oltre; gli animali no, meno che mai le piante, che sono pur sempre essere viventi ma non senzienti. E’ come se nell’uomo (o altro essere ontologicamente equivalente), coesistendo il più ed il meno, ci fosse virtualmente la possibilità di arrivare ad una visione integrale della realtà, negata agli altri.
    In realtà l'uomo partecipa di tutti i mondi, proprio tutti, nessuno escluso. Nessuno. Questo è fondamentale. Egli è la sintesi del manifesto, è un microcosmo nel quale tutto si riassume. E da questo scaturiscono alcune caratteristiche specifiche e necessarie per oltrepassare la sua natura.

    Citazione Originariamente Scritto da Tular Visualizza Messaggio

    Bene, ma questo è il samsara; questo spiega il perché della “morte” (chiamiamola così per analogia con la nostra morte) di un Deva, ma non basta a giustificare la necessità di nascere uomini per andare davvero “oltre”.
    La parabola del figliuol prodigo esprime molto chiaramente la verità, quando si narra della condizione dei due fratelli e della gelosia dell'uno per la gioia del padre. Se ci mediti attentamente potrai capire molte cose.

    Citazione Originariamente Scritto da Tular Visualizza Messaggio
    Sembra quindi che la condizione umana offra delle possibiità legate ad un lavoro con la materia che altre condizioni non offrirebbero; che poi non tutti gli uomini riescano a fare buon uso di questa possibilità è un altro discorso; bene.
    Proprio così.

    Citazione Originariamente Scritto da Tular Visualizza Messaggio

    Ma questo non mi sembra molto distante da ciò che si può intendere per “non essere”, ossia il polo materiale del reale, ma con in più la presenza nell'uomo dell' “essere” ossia la possibilità di lavorarci su coscientemente, in potenza almeno.
    Come ho già avuto modo di scrivere è sbagliato sostenere che la materia sia "non essere". Il non-essere non è manifesto.
    La materia è sempre originata dal creatore, è "carne della sua carne", anche se detentrice di una realtà effimera e in qualche modo ipostatizzata al massimo. L'essere in essa immerso non è lasciato del tutto solo, ma ha un aggancio virtuale con il suo Principio. Sta a lui rendere attuale questo aggancio e trasmutarsi in esso rivestendosi della sua natura luminosa.

    Se così non fosse, se la materia fosse "cattiva" o "irreale", mi spieghi perchè mai l'esperienza umana sarebbe così ambita? E perchè solo a partire da questa esperienza umana si potrebbe giungere a vette altrimenti impossibili a raggiungersi?
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  10. #40
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    Predefinito Re: Tornare indietro è impossibile

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio

    Come ho già avuto modo di scrivere è sbagliato sostenere che la materia sia "non essere". Il non-essere non è manifesto.

    Mi sembra che si tratti di un problema di termini; ad esempio:
    Se si adotta un linguaggio “Guenoniano” (so che si tratta di una semplificazione, ma almeno ci si capisce facilmente) allora materia e spirito rimandano entrambi all’essere, inteso come principio di ogni manifestazione ed il non essere viene inteso come il resto delle possibilità non manifeste, il cosiddetto “zero metafisico”.
    Se si adotta un linguaggio Parmenideo il non essere non è, con tutte le conseguenze del caso (e quindi non può essere la materia, per come la si intende comunemente).
    Io volevo dire invece questo: semplificando in modo dualistico la questione, abbiamo “materia” e “spirito”, “non essere” e “essere”. E’ chiaramente una semplificazione, perché le cose sono più articolate, ma è voluta.
    Con “non essere” intendevo tutto ciò che, rispetto all’esperienza corrente dell’uomo comune, diviene e muta. E qui si potrebbe precisare che allora se la materia diviene non è corretto chiamarla “non essere”, ma semmai platonicamente è ciò che partecipa sia di essere che di non essere; bene, ma se voglio semplificare a due e non a tre allora dico: ciò che diviene e muta per me uomo comune è ciò che in fondo “non è”, perché non lo padroneggio; e la materia è così, non la padroneggio, a cominciare da quella del mio corpo, passando per quella dei miei sentimenti e dei miei pensieri, su cui esercito un potere maggiore ma sempre condizionato dal mio corpo. Mai detto che la materia sia un male, dico solo che per me uomo è un meno, perché in qualche modo la subisco, un meno che potrebbe diventare un più, si, ma questo è un altro discorso.
    Invece tutto ciò che in me uomo comune è più è “essere”, nel senso che è maggiormente stabile ed autonomo; ogni volta che concretamente un uomo incrementa la sua calma, la sua stabilità, la sua forza d’animo e lo fa partendo da se stesso, allora emerge fino ad un certo punto questo “essere”, viene in parte attualizzato questo essere. E’ un punto di vista maggiormente esistenziale, se vogliamo. Questo “essere” è ciò che deve essere “risvegliato”, anzi direi “fatto” per poter lavorare sulla parte di “non essere” che è in noi. Potenzialmente questa è una possibilità che l'uomo ha; non è detto che ognuno la possa praticamente mettere in moto, perché "per fare oro bisogna prima averne".
    Questo era il senso dei termini utilizzati.

 

 
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