



Scusami?
Passioni, identificazioni, sensazioni ed attaccamento che noi esperiamo qui continueranno ad essere esperite in un continuum ininterrotto dal noi che rimane quando il corpo annichilisce?
Probabilmente volevi dire che tutto ciò che facciamo e pensiamo genererà conseguenze anche quando lasceremo il corpo, ma tutto ciò di materiale e sensoriale a cui siamo legati qui a vario titolo collasserà con il collassare della materia.
Ciò che potrebbe eventualmente rimanere, parlando di reincarnazione (lo hai affermato tu in testimonianza), è solamente un ricordo che non appartiene più al giro di giostra che si sta compiendo nel ciclo successivo, che sconta altre identificazioni ed altri attaccamenti (ancorchè il processo dei medesimi sia lo stesso).
se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...


«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


beh, questo non lo sappiamo.
non sappiamo se rimangano attaccamenti o meno.
poi, detto fra di noi, io penso che questa nostra permanenza qui sia uno stato di "penitenza" di "carcere" per la nostra naima se vogliamo.
il che non lo trovo in completa contradddizione con quanto scritto nella genesi.
scontata la pena torniamo alla "vita".
ma non essendo uno studioso della materia, è solo una mia sensazione.


Bellissima osservazione, ma quello che tu percepisci come nascosto o protetto non è nè nascosto nè protetto: semplicemente è che l'essere umano è cieco !Originariamente Scritto da Tular
Molti l'hanno chiamato "velo", ovvero quella barriera impalpabile che ci separa dalla Verità e che ci impedisce di vedere la Verità che in questo preciso momento si sta manifestando sotto i nostri occhi.
Quella "Cosa" che puoi chiamare come vuoi, che non si sta minimamente preoccupando dei sostantivi che cercano di definirla, si sta manifestando sotto i nostri occhi e noi non la riusciamo nè a vedere, nè a comprendere, nè a percepire.
Intuiamo che sia qualcosa di potente, e questa è la percezione più comune, in molti esseri umani osservare la natura porta un sentimento di commozione e comunione e alla fine viene fuori la parola "Dio", quindi Dio è la definizione di quel velo che ci impedisce di andare oltre.
Cos'è che manca ? Abbiamo la potenza , il sentimento, la comunione, eppure all'essere umano manca ancora qualcosa. Cos'è questo "qualcosa" che manca?
La Parola
Questa "cosa" non ci parla...
Scriviamo bene,...SEMBRA che non parli !
Un Maestro famoso ha detto che se non parlava Lui avrebbero parlato le pietre; il che significa che questa Parola è in OGNI COSA...e sta parlando!
A questo punto, se l'intelligenza non è un optional, dobbiamo constatare che l'oggetto del problema siamo noi, e se siamo quelli che si stanno accorgendo che ci sta sfuggendo "qualcosa", allora dovremmo mettere mano alle nostre orecchie tappate, ai nostri occhi oscurati, al nostro naso chiuso.
In definitiva dovremmo rimediare a questo "raffreddore" e non accontentarsi di questa percezione ovattata.
ovviamente è solo un consiglio...
*
Chi vuol non ha,
chi sa non può,
chi né vuol né sa tutt' ha e può.


Se medito (ancorchè non sia uno yogi posso comprendere la "portata" dello yoga) "capisco" due cose: che posso percepire il mio corpo, che esso appartiene cioè ad un "io" che lo percepisce e che posso percepire ed identificare il gioco della mia mente (le produzioni cioè del sistema nervoso cerebrale); i piu' disciplinati arrivano anche ad una sorta di controllo di quest'ultima.
Se quindi c'è un "io" che puo' controllare od osservare i flussi della mente e che percepisce il corpo quell'io sa che nel momento in cui il corpo collasserà e con esso le produzioni mentali e sensoriali, non le potrà piu' utilizzare per identificarsi ed attaccarsi a quella particolare (rispetto a tutte le possibili altre) realtà materiale.
se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...






Non ho nulla da controbattere.
L'ambito di interazione tra l'anima spirituale eterna dopo che ha abbandonato il corpo con la realtà materiale che ha lasciato e che a vario titolo è entrata in interazione con il corpo che è annichilito è un ambito che faccio fatica ad accettare.
se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...


Se l'Io abbia memoria, secondo molti che credono alla reincarnazione ciò sarebbe vero.
Io mi limito a constatare che la memoria è una "funzione" (o "processo") del cervello ed il cervello è materia e la materia è caduca: ci vuole quindi una memoria o percezione che ci riguardi come oggetto e non una memoria oggetto della nostra produzione.
se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...