

ϟ qualis vibrans


Dove sta questa legge che concede, la conosci, ci sei uscito insieme?
la legge la fanno gli uomini e può essere giusta e ingiusta. E' la giustizia a dover per forza di cose essere una, se no non esiste e c'è solo l'arbitrio umano che non mi esime dal farti violenza, se voglio.
ϟ qualis vibrans


Trovo ciò che hai redatto privo di senso, almeno per me.
Magari è una affermazione eccessivamente intelligente e da stupido quale sono non riesco a comprenderla.
Non capisco dove trovi la pontificazione che mi additi, come chiaramente esposto io certezze non ne ho, mentre tu ne possiedi tante a quanto vedo.
Magari avresti saputo spiegare a quella povera ragazza per quale motivo l'avessero fatta nascere per soffrire tanto, personalmente non ho saputo cosa dirle non possedendo le risposte e le certezze che possiedi tu.
P.S.: Se non avessi avuto la testardaggine di sopportare ore ed ore di fisioterapia quotidiana tutti i santi giorni oggi non potrei nemmeno allacciarmi le scarpe, ma affrontare il dolore è stata una scelta mia che riguardava solo me stesso.
"I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"


sei tu che hai detto che è una certezza quello che hai sentito dire a quella bambina. Ora tu non sai perchè ha detto quella cosa; momento di estremo sconforto, il voler colpevolizzare i genitorie sfogarsi così di tanta frustrazione, etc. Neanche sai tutte le volte che gli avrà detto che vuole bene ai propri genitori e li ringraziava di esserle sempre vicina e di non lasciarla sola. No per te è sicuro quella bambina doveva morire. Lo sconforto capita a tutti, la solidarietà umana ci deve portare a superarlo, non a cedere al male, alla soluzione finale. Sai c'è chi amava risolvere così alcuni problemi etnici, cambiano i porblemi, rimane la "cura".
Sinceramente quando una bambina dice così, io di certo non la assecondo, e magari gli sparo un colpo in testa per "salvarla". Ma ci sono persone che nell'emozione possono credere che anche quello sia un atto "giusto", e ci sono, vedi l'infermiera che soffocava i pazienti in stato terminale.
Purtroppo se assolutizzi le emozioni come fai te, perdi la bussola di ciò che è bene e ciò che è male.
ϟ qualis vibrans


Ho sempre fatto molta confusione tra ciò che è giusto e ciò che non lo è.
E' giusto abbandonare un ferito al suo destino?
Apparentemente sembrerebbe di no, però se non è possibile trasportarlo ed il suo soccorso condannerebbe anche coloro che desiderano aiutarlo quale sarà la scelta giusta? Abbandonarlo al suo destino o sacrificare altre vite oltre la sua?
L'antropofagia è giusta o sbagliata? Se la consideriamo giusta avalliamo i dubbi gusti di chi desidera fare bistecche del vicino o della suocera, se la condanniamo a priori in ogni caso dobbiamo condannare anche i sopravvissuti del volo 571. Dovevano sopravvivere anche a costo di cibarsi delle carni dei morti? Dovevano sacrificarsi tutti per non infrangere tale tabù?
E' giusto seguire una legge?
E' giusto infrangerla?
Quale delle due opzioni collima maggiormente col tuo concetto di giustizia?
E tale concetto è uguale al mio?
E se non lo fosse dovrei adeguare il mio al tuo o viceversa?
Insomma, è giusto ciò che tu ritieni giusto o esiste un concetto universale di giustizia nel quale entrambi possiamo riconoscerci?
"I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"


vedi Fiume il punto è che bisogna razionalizzare ciò che ci appare davanti
se c'è un ferito e c'è il rischio che andare a salvarlo porta il rischio di chi salva, si cerca o di rendere sicuro l'ambiente o di creare le condizioni di salvarlo nella condizione migliore possibile, ma si tenta comunque il possibile ovviamente non portando a morire il soccorittore
nei soccorsi non vedrai mai un abbandono, a meno che non è già troppo tardi e si dove già organizzare a recuperare un cadavere( così ci hanno infatti insegnato su come affrontare i soccorsi)
anche l'antropofagia è orribile e il fatto di mangiare comunque non giustifica il farlo sempre, ma perché si è costretti
ma tranne in casi davvero estremi e che comunque non giustificano sempre l'uccisione di una persona che ha bisogno di aiuto, chi ne ha bisogno merita sempre di essere salvato, curato e portato a vita migliore
non a porre fine alla sua vita
(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio


Ho scritto che sono certo di aver sentito quella domanda.
Allo stesso modo i cui sono certo di non possedere la risposta.
Dove cazzo avrei esposto che era giusto morisse?
Io di certezze non ne ho.
Se ne avessi prenderei posizioni come fanno in tanti e mi sbaglierei sempre.
Perché non i possono generalizzare situazioni diverse, individui diversi, momenti e sofferenze diverse.
Forse al suo posto mi sarei posto la stessa domanda, forse me ne sarei poste altre, forse non me ne sarei posto nessuna.
Come diavolo faccio a saperlo? A sputare sangue e sofferenza s quel letto vi era lei, mica io.
Posso solo immaginare quanto soffrisse, ma non potrò mai saperlo totalmente.
Posso solo immaginare quanto soffrissero i suoi e coloro ai quali è cara, ed è un pensiero che mi lacera l'animo.
Tu che giudichi ti sei mai trovato in analoga situazione?
Ti sei mai trovato steso in un letto in preda a sofferenze indicibili senza alcuna speranza di miglioramento ma con l'atroce consapevolezza che si sarebbero protratte fino all'ultimo respiro?
Possiamo filosofeggiare fino ai prossimi giochi olimpici su ciò che è bene e ciò che è male, ma intanto quella che giace su quel letto maledetto continua ad essere quella povera ragazza.
Possiedi risposte o certezze che possano consolarla o lenirle i dolori?
Io no, non posseggo nulla di tutto questo, ecco perché quel pomeriggio non ho voluto vedere nessuno, né mia figlia né la mia compagna, non so nemmeno dove sono andato a piangere, e se non fossi stato astemio mi sarei ubriacato per distogliere quel pensiero dalla mente.
"I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"


L'episodio inerente il ferito mi è stato narrato da un caro amico che anni fa a partecipato ad una missione umanitaria in Cisgiordania.
Un edificio che sta crollando, un uomo mezzo sepolto dai detriti e non in grado di deambulare.
Le pareti che scricchiolano in procinto di collassare, gli sforzi del volontario per tirarlo fuori dalle macerie, l'impossibilità a farlo a causa del peso di queste ultime e dell'uomo che ne era mezzo sepolto.
Era ancora vivo quando si è aggrappato alla gamba del volontario.
Era ancora vivo quando quest'ultimo si è liberato dalla sua resa ed è corso verso l'uscita della casa.
Poi le pareti sono crollate seppellendolo.
Ha Fatto bene? Ha fatto male?
E' stato giusto o ingiusto nella sua decisione?
Non lo so, come faccio a saperlo?
Come faccio a giudicare l'altrui paura se non l'ho mai condivisa?
E con lo stesso principio come faccio a condannare le scelte altrui se non le vivo sulla mia pelle?
Come faccio ad applicare i miei concetti di giusto o ingiusto a ciò che non mi coinvolge personalmente?
Esiste un principio universale che regola ciò che è giusto e ciò che non lo è?
Io non lo so.
Tu lo sai?
"I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"


Se fai confusione tra ciò che è giusto e ciò che non lo è sei molto pericoloso e comunque condannato all'inazione.
Non è importante se io ho il concetto di giusto come il tuo, ma se questo concetto è vero, in caso contrario anche se coincidesse sbaglieremmo tutti e due e la cosa non è che mi conforti molto.
ϟ qualis vibrans


Mi sono perso qualcosa, io davo per scontato che tu ne fossi sicuro, mi sembra che hai scritto che hai (a questo punto avevi) solo queste due certezze. Allora tanto più di cosa parliamo?
Per quanto riguarda l'ultima parte del tuo messaggio, io non ho nulla, ma ho conosciuto Qualcuno che è venuto a condividere con noi la sofferenza e a consolarci facendoci capire che mai siamo soli e abbandonati dal nostro Padre Celeste.
ϟ qualis vibrans