
Originariamente Scritto da
Giò
Stai solo ribaltando la frittata, eludendo il punto. La vita non si sceglie, ma ci è data. Chi la porta in grembo non è nessuno per decidere se quella che diventerà una persona umana, fatta e finita, avrà o meno il diritto di vivere. Quella vita non ha voce: magari, nonostante la sofferenza, quella vita che hai soppresso con l'aborto procurato avrebbe voluto vivere comunque, provandoci dignitosamente. Chi interrompe la gravidanza, in questo caso, non dà tale possibilità. E non la dà senza alcun diritto perché solo a chi è colpevole, previo accertamento processuale o per legittima difesa, in modo proporzionato al torto compiuto, può essere lecito togliere la vita.
Tu la butti sulla sofferenza per far leva sull'emotività e sull'empatia. Dimentichi che eliminare una vita innocente ed indifesa non ha nulla a che fare né con la sensibilità né con l'empatia.