







Mi sono limitato a farti notare che:
1) la solita storia sul fatto che la fede religiosa non deve essere fondamento etico di una comunità o di uno stato perché esistono tante religioni con tante morali diverse non ha alcun senso, esistono infatti tante morali quante ideologie, visioni filosofiche o politiche o storico/culturali, ed ogni stato "decide" di aderire ad una di queste senza reali motivazioni discorsive. Fare affermazioni del genere è come darsi la zappa sui piedi.
2) esiste invece la possibilità di discorrere razionalmente sulle norme morali, ma l'unico modo per farlo è partire dal fondo e dall'antropologia filosofica e non da assunzioni precostituite. La Chiesa lo fa, partendo dalla definizione di bene come fine dell'agire, il liberal-progressismo invece no, perché parte da inesistenti libertà o diritti individuali inventati di sana pianta senza nessuna ragione. E' SU QUESTO che la Chiesa dialoga.
Dicono che viaggiare sviluppa l'intelligenza. Ma si dimentica sempre di dire che l'intelligenza bisogna averla già prima.-.G. K. Chesterton




sia chiaro che non intendo minimamente dire che avete torto, di sicuro siete più "ciristiani" di me.
io però rimango convinto che la religione è una cosa, e riguarda la propria anima e il proprio io, lo stato invece deve rispettare tutte le religioni e il modo di pensare di chi religioso non è.
Il discorso di schiavitù, tortura... non è neppure da farsi, stiamo parlando si situazioni "democratiche".
io pur cristiano sono e rimango per uno stato laico.
il che significa che se pure la "tua" (metaforico) religione ti impone id macellare in un certo modo, che la legge dello stato non permette, non lo fai, punto e basta.
ma sono anche che se uno stato permette l'aborto (che non vuol dire che io in assoluto sia per l'aborto), non deve esistere il medito obiettore in una struttura pubblica.
e mentre posso ritenere coerente per uno stato laico che non ci siano crocifissi in luoghi pubblici, allo stesso tempo sono contrario a chi vuole vietare i presepi, e non sono contrario tanto per motivi religiossi quanto per motivi di costume e usi nazionali.


Intanto se lo Stato permette l'obiezione di coscienza è perché non considera l'aborto come un diritto inalienabile di ogni donna ma una semplice possibilità che dipende dal benestare del medico di riferimento. In pratica viene semplicemente data al medico la libertà di scegliere. Questo semplice cambio di disposizione delle parole nella frase rimuove la contraddizione cui fai riferimento. Se lo Stato considerasse l'aborto come un diritto inalienabile allora vieterebbe l'obiezione, ma visto che non lo fa allora cade l'assunzione iniziale.
Lo ripeto, la tua convinzione secondo cui ha senso uno stato le cui norme morali sono neutralmente condivisibili da tutti perché fondate in qualche modo al di là della prospettiva religiosa è sbagliata.
Dicono che viaggiare sviluppa l'intelligenza. Ma si dimentica sempre di dire che l'intelligenza bisogna averla già prima.-.G. K. Chesterton


ϟ qualis vibrans


Anche la democrazia in sé ha poco senso, così come il liberalismo.
Dicono che viaggiare sviluppa l'intelligenza. Ma si dimentica sempre di dire che l'intelligenza bisogna averla già prima.-.G. K. Chesterton

