
Originariamente Scritto da
fiume sand creek
Basiamoci sempre sullo stato di tregua.
Come ho più volte esposto quando altri impegni me lo permettono amo prestare opera di volontariato presso un paio di centri sciali dove mi dedico all'assistenza psicologica di chi ha subito episodi di violenza traumatici (spesse volte in famiglia, e sono molto più numerosi di quanto si pensi).
Anni fa mi capitò l'incarico di fornire assistenza psicologica alla madre di quella ragazza, della quale ho già esposto, affetta da patologie congenite croniche.
La donna era in uno stato pietoso, trascorreva accanto al letto della figlia la maggior parte del suo tempo tenendole la mano scarna.
La ragazza mi impressionò più di quanto vorrei ammettere, magra da far paura, affetta giorno dopo giorno e notte dopo notte da dolori lancinanti, coperta di piaghe che abbisognavano di cambio di medicazione tre o quattro volte al giorno.
Ho ammirato l'amore dimostratole dal padre e dai fratelli, uno di loro aveva anche dovuto lasciare gli studi perché alcune delle terapie alle quali veniva sottoposta la ragazza avevano un costo non indifferente.
Quest'ultimo aveva anche una ragazza, m lo aveva lasciato perché secondo lei non le dedicava il tempe le attenzioni che meritava.
In almeno una occasione la ragazza, in preda alle lacrime ed al dolore, chiese in mia presenza alla madre perché l'avesse fatta nascere, sono domande che colpiscono più forte di una cannonata, io ho una bambina (anzi signorinella) che è tutta la mia vita, e se si trovasse in una situazione generante una simile domanda preferirei spararmi un colpo in testa piuttosto che confessare un amore infinito che si trasforma nei suoi confronti in atroce sofferenza.
La madre avrebbe voluto abbracciarla, non poteva farlo perché le avrebbe causato ancora più dolore alle piaghe.
Gli aiuti esterni erano molto limitati, una visita specialistica ogni mese o due, qualche volontario che ogni tanto veniva ad aiutare la madre a cambiarle le medicazioni, una ambulanza per accompagnarla dallo specialista e riportarla a casa.
Poco altro.
La madre era stanca, stanca dentro l'animo, come lo era il padre ed i fratelli.
Non mi sognerei mai di negar l'amore che quotidianamente le dimostravano, ma la capacità di sopportazione umana ha dei limiti.
Ogni tanto appaiono sui media casi di individui che uccidono il figlio, la moglie, il marito, il fratello perché stanchi di vederli soffrire, non posso giudicarli, come mi sentirei al loro posto dopo anni di sofferenze e di senso di impotenza? E come ti sentiresti tu?
Purtroppo a volte non bastano gli ideali, la fede, la morale o qualsiasi altra cosa del genere per tenere lontano l'inferno quotidiano.
Ecco perché non riesco a coltivare certezze.