il fatto che ci possano essere malattie gravi non giustifica ad ogni modo l'aborto dei molti altri casi
ed a ogni modo è un qualcosa che può essere affrontato e che spesso si sviluppano dopo la nascita


il fatto che ci possano essere malattie gravi non giustifica ad ogni modo l'aborto dei molti altri casi
ed a ogni modo è un qualcosa che può essere affrontato e che spesso si sviluppano dopo la nascita
(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio


premesso che sul ' ringraziare ' di avere un figlio inabile ... boh ... c'e' un test da fare : ma allora, meglio che sia inabile cosi' che i genitori possano ringraziare perche' si hanno gratificazioni che un figlio abile non vi avrebbe dato ? in ogni caso non si ha diritto di stabilire la morte perche' inabile . l'aborto e' la morte inflitta ad altri e non vale a sanare alcuna inabilita'. e' un atto vile e iniquo . doppia disgrazia : inabilita' e, come non bastasse, morte . se un figlio non lo si vuole semplicemente non lo si concepisce .
Inviato da Anthos


Inoltre sembra a fiume che l'inabilità non abbia conseguenze sui genitori, quando invece chi conosce la realtà sa proprio il contrario.
ϟ qualis vibrans


Noto tante certezze da una parte.
Io certezze non ne ho nessuna.
Anzi no, qualcuna ce l'ho.
Sono certo di aver sentito il pianto di una ragazza bloccata a letto da anni che soffriva le pene dell'inferno per le piaghe che la tormentavano, ed l'ho sentita anche domandare alla madre perché l'avesse fatta nascere.
Sono certo di aver passato mesi in trazione, di aver passato re mesi senza poter dormire per il dolore, di essermi gettato ai piedi della fisioterapista supplicandola di smetterla perché non ce la facevo più, di aver superato con estrema difficoltà quel periodo perché era solo transitorio ma che se avessi avuto coscienza che sarebbe durato per sempre mi sarei sparato un colpo in testa.
Sono certo che il dolore fisico senza tregua e senza speranza è più forte di qualsiasi ipotesi o opinione.
Sono certo di avere insuperabili scrupoli nell'imporre a qualcuno tale dolore e sofferenza in nome delle mie convinzioni.
Un individuo nasce segnato dal dolore, senza speranze, senza possibilità, senza luce alcuna nel buio della sofferenza.
E' giusto? E' ingiusto?
Non lo so.
E non so nemmeno quanto sia nel giusto chi pontifica sulla sofferenza altrui.
Ma per quante certezze possano riempire la nostra vita a soffrire non è quasi mai colui che le possiede e si sente in diritto di imporle.
"I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"


Ma cosa vuoi dire che il fisioterapista doveva terminarti anzichè metterti le ossa in trazione?
Eppure adesso sei tornato anche ad andare in moto nonostante i medici non ci avrebbero scommesso. Non vedi in questo un Dio?
Il problema della sofferenza non elimina quello della libertà.
Il feto malformato destinato ad una vita di sofferenze (e io questo lo so cosa vuol dire avendo un familiare gravemente ammalato), o il malato in coma, non possono esprimere la loro opinione lo capisci?
Il paziente in coma può aver lasciato un "testamento" ma lo ha fatto tempo prima.
La libertà è QUI ed ORA.
E queste persone non sono in grado di farlo.
Il problema resta irrisolvibile.
E allora si fa quello che è strettamente naturale.
Se il feto può nascere lo si fa nascere, se il comatoso digerisce lo si nutre.
Punto.
Si accetta il mistero dell'impotenza, impotenza loro e nostra a cambiare il loro destino
NO UE, NO EURO, NO NATO, NO NUCLEARE, NO GREEN, NO TAV, NO PONTE, NO IA AD AZIENDE PRIVATE, SOLO DI STATO
Giustizia per Rosa e Olindo. Giustizia per la Palestina
“Sorgi, Dio, difendi la tua causa.”
"Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli…"


Stronzate, impara a distinguere l'UNIVERSITA' dalle semplici scuole. L'Università è istituzione solo ed esclusivamente occidentale. Punto.
Come al tuo solito non hai capito nulla nella tua infinta logorrea di niente. Tutti quanti hanno capito che quel mio commento era soltanto rivolto a far capire che disponendo in maniera diversa la logicità della frase di furioso si sarebbe eliminato il contraddittorio. Ma tu ovviamente non sei riuscito a trattenerti ricominciando l'ennesima ed eterna pistolettata morale colla quale cadi continuamente in contraddizione ogni volta che apri bocca, visto che ti definisci relativista. I relativisti che pontificano, essendo in contraddizione con se stessi, sono come dei pali secchi, seguendo la definizione di Aristotele. Le tue parole sono prive di senso.
Dicono che viaggiare sviluppa l'intelligenza. Ma si dimentica sempre di dire che l'intelligenza bisogna averla già prima.-.G. K. Chesterton


E comunque il fatto è che non si può partire dal presupposto che uno possa scegliere chi far nascere e chi no. Dire "tu condanni una persona a una vita di sofferenza" non ha molto senso, perché la nascita è un fatto naturale, biologico ed inevitabile, non c'è nessun atto e nessuna condanna umana (c'è il concepimento, e qui sicuramente c'è da intendere il concetto di genitorialità responsabile, ma questo è un altro discorso). Quello di abortire invece è un atto libero ed umano, e sottende alla perversa visione secondo cui l'uomo possa decidere della dignità del vivere degli altri. Tu sei degno di vivere, tu no.
Dicono che viaggiare sviluppa l'intelligenza. Ma si dimentica sempre di dire che l'intelligenza bisogna averla già prima.-.G. K. Chesterton


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La legge concede dei diritti.
Li concede al medico obiettore permettendogli di esimersi dall'eseguire un compito che esula o contrasta con i suoi precetti morali o religiosi, e questo è sacrosanto, oppure no, dipende dalle opinioni.
Concede analogo diritto ad una donna in stato di gravidanza di interrompere la propria gestazione, anche questo è sacrosanto, oppure no, anche questo dipende dalle opinioni.
Nei due casi sopra citati il diritto dell'uno esclude quello dell'altro.
Si tratta quindi di due diritti, entrambi in vigore, che contrastano tra loro.
Se possiedi un diritto puoi rivendicarlo, non importa quale esso sia.
Se rinunci ad un diritto non puoi pretendere che tutti facciano altrettanto, è una scelta tua.
Se sei disposto a calpestare oggi un diritto altrui domani non potrai protestare quando qualcuno calpesterà un diritto tuo.
"I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"