



[QUOTE]mi pareva fosse chiaro che questi problemi ho sempre ammesso che ci siano, ma per questo esiste chi può dargli anche un minimo di aiuto
per questo si valuta il problema e si cercano diverse strade per risolvere il problema, in piùbisogna vedere che problemi l'antiabortista vuole causareIo non critico chi è anti abortista, condanno ferocemente chi lo è al solo scopo di soddisfare il proprio ego e non fa nulla di concreto per offrire alternative concrete e condivisibili pensando che non si tratti di problemi propri.
Ma non è così.
Da anti abortista ho la responsabilità di trovare una alternativa da presentare alla gestante che ha scelto di abortire.
E se tale alternativa non esiste devo dedicarmi alla sua costruzione in nome della fede e della morale che desidero la gestante condivida.
Ma come fa a condividerla se la scelta che l'anti abortista desidera imporle comporta esclusivamente una marea di problemi e sofferenze che lei non desidera o non è in grado di affrontare?
se lo lascia al proprio destino senza nessun aiuto allora avresti ragione, ma se gli da tutto l'aiuto possibile, e si spende per lei e per il possibile nascituro non si può accusare questa persona di soddisfare il proprio ego
gli consiglio di andare a sentire quantomeno i promotori della vita, la Caritas o addirittura la croce rossa per quanto riguarda l'assistenza medica cosa hanno da offrire, ma prima cerco di capire il problema, se è una questione sociale, economica, sanitaria ecc e lì gli esporrei le possibile alternative e se gli serve una sola o tutte le associazioni umanitarieTu da anti abortista cosa fai di concreto quotidianamente per offrire delle alternative a quelle gestanti che desiderano abortire?
riformula la domanda, perché in genere se una persona vuole abortire, per quanto ne so, lo portano al medico abortistaE cosa fanno di concreto tuti i ginecologi obiettori di coscienza oltre a dichiarare di non volersi sporcare le mani?
scusami, ma tu credi davvero che a noi ci importerebbe nulla della donna?E cosa fanno tutti coloro che lodano il rifiuto del di cui sopra infischiandosene dei problemi che questo comporta nei confronti della gestante?
E' questo l'amore per la vita che volete diffondere?
Infischiarsene degli altrui problemi auto lodandosi per non aver fatto nulla oltre a giudicare e condannare?
A costo di apparire cinico o provocatorio devo chiedere: ma chi vi credete di essere? Chi vi ha dato l'autorità che rivendicate? Come osate imporre a terzi le vostre scelte infischiandovene delle conseguenze delle stesse in nome di una fede o di una morale che magari non è condivisa da chi deve subirle?
giusto per capire, perché da come parli sembrerebbe di si
non ti lamentare quindi se anche noi ti abbiamo accusato di essere un promotore della morte, perché da come parli, sembra che tutti noi siamo egoisti, ipocriti
ti invito quindi a cambiare atteggiamento per favore
a parte che dipende chi saresti tu( un parente, il mio migliore amico, uno sconosciuto)Rispondi per favore al seguente quesito:
Facendo i debiti scongiuri e non augurandolo nemmeno per scherzo poniamo il caso che tuo figlio sia affetto da insufficienza renale. Almeno tre volte la settimana devi portarlo in ospedale per sottoporsi a dialisi.
Chiaramente, pur sottoposto a tale terapia salva vita, le sue sintomatologie non promettono nulla di buono, ritenzione idrica, perdite ematiche, dolori, sbalzi di pressione, segni di cedimento ad altri organi come pancreas ed occhi. Un pensiero da brividi.
Il tuo credo religioso o morale non preclude alle terapie sopra accennate e non hai difficoltà a seguirle.
Un bel giorno ricevi la notizia che vi è la disponibilità di un rene per un trapianto, naturalmente stappi la migliore bottiglia che hai in frigo e non vedi l'ora di portare tuo figlio a sottoporsi all'intervento, sperando che vada tutto bene al fine di lasciare alle spalle l'incubo che stai vivendo.
Ma intervengo io facendoti pressioni per evitare che porti tuo figlio a sottoporsi a tale intervento perché un trapianto è contrario alla mia fede religiosa o alla mia morale perché trattasi di intervento invasivo che offende la sacralità del corpo introducendo in esso una parte del corpo di qualcun altro, cosa del tutto inimmaginabile ed inaccettabile per la mia fede e la mia morale.
Potrai però continuare a farlo sottoporre a dialisi per tutto il tempo in cui ne abbisognerà, così non offenderà il mio Dio sottoponendosi ad un intervento a lui sgradito e potrà continuare a godere della sua benevolenza anche tra le sintomatologie che il prolungarsi della dialisi provocherà.
Saresti disposto ad accontentarmi per rispettare i miei principi?
ma il punto è comunque sbagliato, perchè non si parla di un organo, ma di una vita
e si perché l'embrione comunque non è un organo, ma un essere umano
e quando c'è in gioco un essere umano, non c'è credo religioso che tenga, posso essere ateo, buddista
parecchio differente da un organo cui del credo religioso se si tratta di una vita altrui non starei a guardare
perché la vita di una persona( qualsiasi) è ben più importante di una violazione di un credo religioso riguardo gli organi( donati)
se fossi TdG avresti forse ben messo la domanda, ma sappi che questa risposta te la direi ugualmente se fossi persino ateo
ergo la domanda di per se è sbagliata
(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio


comunque ancora non si è risposto alle mie domande
(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio




"I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"




Non tutti gli stati posseggono le capacità la volontà di provvedere a quanto tu auspichi.
Cerca di ben comprendere che il prendersi cura di un bambino nato con gravi deformità o altrettanto gravi patologie è un compito improbo, difficile, costoso ed impegnativo, e soprattutto non contempla momenti di stasi o di disattenzione, è un impegno che si deve assolvere 24h su 24 per tutta la vita.
Tu ti sentiresti di farlo?
Attento a quello che rispondi, perché assumeresti un impegno eterno, o almeno che coinvolge il resto della tua vita.
Cosa farai quando le attenzioni e la collaborazione che ti aspetti dalle pubbliche istituzioni per un motivo o per l'altro latitano o vengono a mancare?
Cosa farai quando, con tutta la buona volontà, le tue forze non saranno più sufficienti ad assolvere ai compiti che ti sei impegnato a svolgere ma non ci sarà nessuno disposto a darti una mano?
Cosa farai quando tuo figlio urlerà per il dolore e piangerà di disperazione e tu non sarai in grado di aiutarlo?
Non posseggo risposta a tali domande.
E tu?
"I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"


Come ho più volte esposto non posseggo certezze, solo tanti dubbi.
Ma la scienza medica non è una divinità onnipotente, ha dei limiti.
Così come hanno dei limiti l'umana sopportazione del dolore fisico e quella di chi gli sta accanto di metabolizzare la frustrazione che nasce dall'impotenza e la disperazione di una situazione che si trascina giorno dopo giorno senza dare adito a nessuna speranza.
Come te, e forse anche di più, anch'io nutro speranza nel futuro e nel progresso medico, ma la vita è adesso, e adesso dobbiamo provvedere ad affrontare i problemi, le scelte, le responsabilità che la realtà ci impone e dobbiamo affrontarli con quello che abbiamo in mano sul momento, non con la semplice speranza in un domani migliore.
Favorire o impedire un aborto è in entrambi i casi una scelta che comporta gravissime responsabilità, e non tutti sono disposti a riconoscerle verso se stessi e ad affrontarle.
Ho già esposto in precedenza il caso di quella ragazza che da anni soffriva dolori atroci prigioniera di un corpo in disfacimento steso su un letto, ma ho conosciuto anche una donna che aveva abortito a metà degli anni ottanta, non conosco i motivi che l'hanno spinta a tale scelta, ma la figlia mi disse che a volte la sera, prima di coricarsi accanto al marito, prendeva carta e penna e si metteva a scrivere lettere a quel figlio che non era mai nato. Non ho mai avuto modo di leggerne una, ma non è difficile immaginare il loro contenuto.
Personalmente non vedo differenze tra l'abortire un feto gravemente malformato o affetto da patologie altrettanto gravi ed incurabili e l'accanimento terapeutico nei confronti di un malato che desidera solo farla finita con le proprie sofferenze.
Non ho le tue certezze e le relative responsabilità, ma sei davvero tanto sicuro che un bambino affetto da devastanti deformità o gravi patologie ti ringrazierà per la vita che gli hai salvato?
P.S.: Sia il mio Dio che il tuo sono dispensatori di vita e di morte, ma a me non piace giocare a fare il dio prendendone il posto, ecco perché ho tanti dubbi e nessuna certezza.
"I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"


ancora continui a non rispondere
se non hai davvero certezze dovresti anche ben sapere che non puoi nemmeno essere certo che quel bambino che avrà tali problemi non voglia invece cercare di vivere
ma come faccio a scoprirlo se non lo faccio nascere? di fatto stai comunque dicendo che anche in questo caso l'aborto non posso farlo, perché comunque non posso sapere se in realtà quel bambino voglia lo stesso affrontare la vita
(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio


E' responsabilità di chi sceglie.
Sei disposto ad accettarla e riconoscerla?
La tua posizione anti abortista ti pone tra coloro che scelgono di far nascere un individuo anche se affetto da gravi problemi.
E' una posizione rispettabile, nulla da eccepire su questo.
Come trovo altrettanto rispettabile la scelta di chi ha posizioni opposte.
La donna che ha abortito ha riconosciuto ed accettato la propria responsabilità e la scontava con un rimorso ed un tormento interiore che la spingeva a comunicare tramite le sue lettere con quel figlio che non aveva fatto nascere.
Quella ragazza di cui ho già esposto è nata in base a quei principi e posizioni che appoggi e condividi, sei disposto a riconoscerti responsabile per le sofferenze sue e di coloro che la circondano?
Oppure preferisci lavartene le mani?
"I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"