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  1. #421
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    Predefinito Re: Veganismo, risvolti psicologici

    ma la morte di altri esseri viventi, comprese le piante, è intrinseca alla vita stessa.
    secondo il ragionamento vegano per non uccidere dovremmo lasciarci morire.
    posto che esistono correnti spirituali estreme che teorizzano proprio questo (il suicidio jainista), l'unico scopo sarebbe quello di tirarsi fuori dal samsara, il che presuppone a sua volta che una persona abbia una dimensione spirituale, cosa che josef non ha.
    la vita è in sé una grande digestione, un crearsi e distruggersi continuo. le cose muoiono per rinasce in altre forme. la pianta viene mangiata e diviene la vita di qualcun altro. la vita presuppone la morte.
    non c'è scandalo, è la natura delle cose.
    la natura è crudele solo se osservi dal punto di vista umano, per l'orso polare che mangia la foca non esiste crudeltà.
    questi ridicoli pseudo ragionamenti che non accettano che tutto è transeunte e che tutto cambia e si trasforma sono una forma di nevrosi.
    Nur wenn ich träume bin ich frei.

  2. #422
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    Predefinito Re: Veganismo, risvolti psicologici

    io sto cercando un modello di taser per stordire i bovini: si dice che la carne abbia poi un sapore diverso

  3. #423
    Praticamente innocuo
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    Predefinito Re: Veganismo, risvolti psicologici

    Citazione Originariamente Scritto da Josef Scveik Visualizza Messaggio
    Non c'è sistema nervoso, quindi non c'è dolore.

    p.s ad ogni modo se pure per assurdo provassero dolore, è sempre meglio togliere la vita solo alle piante piuttosto che toglierla agli animali, che indirettamente significa anche toglierle alle piante di cui si è nutrito quell'animale. Quante volte dobbiamo ripeterlo?



    Esattamente come quando ti tagli i capelli, la parte tagliata non cresce più, la parte rimasta continua a crescere.

    p.s In pratica, per farla breve, la pianta non muore.
    Non è detto che senza sistema nervoso non c'è dolore, visto anche che si pensava che non vi fosse memoria nè una reazione agli stimoli e una comunicazione come da poco si è visto che c'è.
    Uccidi l'animale, salvi le piante che avrebbe mangiato se non lo avessi ucciso.
    I capelli oltre al primissimo tratto non sono nemmeno vivi, inoltre non ci sono studi che accertino che reagiscano se attaccati, comunichino con i capelli vicini e abbiano memoria di ciò che gli accade
    Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile

  4. #424
    email non funzionante
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    Predefinito Re: Veganismo, risvolti psicologici

    Citazione Originariamente Scritto da Marximiliano Visualizza Messaggio
    Non è detto che senza sistema nervoso non c'è dolore, visto anche che si pensava che non vi fosse memoria nè una reazione agli stimoli e una comunicazione come da poco si è visto che c'è.
    Uccidi l'animale, salvi le piante che avrebbe mangiato se non lo avessi ucciso.
    I capelli oltre al primissimo tratto non sono nemmeno vivi, inoltre non ci sono studi che accertino che reagiscano se attaccati, comunichino con i capelli vicini e abbiano memoria di ciò che gli accade
    Di solito tutto ha uno scopo, il ricordo del dolore serve per fuggire a una seconda aggressione, le piante non possono scappare, a loro non serve un sistema nervoso.

  5. #425
    Praticamente innocuo
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    Predefinito Re: Veganismo, risvolti psicologici

    Citazione Originariamente Scritto da mixkey Visualizza Messaggio
    Di solito tutto ha uno scopo, il ricordo del dolore serve per fuggire a una seconda aggressione, le piante non possono scappare, a loro non serve un sistema nervoso.
    Non possono scappare ma possono reagire come dall'articolo che ho postato, inoltre ricordano come da altro articolo che ho postato, in modo da reagire diversamente per es. a una gelata primaverile improvvisa rispetto al lungo inverno, infine comunicano e non solo attraverso segnali chimici. Non gli serve un sistema nervoso perchè è dispendioso in termini energetici, e di conseguenza non reagiscono con la velocità di un animale (non sono nemmeno dotati di apparato muscolare)
    Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile

  6. #426
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    Predefinito Veganismo, risvolti psicologici

    Citazione Originariamente Scritto da Ilsa Lund Visualizza Messaggio
    ma la morte di altri esseri viventi, comprese le piante, è intrinseca alla vita stessa.
    secondo il ragionamento vegano per non uccidere dovremmo lasciarci morire.
    posto che esistono correnti spirituali estreme che teorizzano proprio questo (il suicidio jainista), l'unico scopo sarebbe quello di tirarsi fuori dal samsara, il che presuppone a sua volta che una persona abbia una dimensione spirituale, cosa che josef non ha.
    la vita è in sé una grande digestione, un crearsi e distruggersi continuo. le cose muoiono per rinasce in altre forme. la pianta viene mangiata e diviene la vita di qualcun altro. la vita presuppone la morte.
    non c'è scandalo, è la natura delle cose.
    la natura è crudele solo se osservi dal punto di vista umano, per l'orso polare che mangia la foca non esiste crudeltà.
    questi ridicoli pseudo ragionamenti che non accettano che tutto è transeunte e che tutto cambia e si trasforma sono una forma di nevrosi.
    Mi sembra una ottima riflessione il discorso sul divenire e sulla nevrosi concordo, anche se io metterei l'accento su una cosa che in questi anni mi sembra che sia cresciuta enormemente: il senso di perdita

    Ricordo anni fa quando in Italtel ci facevano fare dei corsi per scoprire le nostre attitudini

    Di me dissero che avevo un forte senso di perdita e un pensiero-vincolo molto forte.
    Col tempo ho cercato di elaborare la cosa.

    Il senso di perdita ci ancora al passato, alla paura di perdere qualcosa (qualunque cosa) in un sistema che vorrebbe che tutto fosse uguale per sempre (almeno nelle parti alle quali ci affezioniamo). Un sistema che però non può durare e questo causa traumi che negli ultimi anni sempre meno persone sembrano in grado di affrontare.

    Quando si vede il gattino morto in autostrada quello che assale le persone più sensibili è di solito il senso di perdita.

    Molte volte questo sentimento non ha alcun senso visto che non avevamo alcun legame con quello che vediamo perire davanti ai nostri occhi

    E allora passiamo la vita a collezionare oggetti, ad affezionarci a cose e persone in una bulimia che sembra che ciò che si abbia intorno non basti mai e se qualcosa non c'è più il dispiacere ci travolge.

    Siamo una generazione fragile e sensibile forse come non mai in precedenza. Il dubbio è casomai se possiamo davvero permettercelo o se non siano pretese da bambini immaturi e frignoni.

    Dovremmo essere per sempre giovani in un mondo che non invecchia mai come Narnja

    A pensarci bene tutto questo mondo idilliaco non è altro che quello delle favole.

    Come dire che molti (troppi) hanno una infanzia irrisolta, il che entro certi limiti è tollerabile entro altri no, non dovrebbe essere normale

  7. #427
    polyamorous
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    Predefinito Re: Veganismo, risvolti psicologici

    Citazione Originariamente Scritto da Gianluca Visualizza Messaggio
    Mi sembra una ottima riflessione il discorso sul divenire e sulla nevrosi concordo, anche se io metterei l'accento su una cosa che in questi anni mi sembra che sia cresciuta enormemente: il senso di perdita

    Ricordo anni fa quando in Italtel ci facevano fare dei corsi per scoprire le nostre attitudini

    Di me dissero che avevo un forte senso di perdita e un pensiero-vincolo molto forte.
    Col tempo ho cercato di elaborare la cosa.

    Il senso di perdita ci ancora al passato, alla paura di perdere qualcosa (qualunque cosa) in un sistema che vorrebbe che tutto fosse uguale per sempre (almeno nelle parti alle quali ci affezioniamo). Un sistema che però non può durare e questo causa traumi che negli ultimi anni sempre meno persone sembrano in grado di affrontare.

    Quando si vede il gattino morto in autostrada quello che assale le persone più sensibili è di solito il senso di perdita.

    Molte volte questo sentimento non ha alcun senso visto che non avevamo alcun legame con quello che vediamo perire davanti ai nostri occhi

    E allora passiamo la vita a collezionare oggetti, ad affezionarci a cose e persone in una bulimia che sembra che ciò che si abbia intorno non basti mai e se qualcosa non c'è più il dispiacere ci travolge.

    Siamo una generazione fragile e sensibile forse come non mai in precedenza. Il dubbio è casomai se possiamo davvero permettercelo o se non siano pretese da bambini immaturi e frignoni.

    Dovremmo essere per sempre giovani in un mondo che non invecchia mai come Narnja

    A pensarci bene tutto questo mondo idilliaco non è altro che quello delle favole.

    Come dire che molti (troppi) hanno una infanzia irrisolta, il che entro certi limiti è tollerabile entro altri no, non dovrebbe essere normale
    banalmente i buddisti lo chiamano attaccamento.
    l'attaccamento genera sofferenza.
    Nur wenn ich träume bin ich frei.

  8. #428
    parzialmente stremato
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    Predefinito Re: Veganismo, risvolti psicologici

    Citazione Originariamente Scritto da Marximiliano Visualizza Messaggio
    Non possono scappare ma possono reagire come dall'articolo che ho postato, inoltre ricordano come da altro articolo che ho postato, in modo da reagire diversamente per es. a una gelata primaverile improvvisa rispetto al lungo inverno, infine comunicano e non solo attraverso segnali chimici. Non gli serve un sistema nervoso perchè è dispendioso in termini energetici, e di conseguenza non reagiscono con la velocità di un animale (non sono nemmeno dotati di apparato muscolare)
    Ad esempio le acacie
    E cito:
    "Le piante sono sensibili all’ambiente in cui sono collocate, sono in grado di ricordare le informazioni che ricevono e di avere delle reazioni. Alcune sono addirittura capaci di comunicare tra loro e di attuare un’azione comune di difesa contro i predatori. E’ il caso degli alberi di acacia del Sud Africa, ad esempio, quando sono minacciati da predatori quali le antilopi kudu. La comunicazione tra piante avviene con l’emissione di etilene, un gas molto leggero, incolore e inodore. Quando le antilopi iniziano a mangiare le foglie di un’acacia questa emette etilene; il gas si disperde, raggiunge le foglie delle altre acacie dove i mitocondri danno l’avvio a una maggior produzione di tannino. E il tannino può creare problemi di digestione alle antilopi fino a provocarne la morte." http://www.brera.unimi.it/film/index...g4=9&arg6=1113
    "Pistilloni in crabettura boccidi sa zanzara" (Don Gigi)
    "Internet è stato creato per dare ai malati di mente qualcosa da fare" (Frank Darabont)

  9. #429
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    Predefinito Re: Veganismo, risvolti psicologici

    Citazione Originariamente Scritto da Ilsa Lund Visualizza Messaggio
    banalmente i buddisti lo chiamano attaccamento.
    l'attaccamento genera sofferenza.
    Io credo che ci sia qualcosa di più perché questi si attaccano a cose che non hanno mai posseduto o visto

  10. #430
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    Predefinito Re: Veganismo, risvolti psicologici

    A tuo modo sei assai romantico, Nic - PiccolaIena

 

 
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