Oggi sciopero, ma la mia voglia di sfogliare un giornale è troppo alta, tanto più in questi giorni di calura che invitano all'ozio.
Quindi compro Libero.
A pagina 4 campeggia Pansa con la sua solita analisi riguardo la cattiveria del Popolo Viola.
Incomincia citando l'episodio di un signore che, in Toscana, ha augurato al ministro Rotondi di morire tra atroci sofferenze; un fatterello increscioso ma ridicolo dà il via alla sua analisi sulla "sinistra": evidentemente ha una capacità di deduzione molto spiccata.
Quindi giù di accuse: la sinistra di oggi sarebbe sostanzialmente brigatista, stracciona, rancorosa e tutto il solito campionario di insulti.
In più aggiunge che la sinistra sarebbe incazzata nera perchè Tartaglia non è riuscito ad uccidere Berlusconi.
Aggiunge che la sinistra è invidiosa dei "ricchi", pur ammettendo lui stesso che gli elettori di PdL e Lega sono perlopiù anziani con la pensione minima.
A parte che a Pansa si potrebbe applicare il vecchio detto " chi vede il male negli altri, lo ha dentro di sè", ma mi chiedo: con che faccia poi questa gente parla di "armistizio", di stop all'antiberlusconismo ?
E come se questa gente soffrisse di una coazione a ripetere: paventano con orrore la guerra civile ( a causa ovviamente dell' "invidia sociale" della sinistra) e poi pescano gli aggettivi più miserabili proprio per dar fuoco alle polveri.
Questa guerra intestina tra penne intinte nel vetriolo e voltagabbana: ecco una delle sciagure dell'Italia
ps: tra parentesi: io non credo che ci sarà alcuna guerra civile.
Nessuno, nemmeno il più fanatico dei fanatici, sacrificherebbe la propria vita in nome degli "ideali" di Pansa e nemmeno per quelli di Travaglio ( con tutto il rispetto per quest'ultimo).




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hefico:
