
Originariamente Scritto da
Troll
"Ecco dunque che siamo portati ad un piano più sottile, ove l'azione e il dominio si esercitano mediante idee. Idee - si badi - che vanno intese non come nozioni astratte, ma invece come idee-forza, come miti (nel senso sorelliano), cioè come principi volti a destare energie, movimenti e correnti sociali attraverso le varie suggestioni morali, emozionali, di credenza, di tradizione, ecc., che esse sono capaci di esercitare sulle masse. Ma qui debbono restare fermi due punti-base. In primo luogo, il Dominatore deve restare signore delle varie idee o miti, non deve, credendovi, subirne egli stesso la suggestione, divenendo un ossesso, uno schiavo degli spiriti che ha evocato; non deve riconoscere ad esse un qualunque valore assoluto, ma deve invece assumerle freddamente come mezzi, come strumenti fascinatori con cui - presso ad una precisa scienza della psicologia delle folle - eserciterà quelle influenze che vuole, destando e dirigendo le forze delle collettività associate. Il secondo punto si connette al primo, e consiste nel comprendere il lato assolutamente positivo di questa nostra attitudine, che va al di là sia dalla ideologia della forza pura, sia dall'idealismo dei "valori", degli "immortali principi", ecc. Che la forza puramente materiale non basti a sé stessa, che essa sarà sempre strumento di idee - questo è semplicemente un fatto da constatare. Da un punto di vista positivo, all'idea non si può né si deve dare altro valore fuor di quello che le risulta appunto da questo fatto constatato, cioè valore di principio suggestivo, misurato dalle sue conseguenze pratiche. L'idea, in altre parole, ha valore in quanto agisce e finché agisce: non perché è "buona", "giusta", "vera", ecc.; tutto ciò non è che nebbia rispetto alla sua realtà di idea-forza. Controllare i "potenziali suggestivi" di cui sono caricate le varie idee, esaminarli, dosarli, combinarli, usarli, scaricarli o sorprenderli, questa è un'arte superiore, invisibile e terribile di dominio che, resa cosciente, può comunicare, come si dirà, con la "magia" in senso più alto."
Evola che suggerisce ai manipolatori di non prendere troppo sul serio le suggestioni con cui mobilitare i semplici