



Against all odds








http://en.wikipedia.org/wiki/Dambisa_Moyo
http://en.wikipedia.org/wiki/Paul_Collier
IBL - L'Italia non soffre il mal d'Africa
http://en.wikipedia.org/wiki/The_Bottom_Billion
http://www.huffingtonpost.com/jeffre..._b_207181.html
Questi non mi sembrano leghisti. Due sono ultraliberisti, e Collier è un blairiano. Sachs indica i limiti del ragionamento ultraliberista senza però cadere nella trappola del megaconcerto di Bono, indicando quali dovrebbero essere i punti prioritari degli aiuti internazionali, ossia fornire quelle infrastrutture necessarie allo sviluppo del paese e alla messa in sicurezza del suo sistema sociale (Collier ne parla estensivamente nel suo libro). Ci sono fior di saggi sull'effetto devastante della PAC per l'agricoltura dei paesi poveri, a partire dai dissidi con Kennedy e Johnson nei negoziati GATT del 1963-1969.
Ultima modifica di Manfr; 17-07-10 alle 15:13


ti dò del leghista perchè metti avanti delle soluzioni impossibili, irraggiungibili ad ogni obiezione.
Questo si chiama fare DEMAGOGIA.
Ti rielenco il tuo corollario utopista socialista:
controllo flussi
sindacato europeo
modernizzare il Terzo mondo
abolizione delle politiche agricole comunitare
Spari dei colpi a salve il più in alto possibile, tanto nessuno realizzerà mai queste cose nei prossimi mille anni e nel frattempo ti dai alla DEMAGOGIA per sorpassare a destra la Lega sul tema dell'immigrazione.
Non ci cambia una virgola.
Ripeto, se cerchi un partito così, non c'è bisogno tu venga a propinarci queste cose a noi democrativi VERI... le puoi realizzare in un partito che esiste già e le fa molto bene da decenni: LEGA NORD
Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
(brunik - 25/09/2011)


La cooperazione internazionale non ha mai portato nulla. Figuriamoci se sono progettini come mettee pozzi in un villaggio a cambiare la cose. O peggio stronzate ideologiche come i progetti "culturali" per la produzione di artigianato locale in una regione. Cose che sono fatte più per soddisfare la voglia di qualche ragazzina che dopo anni in un centro sociale di provincia ad ascoltare Manu Chao vuole provare l'ebrezza esotica di viaggiare.
Sono le imprese a cambiare un Paese. Il Vietnam, la Corea, Taiwan, la Cina, il Brasile non si sono sviluppati grazie alla cooperazione internazionale, ma con una classe politica ferma e progettuale, con un'organizzazione economica ferrea, con l'intervento di imprese private estere che hanno delocalizzato. Ecco, una impresa che si metterà a produrre vestiti in Senegal farà di più di tutta la cooperazione internazionale.
Ultima modifica di Iannis; 17-07-10 alle 15:01
Against all odds


Ma tu, caro il mio geniaccio Stefaboy, cosa proponi ?
La PAC è uno dei carrozzoni più odiati d'Europa, e il suo budget è sceso dall'80% degli anni '70 al 40% degli anni 2000, a partire dalla riforma FESR del 1975, dai PIM del 1985 e dalla riforma MacSharry del 1992, il tutto a favore della politica sociale. La riforma della PAC post-Allargamento prosegue su questa falsariga. Non vedo perchè, con un mercato agricolo non competitivo e saturo, sia utopistico immaginarne la sempre più accentuata marginalizzazione.
Ridi quanto ti pare sul controllo flussi, ma siamo l'unico paese europeo occidentale a non attuarlo.
Non ho parlato di un sindacato unico europeo (che peraltro già esiste, si chiama CES, riunisce tutti i sindacati del continente e ha avuto un ruolo importante nel massacrare la direttiva Bolkenstein, come ha riconosciuto lo stesso Mario Monti, e l'ho sentito con le mie orecchie a una conferenza). Ho parlato di un ruolo dei sindacati nella gestione dei flussi migratori, un ruolo di counseling, di cui parla (guarda un pò) proprio Monti, e che le ACLI stanno già realizzando in Marocco, se guardi sul mio blog c'è un post in merito preso dall'ASCA.
Ultima modifica di Manfr; 17-07-10 alle 15:05

