
Originariamente Scritto da
Druuna
Sbaglierò, ma secondo me non ti rendi conto di cosa dici.
In Italia abbiamo circa il 60% di persone che, di fatto, sono analfabeti funzionali. Il che significa che praticamente non sanno leggere, non leggono libri nè giornali. e quel poco che leggono, non lo capiscono. Secondo te questa gente va in internet a informarsi su queali potrebbero realmente essere le conseguenze economiche, politiche, sociali dell'uscita dalla UE ? Questa gente nemmeno sa cosa sia l'UE, è già tanto se sia riuscita a capire che 1 € valeva circa 2000 lire.
Secondo i dati pubblicati nel 2005 dell’Unione Nazionale per la lotta all’analfabetismo (UNLA) basati sul censimento del 2001, tra i cittadini italiani sopra i sei anni quasi sei milioni erano privi di titolo di studio o analfabeti, cioè l’11% contro il 7,5% dei laureati. La stessa fonte riporta uno studio OCSE secondo cui nel 2002 la nostra Nazione figurava terzultima su un campione di 30 Paesi per numero medio di anni di scolarità della popolazione di 25-64 anni, precedendo solo Portogallo e Messico. Gli illetterati, cioè gli analfabeti, coloro senza alcun titolo di studio o in possesso della sola licenza elementare, costituivano invece il 36,5% della popolazione sopra i sei anni, circa 20 milioni sui 53 censiti nel 2001. Catania è la città (tra quelle con più di 250.000 abitanti) con la più alta percentuale di analfabeti d’Italia, seguita da Palermo e Bari, Secondo dati ISTAT derivanti dal censimento 2001. L’ ignoranza dilaga nel nostro Paese: il numero di analfabeti è pari a 782.342 unità.
Altri dati sono stati forniti dal progetto ALL (Adult Literacy and Lifeskills – Letteratismo e abilità per la vita), dedicato specificamente all’ analfabetismo funzionale, nell’ambito di una ricerca comparativa internazionale promossa dall’ OCSE. Le indagini svolte sulla situazione italiana nel 2003-2004 su un campione della popolazione compresa tra 16 e 65 anni hanno denunciato un quadro non brillante: su tre livelli di competenza alfabetica funzionale (inferiore, basilare e superiore), il 46,1% degli Italiani è al primo livello, il 35,1% è al secondo livello e solo il 18,8% è a un livello di più alta competenza.
Il linguista Tullio de Mauro cita vari studi, concludendo che nel 2008 soltanto il 20% della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea.
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