





«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


La Melandri ha l' esuberanza della giovinezza interiore che contraddistingue le femmine molto colte e progressive.


Arrivo a thread inoltrato ma capisco che state discutendo sulla limitazione del diritto di voto. Bello.
Beh, si potrebbe anche fare: a mio parere la discriminante non dovrebbe essere solo il livello di istruzione come leggo (diciamo un diploma?) ed un test di base su conoscenze civiche ma soprattutto il fatto di produrre (o aver prodotto) reddito reale. Uno stato si regge sul conquibus e quindi solo chi contribuisce concretamente a produrlo dovrebbe aver diritto a decidere l'indirizzo politico ed economico della nazione.![]()
Ma quanti figli del Perozzi in giro...
Travel is fatal to prejudice, bigotry, and narrow-mindedness...
Chi abbandona gli animali è un bastardo!


Visto che non è elegante chiedere l'età a una signora, con @Druuna andremo ad occhio
Grandi buchi vengono scavati in segreto, dove i pori della terra dovrebbero bastare, e cose che dovrebbero strisciare hanno appreso a camminare.




Magari mi serve perché sei fuori strada su quello che credi di sapere di me
«The world is less explainable than we would like to admit» Jeff Jarvis
«Io non capisco come si possa passare davanti a un albero e non essere felici di vederlo» - Fëdor Dostoevskij


Il merito è essere cittadini degni della fiducia dello Stato, cioè degli altri cittadini. Tu come sei messo? Sei brutto e sporco? Possiamo fidarci di te?
Seriamente questa idea di valutare l'ignoranza per limitare il diritto di voto è una forma così evidente di sfiducia dello Stato nei cittadini che solo per ignoranza si può considerare questa possibilità senza vedere quanto sia antidemocratica.
Poi se vogliamo ammettere di non essere poi così democratici è un altro paio di maniche...
La morte significava ben poco per me. Era l'ultimo scherzo in una serie di pessimi scherzi. Charles Bukowski
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