







ma io vedo che qui si vuole far assurgere la conoscenza, i titoli, per la competenza, derubricando l'esperienza sul campo, l intelligenza creativa, l intuizione, il "sentore personale", come un qualcosa che non dev esistere nè prender parte delle decisioni e delle scelte di una persona, anche nel campo della politica.
Il Tecnico, ribadisco, deve LEGGERE la realtà che il voto e la società esprimono, non soffocarlo.
Ovvero se c è un voto, il tecnico che viene scelto al parlamento non deve sbugiadarlo, negarlo, ma deve prenderne atto e metterlo in pratica.
Qui si sta dicendo altro, ovvero che il tecnico ha ragione A PRESCINDERE dall'indicazione di chi LO HA SCELTO, ovvero di chi lo ha indicato per la delega.
Il voto è una delega.
Quando mi si dice: mi fa ridere democrazia=voto, non prende in considerazione questa cosa: il voto è una delega, non è una laurea. ecco perchè il tecnico DEVE per sua natura in politica considerare il voto; perchè viene scelto per questo.
Altrimenti, ribadisco, non è democrazia o rappresentanza; lo strumento diventa inutile: a quel punto diventa professionismo, un lavoro retribuito, che non deve tenere conto della volontà degli elettori, ma solo del profitto e della propria convenienza personale e professionale.
Ma a quel punto, non è più democrazia.. è appunto altro.
I tecnocrati parlano cosi' proprio per questo; in Europa non c è delega. Chi decide in Europa non ha la delega democratica. la commissione non è fatta da eletti, ma da "tecnici", da lobbysti, da estranei al processo democratico.. ecco perchè non comprendono il voto della BREXIT; perchè sono autoreferenziali, fuori dal processo democratico. E chi appoggia (vedi il Monti di turno) proviene dalla stessa logica; da quella accademica, da quella "lobbystica", da quella dei poteri forti, non dal concetto di DELEGA.
Non aspettarti mai nulla dalla vita, cosicchè¨ non rimarrai mai deluso.











