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  1. #21
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    Predefinito Riferimento: ...di cui non possiamo dire nulla...

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Il numero è la ripetizione di un qualcosa..un istante senza tempo..che si moltiplica nel mondo divenendo passato e futuro..luoghi della mente istanti che non esistono..come non esistono i numeri che precedono o seguono..
    Il numero è simbolo della distinzione..
    ma ne parlo perchè sono Possibilità....possibilità quantitative..assieme allo spazio e al tempo che sono Possibilità qualitative..
    Possibilità che esistono perchè noi le creiamo..le rendiamo esistenti..
    non sono idee..ma sono un modo di creare delle Possibilità quantitative relative al nostro grado di esistenza..per realizzare quell'Infinito metafisico che non si priva di nulla..neanche di farsi ente .. mortale..e di esistere
    L'uomo ha il potere di creare..di trarre dal Non Essere all'Essere..
    e nel nome del Padre.. l'Infinito diventa indefinito..cioè limitato e distinto..
    e i numeri sono manifestazione di quantità ..create dalla ripetizione di se stessi..ripetizione ..quindi numero..che esiste solo se realizzata..
    Ma se non creiamo..non esisterà nessun numero..ma solo l'Infinito..dove tutte le cose e gli enti sono Possibilità..che riposano oltre l'Essere e il Non Essere..
    Il numero è, come scrivi, simbolo della distinzione: dunque non è che esistano i numeri isolati e separati.. cioè in sè..esistono solo come numeranti le distinzioni della realtà, cioè come relazione tra le cose della realtà. Dunque i numeri sono segni che stanno a indicare relazioni esistenti. Ma anche Marco è un segno che va a indicare una relazione: l'identità di un uomo con sè stesso e il suo opporsi ad altro. Marco (come i numeri) è solo un segno che sta a indicare una relazione, non è un'idea a sè stante, ad essere stante è la relazione (in entrambi gli esempi).
    Il segno va a indicare le relazioni, che le relazioni debbano essere Non Essere solo per il fatto di non apparire è un presupposto, perchè dovrebbero esserlo?
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  2. #22
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    Predefinito Riferimento: ...di cui non possiamo dire nulla...

    Citazione Originariamente Scritto da Arjuna Visualizza Messaggio
    E' un non senso dire che il passaggio da immanifesto a manifesto è una passaggio da Non-Essere ad Essere, si tratta solo di diverse modalità dell'Essere
    Oh, finalmente qualcuno mi dà ragione

    Il divenire che è un processo interno all'Essere e ne è una delle possibilità, ma non l'unica, è il passaggio da potenza ad attualità di determinate modalità dell'Essere, solo in questo modo l'Essere è perfetto, ovvero il divenire può compiersi interamente all'interno dell'Essere e l'Essere può così essere immutabile ed infinito, non limitato, inoltre così nessun ente sarebbe più completo dell'Essere. Solo così gli enti sono veramente manifestazioni particolari dell'Essere.
    Qui temo di non poter concordare: il passaggio da potenza ad atto di un ente implica che in quanto atto è un nulla assoluto (quando è in potenza) e in quanto potenza è un nulla assoluto (quando è in atto).
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  3. #23
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    Predefinito Riferimento: ...di cui non possiamo dire nulla...

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    Oh, finalmente qualcuno mi dà ragione



    Qui temo di non poter concordare: il passaggio da potenza ad atto di un ente implica che in quanto atto è un nulla assoluto (quando è in potenza) e in quanto potenza è un nulla assoluto (quando è in atto).
    Appunto quando un ente è potenza, è sotto la qualificazione di potenza, che sia atto o no non cambia il fatto di essere almeno sotto una qualificazione, nel momento in cui diviene atto, continua ad essere sotto la qualificaizone di atto, l'ente non cessa di essere.
    Il cambiare id qualificaizone non implica cessare di essere, se no si potrebbe dire che un bambino è nulla assoluto come adulto, ma ciò nonstante è.

  4. #24
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    Predefinito Riferimento: ...di cui non possiamo dire nulla...

    Citazione Originariamente Scritto da Arjuna Visualizza Messaggio
    Appunto quando un ente è potenza, è sotto la qualificazione di potenza, che sia atto o no non cambia il fatto di essere almeno sotto una qualificazione, nel momento in cui diviene atto, continua ad essere sotto la qualificaizone di atto, l'ente non cessa di essere.
    Il cambiare id qualificaizone non implica cessare di essere, se no si potrebbe dire che un bambino è nulla assoluto come adulto, ma ciò nonstante è.
    Eh no, cambia eccome: essere qualcosa in potenza significa avere la capacità di diventar altro, quando qualcosa diventa altro E' altro, cioè il primo qualcosa E' nulla.
    Il bambino diventando adulto diventa altro da sè, diventando altro da sè diventa nulla e diventando nulla E' nulla. E non si può dire che nel momento in cui il bambino diventa nulla non è il bambino ad essere nulla (come quando Aristotele attraverso il pdnc dice che qualcosa può essere e non essere se stesso in tempi diversi, perchè nel secondo momento non è l'ente a esser nulla ma il nulla a esser nulla) perchè altrimenti il bambino sarebbe ancora essente! Il principio di non contraddizione aristotelico è la maschera più grande della contraddizione, va a violare quello stesso principio di determinatezza-identità che dovrebbe salvaguardare.
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  5. #25
    .... .....
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    Predefinito Riferimento: ...di cui non possiamo dire nulla...

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    Questo però non risponde alla domanda: un ente passa dall'Essere al Non essere, quando è nell'Essere intrattiene una relazione di partecipazione all'Essere e quando è nel Non Essere ha una relazione di partecipazione ad esso. Bene, anche la relazione di partecipazione è ovviamente un essente, cioè un ente, se non lo fosse non avresti alcuna partecipazione tra l'ente e l'Essere (e poi tra l'ente e il Non Essere), ma quando l'ente passa dall'Essere al Non Essere tale ente in cui consiste la relazione diventa niente assoluto, e la relazione nuova che viene a crearsi esce dal niente assoluto (e dunque era niente assoluto).
    E bada: non puoi dire che tale relazione passa anch'essa dall'Essere al Non Essere assieme all'ente che sta in quel momento compiendo il passaggio, perchè facendolo porterebbe con sè la stessa dimensione dell'Essere (proprio perchè è quell'ente in cui consiste la relazione), cioè faresti coincidere la dimensione dell'Essere con quella del Non Essere.
    Gli enti esistono solo quando partecipano all'Essere...quando questa relazione si spezza..anche gli enti cessano di essere enti e diventano Possibilità..
    Una lampada è tale solo se esiste..quando la lampada si trasforma in mille frammenti..la lampada non diventa un nulla..ma una Possibilità che si è manifestata..e che potrebbe ancora manifestarsi..
    L'ente nel Non Essere diventa il Possibile..e come tale non occupa tempo o spazio..più di quanto tempo e spazio possano occupare i nostri propositi futuri..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  6. #26
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    Predefinito Riferimento: ...di cui non possiamo dire nulla...

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Gli enti esistono solo quando partecipano all'Essere...quando questa relazione si spezza..anche gli enti cessano di essere enti e diventano Possibilità.
    Non stai rispondendo alla domanda, stai amplificando (a scapito tuo) il problema:

    Dire che la relazione si spezza significa dire che la relazione (che è un ente, pena il non poter sussistere alcun legame tra l'essere e l'ente in considerazione) prima è se stessa e poi diventa un nulla assoluto (altrimenti, banalmente, continuerebbe a sussistere). Non solo, ma dicendo, come hai detto qui sopra, che l'ente andando nel Non Essere cessi di esser ente stai dicendo che l'ente diventa un nulla assoluto in quanto ente. Se la Possibilità a cui fai riferimento è altro dall'ente (non a caso scrivi che l'ente cessa di essere ente e diviene Possibilità) allora l'ente, come tale, diventa per definizione non-ente. E diventando non ente, in quanto ente è un nulla assoluto.
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  7. #27
    .... .....
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    Predefinito Riferimento: ...di cui non possiamo dire nulla...

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    Non stai rispondendo alla domanda, stai amplificando (a scapito tuo) il problema:

    Dire che la relazione si spezza significa dire che la relazione (che è un ente, pena il non poter sussistere alcun legame tra l'essere e l'ente in considerazione) prima è se stessa e poi diventa un nulla assoluto (altrimenti, banalmente, continuerebbe a sussistere). Non solo, ma dicendo, come hai detto qui sopra, che l'ente andando nel Non Essere cessi di esser ente stai dicendo che l'ente diventa un nulla assoluto in quanto ente. Se la Possibilità a cui fai riferimento è altro dall'ente (non a caso scrivi che l'ente cessa di essere ente e diviene Possibilità) allora l'ente, come tale, diventa per definizione non-ente. E diventando non ente, in quanto ente è un nulla assoluto.
    Il nulla assoluto non è..non esiste da nessuna parte ed è equivalente all'impossibile..
    quindi è impossibile che l'ente diventi un nulla assoluto..
    ma una volta che l'ente non ha più l'esistenza..cessa di essere ente..e diventa Possibilità..
    naturalmente la Possibilità non è composta da enti..altrimenti sarebbe nell'Essere..che un ente non può esistere quando non c'è più..
    Ho fatto l'esempio del futuro..e del passato..che non sono ..non hanno l'Essere e quindi sono Possibilità..
    ma per te il passato e il futuro sono..solamente non stanno nell'orizzonte degli eventi..
    pensiero bislacco costretto a negare la libertà..
    e tra l'altro ..se qualcosa scompare non si capisce perchè deve permanere nell'essere solo per adeguarsi a Principi metafisici riduttivi come il pdcp..
    L'essere è il non non essere non è..non significa che il Non Essere sia un nulla..ma che è altro dall'Essere..e cioè Possibilità..
    e difatti la Possibilità Universale ..superiore all'Essere..lo comprende..e allora il pdncp è solamente la descrizione di uno stato ontologico..e metafisico..
    ontologico al riguardo dell'Essere che è..e metafisico al riguardo del Non Essere..
    ben più che l'Essere...altro che nulla..!
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  8. #28
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    Predefinito Riferimento: ...di cui non possiamo dire nulla...

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Il nulla assoluto non è..non esiste da nessuna parte ed è equivalente all'impossibile..
    quindi è impossibile che l'ente diventi un nulla assoluto..
    Sono convinto anche io che il nihil absolutum non esista: ma diventando altro l'ente diviene nulla assoluto (questo, giusto per la cronaca, la filosofia greca lo ha capito benissimo fin dall'inizio). Dire che A diventi non-A significa che il risultante esclude A, cioè che A è, di fatto, nulla assoluto.
    Dire che A diviene B significa non semplicemente che A diviene altro da sè (e già questo è contraddittorio, perchè diventando B, A E' B, non semplicemente B è B o avresti ancora che A è A) ma significa dire che A, in quanto tale, è un nulla assoluto, non c'è più.

    ma una volta che l'ente non ha più l'esistenza..cessa di essere ente..e diventa Possibilità..naturalmente la Possibilità non è composta da enti..altrimenti sarebbe nell'Essere..che un ente non può esistere quando non c'è più..
    Riproponi la stessa problematica di prima: dicendo che un ente cessi di essere se stesso stai dicendo che tale ente, divenendo non-ente E' non-ente. Diventando altro da sè, l'ente E' non-sè, cioè il sè è niente assoluto (altrimenti dovresti ammettere che l'ente se ne stia ancora lì a partecipare dell'Essere).

    Ho fatto l'esempio del futuro..e del passato..che non sono ..non hanno l'Essere e quindi sono Possibilità..
    ma per te il passato e il futuro sono..solamente non stanno nell'orizzonte degli eventi..
    pensiero bislacco costretto a negare la libertà..
    Si, ma è ai problemi soprastanti che devi rivolgere l'attenzione, non è che tu possa saltarli a piè pari per poi sostenere che l'esistenza di futuro e passato siano idee bislacche: sono la coerente conseguenza del non poter controbattere a quelle considerazioni.

    ..se qualcosa scompare non si capisce perchè deve permanere nell'essere solo per adeguarsi a Principi metafisici riduttivi come il pdcp..
    Curioso che tu ti serva del pdnc per mostrare la necessità dell'infinito salvo poi ridurlo ad espediente del mentale quando ti fa comodo, se fossi coerente a questo punto dovresti dubitare anche del tuo infinito, delle due l'una..
    Ad ogni modo il tuo è essenzialmente un presupposto che consiste nel ridurre ad opinione il pdnc, cioè nel ridurre il pdnc ad astrazione che nulla ha a che vedere con la realtà. Un presupposto ragionevole nella misura in cui si perda di vista il motivo per cui il pdnc sia innegabile nel proprio campo d'azione (il determinato).
    Anche Popper diceva che la scienza fuonziona perchè funziona il pdnc ma che il pdnc funzioni è fede, cioè si ha fede nella razionalità. Questo perchè Popper (come la maggior parte dei filosofi contemporanei) perde di vista il significato autentico del pdnc e del principio d'identità (anche se il primo è in fondo una formulazione particolare del secondo) e cioè l'impossibilità che esso possa essere confutato e che non possa avere a che vedere con la realtà, l'elenchos appunto.
    Dopodichè (si badi) non è che sia la realtà a doversi ridurre all'elenchos, è esattamente il contrario! l'elenchos ha significato proprio perchè la realtà si da nella forma dell'identità-opposizione, non è che siccome l'elenchos debba avere aprioristicamente senso la realtà debba adeguarsi ad esso, lo è già di fatto, e questo passaggio è fondamentale per capire perchè non si tratta di ridurre la realtà a vincoli di concetti mentali.
    Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio. La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

  9. #29
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    Predefinito Riferimento: ...di cui non possiamo dire nulla...

    Citazione Originariamente Scritto da Platone Visualizza Messaggio
    Sono convinto anche io che il nihil absolutum non esista: ma diventando altro l'ente diviene nulla assoluto (questo, giusto per la cronaca, la filosofia greca lo ha capito benissimo fin dall'inizio). Dire che A diventi non-A significa che il risultante esclude A, cioè che A è, di fatto, nulla assoluto.
    Dire che A diviene B significa non semplicemente che A diviene altro da sè (e già questo è contraddittorio, perchè diventando B, A E' B, non semplicemente B è B o avresti ancora che A è A) ma significa dire che A, in quanto tale, è un nulla assoluto, non c'è più.
    Ed è questo il punto..se il nulla non è..logicamente nessun ente può trasformarsi in nulla..se A diviene B..significa che A è diventato Possibilità manifestata..e C Possibilità che potrebbe manifestarsi..
    Il concetto di Possibilità impedisce che l'Essere e il nulla siano le uniche possibilità concesse..racchiudendo così il Tutto nell'Essere e quindi limitandolo..




    Riproponi la stessa problematica di prima: dicendo che un ente cessi di essere se stesso stai dicendo che tale ente, divenendo non-ente E' non-ente. Diventando altro da sè, l'ente E' non-sè, cioè il sè è niente assoluto (altrimenti dovresti ammettere che l'ente se ne stia ancora lì a partecipare dell'Essere).
    Il non ente..è una Possibilità che può ricevere o non ricevere l'Essere..se lo riceve diventa ente..altrimenti rimane Possibilità..che non ha l'Essere ma solo la possibilità di parteciparvi..



    Si, ma è ai problemi soprastanti che devi rivolgere l'attenzione, non è che tu possa saltarli a piè pari per poi sostenere che l'esistenza di futuro e passato siano idee bislacche: sono la coerente conseguenza del non poter controbattere a quelle considerazioni.
    E' chiaro che se dividiamo il Tutto tra Essere e nulla..risulta che Tutto è esistente e quindi il futuro e il passato già sono e ci scorrono come la pellicola di un film già girato..
    Ma il concetto di Possibilità introduce il Non Essere..e quindi la libertà..libertà di dare l'Essere o di non darlo..rendendo il futuro il regno delle Possibilità che possono o non possono manifestarsi..
    quindi l'uomo ha un ruolo attivo..non soltanto di accettazione di ciò che è..ma anche di creare ciò che dovrà essere in relazione ai suoi propositi..




    Curioso che tu ti serva del pdnc per mostrare la necessità dell'infinito salvo poi ridurlo ad espediente del mentale quando ti fa comodo, se fossi coerente a questo punto dovresti dubitare anche del tuo infinito, delle due l'una..
    Ad ogni modo il tuo è essenzialmente un presupposto che consiste nel ridurre ad opinione il pdnc, cioè nel ridurre il pdnc ad astrazione che nulla ha a che vedere con la realtà. Un presupposto ragionevole nella misura in cui si perda di vista il motivo per cui il pdnc sia innegabile nel proprio campo d'azione (il determinato).
    Anche Popper diceva che la scienza fuonziona perchè funziona il pdnc ma che il pdnc funzioni è fede, cioè si ha fede nella razionalità. Questo perchè Popper (come la maggior parte dei filosofi contemporanei) perde di vista il significato autentico del pdnc e del principio d'identità (anche se il primo è in fondo una formulazione particolare del secondo) e cioè l'impossibilità che esso possa essere confutato e che non possa avere a che vedere con la realtà, l'elenchos appunto.
    Dopodichè (si badi) non è che sia la realtà a doversi ridurre all'elenchos, è esattamente il contrario! l'elenchos ha significato proprio perchè la realtà si da nella forma dell'identità-opposizione, non è che siccome l'elenchos debba avere aprioristicamente senso la realtà debba adeguarsi ad esso, lo è già di fatto, e questo passaggio è fondamentale per capire perchè non si tratta di ridurre la realtà a vincoli di concetti mentali.
    Veramente il pdncp è la descrizione di un aspetto dell'Infinito..e cioè che l'Essere ..una volta posto..rende Non Essere tutto ciò che non è Essere..ma le due cose Essere e Non Essere..non entrano in relazione con l'Infinito...in quanto l'Infinito è senza parti..e vero Principio Assoluto ben superiore all'Essere..
    Il pdncp non è opinione ma realtà..solo è una realtà secondaria rispetto al Principio da cui deriva..e che si proietta illusoriamente in tutta la manifestazione..connotandola con la Sua impronta..
    Se l'Infinito è l'unica realtà assoluta....perchè radice di Tutto..allora l'Essere non è infinito..quindi è limitato..ed è limitato da quel Non Essere che non essendo nulla è Possibilità..e ambedue Essere e Non Essere..sono Possibilità che l'Infinito dispiega per realizzare la Sua natura in potenza..che l'Infinito non qualificato sarebbe in atto.

    Ma per rendere le cose più semplici e chiare..e vedere dove si origina l'errore..bisogna risalire agli strumenti di investigazione della filosofia occidentale..
    e gli strumenti si riducono ad uno..che sarebbe il pensiero..pensiero che intuitivamente percepisce l'Essere..e lo pone a Principio del Tutto..e rende la sua negazione la distruzione di quell'oggettività intuitiva che si appoggia nel pensiero per legittimarsi incontrovertibilmente..
    L'Essere non può essere negato..perchè tutto ciò con cui entriamo in contatto ha l'Essere..e ciò che non ha l'Essere viene spinto nel nulla..perchè il pensiero non può riconoscere legittimità a ciò che nega la sua essenza che è l'Esistere..
    In Oriente il superamento dell'Essere è esperienza pratica e si identifica nel Vuoto..
    o il Nirvana..o il Brahman Nirguna..e dall'esperienza pratica se ne deduce il concetto mentale di Infinito..e ciò che ne segue..
    fondando una filosofia che è specchio mentale di ciò che supera la mente..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  10. #30
    Mi perdoni?
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    Predefinito Riferimento: ...di cui non possiamo dire nulla...

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    E' chiaro che se dividiamo il Tutto tra Essere e nulla..risulta che Tutto è esistente e quindi il futuro e il passato già sono e ci scorrono come la pellicola di un film già girato..
    Ecco constatato questo si introduce il non essere per garantire la presenza della libertà:

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Ma il concetto di Possibilità introduce il Non Essere..e quindi la libertà..libertà di dare l'Essere o di non darlo..rendendo il futuro il regno delle Possibilità che possono o non possono manifestarsi..
    quindi l'uomo ha un ruolo attivo..non soltanto di accettazione di ciò che è..ma anche di creare ciò che dovrà essere in relazione ai suoi propositi..
    Ora se tu questo lo leggi dentro di te sarà vero, però a livello logico non vedo la differenza di attendibilità rispetto a chi afferma che constatato il primo punto, esiste un ente trascendente da questo film che lo ha determinato, rendendoci partecipi di tale determinazione.

    Quello che invece obietto a Platone è che nel momento in cui le cose fossero in questo modo noi non potremmo accorgerci nella maniera più assoluta che le cose lo siano quindi mi domando ancora come si faccia a confutare quello che a me pare ne dimostrabile ne confutabile.
    Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.

 

 
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