Curioso che tu ti serva del pdnc per mostrare la necessità dell'infinito salvo poi ridurlo ad espediente del mentale quando ti fa comodo, se fossi coerente a questo punto dovresti dubitare anche del tuo infinito, delle due l'una..
Ad ogni modo il tuo è essenzialmente un presupposto che consiste nel ridurre ad opinione il pdnc, cioè nel ridurre il pdnc ad astrazione che nulla ha a che vedere con la realtà. Un presupposto ragionevole nella misura in cui si perda di vista il motivo per cui il pdnc sia innegabile nel proprio campo d'azione (il determinato).
Anche Popper diceva che la scienza fuonziona perchè funziona il pdnc ma che il pdnc funzioni è fede, cioè si ha fede nella razionalità. Questo perchè Popper (come la maggior parte dei filosofi contemporanei) perde di vista il significato autentico del pdnc e del principio d'identità (anche se il primo è in fondo una formulazione particolare del secondo) e cioè l'impossibilità che esso possa essere confutato e che non possa avere a che vedere con la realtà, l'elenchos appunto.
Dopodichè (si badi) non è che sia la realtà a doversi ridurre all'elenchos, è esattamente il contrario! l'elenchos ha significato proprio perchè la realtà si da nella forma dell'identità-opposizione, non è che siccome l'elenchos debba avere aprioristicamente senso la realtà debba adeguarsi ad esso, lo è già di fatto, e questo passaggio è fondamentale per capire perchè non si tratta di ridurre la realtà a vincoli di concetti mentali.