



poi c'è la variante di Hawking del tempo matematico infinito, con spaziotempo finito




Spinoza lo sosteneva, Fiume Sand Creek pure. Non ragioniamo solo in termini di scolastici (ipse dixit Aristotele e universo geocentrico). L'aristotelismo è solo una filosofia, non LA filosofia. Stoici e atomisti erano contemporanei di A. e la loro filosofia (logica, metafisica, fisica, etica) era del tutto diversa.






Idem per il neoparmenidista ed "heideggeriano" Severino, il suo complesso sistema "metafisico" postula l'eternità e la contemporaneità degli essenti e l'immutabilità dell'Essere, quindi è proprio anti-aristotelica (soprattutto) e anti-platonica. Lo stesso Heidegger si pone in conflitto con Hegel Platone e Aristotele, ed è quindi anti-scolastico e irrazionalista. Non capisco perché la metafisica severiniana (che rispetta pienamente il pdnc) debba cedere il passo a quella tomistica. Perché Severino è messo all'Indice e Tommaso è santo?


Un conteso infinito in cui si muvono infinite trasmutazioni da potenza in atto è impossibile.
Perche? Lo hai enunciato, ma non l'hai dimostrato.
Fai bene attenzione. Se dimostri che la mia enunciazione è impossibile, hai dimostrato che essa è falsa. Se non li dimostri questo non significa che è vera. Significa che è possibile.
- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !


Riflettendo sull'opposizione assoluta tra essere e non-essere, dato che tra essi non vi è nulla in comune, dice che l'essere non può che rimanere costantemente uguale a sé stesso, evitando di rimanere alterato dall'altro da sé. Essendo la totalità di ciò che esiste, non può esserci altro al di fuori di esso dotato di esistenza (contro la differenza ontologica sostenuta da Heidegger). Per lui la filosofia occidentale è basata quasi tutta sull'errata convinzione (salvo eccezioni) che l'essere possa diventare un nulla. Hanno tutte un errore di fondo: la fede nel senso greco del divenire, per cui l'ente (ovvero un qualcosa che è) viene considerato come proveniente dal nulla, dotato temporaneamente di esistenza e successivamente ritornante nel nulla. Per Parmenide il divenire era illusorio, negando l'esistenza delle cose del mondo e cadendo quindi in un'aporia. Per l'italiano, l'essere è, e non può mai diventare un nulla, quindi «ogni essente è eterno». Ogni cosa, ogni pensiero, ogni attimo sono eterni. Il divenire temporale è l'apparire successivo degli eterni stati dell'essere. Gli enti entrano ed escono da quello che Severino chiama il "cerchio dell'apparire", come fotogrammi; qando un ente esce dal cerchio, non diviene un nulla, ma si sottrae solo alla vista: le cose esistono anche quando scompaiono ovvero non si vedono; questo va contro nella fisica all'interpretazione a molti mondi e a Schrodinger, dato che non è la coscienza a far esistere le cose, né la vista. Esse esistono e basta. Un eterno essere esistente. Gli enti non possono essere creati, quindi non esiste creatore. Ci credo che è stato uno degli ultimi a finire all'Indice ed è stato cacciato dall'università cattolica dove insegnava, 2 secoli prima finiva come Bruno.![]()

