









Una legge umana è universalmente fallibile e contestabile.
Una legge divina è necessariamente infallibile se realmente tale.
Un tribunale umano tenta di difendere la giustizia, e non sempre ci riesce per gli inevitabili limiti umani.
Un tribunale teologico tenta di difendere l'ortodossia sulla quale esso si basa senza preoccuparsi di essere giusto o meno.
"I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"


Riporto anche qui parte del testo della condanna
Diciamo, pronunziamo, sentenziamo e dichiaramo che tu, Galileo sudetto, per le cose dedotte in processo e da te confessate come sopra, ti sei reso a questo S.o Off.o veementemente sospetto d'eresia, cioè d'aver tenuto e creduto dottrina falsa e contraria alle Sacre e divine Scritture, ch'il sole sia centro della terra e che non si muova da oriente ad occidente, e che la terra si muova e non sia centro del mondo, e che si possa tener e difendere per probabile un'opinione dopo esser stata dichiarata e diffinita per contraria alla Sacra Scrittura; e conseguentemente sei incorso in tutte le censure e pene dai sacri canoni e altre constituzioni generali e particolari contro simili delinquenti imposte e promulgate. Dalle quali siamo contenti sii assoluto, pur che prima, con cuor sincero e fede non finta, avanti di noi abiuri, maledichi e detesti li sudetti errori e eresie, e qualunque altro errore e eresia contraria alla Cattolica e Apostolica Chiesa, nel modo e forma da noi ti sarà data.
E acciocché questo tuo grave e pernicioso errore e transgressione non resti del tutto impunito, e sii più cauto nell'avvenire e essempio all'altri che si astenghino da simili delitti. Ordiniamo che per publico editto sia proibito il libro de' Dialoghi di Galileo Galilei.
Ti condanniamo al carcere formale in questo S.o Off.o ad arbitrio nostro; e per penitenze salutari t'imponiamo che per tre anni a venire dichi una volta la settimana li sette Salmi penitenziali: riservando a noi facoltà di moderare, mutare o levar in tutto o parte, le sodette pene e penitenze.
E così diciamo, pronunziamo, sentenziamo, dichiariamo, ordiniamo e reservamo in questo e in ogni altro meglior modo e forma che di ragione potemo e dovemo
Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna


Guarda che io i suoi accusatori li comprendo.
Se il tuo potere, i tuoi privilegi, la tua autorità sono basati sull'infallibilità di testi incontestabili a priori qualsiasi elemento non coincidente ad essi corrisponde ad una minaccia nei confronti della tua persona.
Da prelato non ho alcun interesse a difendere conceti quali giustizia, verità o buona fede se questi ostano ai miei interessi personali.
"I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"




Anche un tribunale teologico tenta di difendere la giustizia nel momento in cui presuppone che ortodossia teologica e giustizia coincidano. La questione è che stiamo sempre e comunque parlando di convenzioni. Quale sia la convenzione "giusta" e quale quella sbagliata lo stabilisce una successiva convenzione. Quindi come ne usciamo? Ognuno si scelga la propria convenzione potrebbe essere la riposta sennonché si introducesse il problema della coercozione. Questo però è un problema che va posto sul piano della formulazione del patto sociale implicito o esplicito intorno al quale una comunità di persone si coaugula. In una società organizzata secondo principi teocratici il blasfemo che si lamenta del tribunale religioso equivale al ladro che in una società democratica si lamenta del tribunale ordinario. Questo è a mio avviso un concetto che certi esportatori di democrazia e "valori universali dell'uomo" dovrebbero tenere ben a mente.
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- Solo gli imbecilli non hanno dubbi!
- Ne sei sicuro ?
- Non ho alcun dubbio !

