La Banca dei Regolamenti Internazionali
Questo molok bancario si trova a Basilea, in Svizzera, ma ha anche alcune filiali ad Hong Kong e Città del Messico.
Si tratta, essenzialmente, della Banca Centrale di Mondo, un potentissimo organismo elettivo che gode di indipendenza e immunità totale nei confronti delle leggi nazionali e di qualsiasi forma di tassazione. Di fatto, la BRI non deve render conto a nessun governo nazionale del suo operato.
Nonostante si tratti di un operatore internazionale, la BRI è strutturata come una società anonima per azione e le sue azioni possono essere sottoscritte unicamente da Banche Centrali o istituti finanziari designati.
Attualmente sono 55 le banche centrali in possesso di quote azionarie e, quindi, rappresentate alle sedute dell’Assemblea generale. Tra queste figura anche la Banca Centrale Europea.
Benché non sia deputata direttamente ad emettere moneta o a concedere prestiti ai governi (art. 5 dello statuto della BRI), la BRI ha come scopo principale quello di promuovere la cooperazione tra le banche centrali e pianificare centralmente il sistema finanziario globale, fornendo specifici servizi finanziari in qualità di Banca Centrale delle Banche Centrali.
Ogni due mesi, come in pochi sanno, i banchieri centrali del mondo si riuniscono a Basilea per il “Global Economy Meeting”, durante il quale vengono prese decisioni che interessano ogni uomo, donna e bambino sul pianeta, eppure nessuno di essi ha voce in capitolo su quello che viene stabilito.
Purtroppo, i mezzi di comunicazione non informano mai su questi incontri dell’elite globale finanziaria. Se ne trova traccia in un articolo del Wall Street Journal del 12 dicembre 2012:“Ogni due mesi, più di una dozzina di banchieri si incontra a Basilea, la domenica sera, per parlare e cenare al 18° piano di un edificio cilindrico che si affaccia sul Reno. […] Al convito siedono i capi delle maggiori banche centrali del mondo, che rappresentano i paesi che producono ogni anno più di 51 mila miliardi di dollari di prodotto interno lordo, i tre quarti della produzione economica mondiale”.
I banchieri centrali non si riuniscono solo per socializzare e abbuffarsi di stuzzichini e vini pregiati. Gli incontri sono l’occasione per decidere le strategia finanziarie globali nel medio-breve periodo. Le riunioni sono condotte in un clima di assoluta segretezza, tanto che a nessun membro dei rispettivi staff è consentito parteciparvi:“Tra stuzzichini, vino e chiacchiere, si parla anche di cose serie. I banchieri parlano delle prospettive economiche nei rispettivi paesi. Le riunioni non prevedono la trascrizione di verbali. L’ingresso non è consentito a nessun membro del personale”.
Così il destino dell’economia mondiale è determinato dagli incontri segreti tenuti da un gruppo banchieri di non eletti e di cui nessuno sente mai parlare. Certamente si tratta di un sistema che non brilla in democraticità! Ma è questa la direzione che sta prendendo la “governance globale”.
La Banca dei Regolamenti Internazionali è un’organizzazione che è stata fondata da l’elite globale a opera a vantaggio dell’elite globale. Essa è destinata a diventare uno dei cardini principali del nascente sistema economico mondiale.
L’elite è convinta che le “grandi decisioni” sono troppo importanti per essere lasciate al popolo, e così la maggior parte delle istituzioni internazionali funzionano in maniera totalmente indipendente dal processo democratico. La verità è che questo processo non comincia oggi, ma è stato pianificato da lungo tempo e ha un obiettivo preciso. Ecco cosa scriveva nel 1966 Carroll Quigley, professore di storia presso la Georgetown University:“Il potere del capitalismo finanziario ha un obiettivo di vasta portata: niente meno che creare un sistema mondiale di controllo finanziario in mani provate in grado di dominare il sistema politico di ogni paese e l’economia del mondo nel suo complesso. Questo sistema deve essere gestito in maniera feudale dalle banche centrali del mondo, le quali agiscono in coordinamento tramite accordi segreti stipulati nelle frequenti riunioni e conferenze a porte chiuse”.