



Nietzsche è amore recente, Leopardi lo è da quando avevo 15 anni.
Oltretutto non sai nulla di Giacomino. Avrai letto le sue poesiuole, ma i suoi pensieri più scabrosi sono nello Zibaldone (che chiaramente mai leggerai).
Anche Troll conosce bene quei passi contro l'amore universale, bravò, bravò!
Definisco il cristianesimo l’unica grande maledizione, l’unica grande e più intima depravazione, l’unica immortale macchia d’infamia dell’umanità.
F. Nietzsche, L'Anticristo, 62




Lo sto leggendo. Ho letto anche le Operette, farlo passare per un cantore dell'odio verso l'umanità è un errore grave, prendendo le poesie pre-1816 si può anche farlo passare per un cantore dell'integralismo cattolico se è per questo.
Comunque, ecco chi sono i provocatori, altro che rossobruni.


ma non lo dice come fosse una bella cosa, al massimo è in senso schopenhaueriano, l'uomo fa schifo ma non per questo bisogna fare guerra e violenza.
e a parte questo, chi dice che io abbia amore universale? la perdita di circa metà dell'umanità non sarebbe poi cosa grave, ovviamente dentro ci stanno fascisti, islamisti, rompicoglioni, psicopatici, non ho amore per nessuno di loro e non mi dispiace nemmeno odiarli


La mia filosofia, non solo non è conducente alla misantropia, come può parere a chi la guarda superficialmente, e come molti l’accusano; ma di sua natura esclude la misantropia, di sua natura tende a sanare, a spegnere quel mal umore, quell’odio, non sistematico, ma pur vero odio, che tanti e tanti, i quali non sono filosofi, e non vorrebbono esser chiamati né creduti misantropi, portano però cordialmente a’ loro simili, sia abitualmente, sia in occasioni particolari, a causa del male che, giustamente o ingiustamente, essi, come tutti gli altri, ricevono dagli altri uomini. La mia filosofia fa rea d’ogni cosa la natura, e discolpando gli uomini totalmente, rivolge l’odio, o se non altro il lamento, a principio piú alto, all’origine vera de’ mali de’ viventi. ec. ec. (Recanati, 2 gennaio 1829)
Nobil natura è quella
Che a sollevar s'ardisce
Gli occhi mortali incontra
Al comun fato, e che con franca lingua,
Nulla al ver detraendo,
Confessa il mal che ci fu dato in sorte,
E il basso stato e frale;
Quella che grande e forte
Mostra se nel soffrir, nè gli odii e l'ire
Fraterne, ancor più gravi
D'ogni altro danno, accresce
Alle miserie sue, l'uomo incolpando
Del suo dolor, ma dà la colpa a quella
Che veramente è rea, che de' mortali
Madre è di parto e di voler matrigna.
Costei chiama inimica; e incontro a questa
Congiunta esser pensando,
Siccome è il vero, ed ordinata in pria
L'umana compagnia,
Tutti fra se confederati estima
Gli uomini, e tutti abbraccia
Con vero amor, porgendo
Valida e pronta ed aspettando aita
Negli alterni perigli e nelle angosce
Della guerra comune. Ed alle offese
Dell'uomo armar la destra, e laccio porre
Al vicino ed inciampo,
Stolto crede così, qual fora in campo
Cinto d'oste contraria, in sul più vivo
Incalzar degli assalti,
Gl'inimici obbliando, acerbe gare
Imprender con gli amici,
E sparger fuga e fulminar col brando
Infra i propri guerrieri.
Così fatti pensieri
Quando fien, come fur, palesi al volgo,
E quell'orror che primo
Contra l'empia natura
Strinse i mortali in social catena,
Fia ricondotto in parte
Da verace saper, l'onesto e il retto
Conversar cittadino,
E giustizia e pietade, altra radice
Avranno allor che non superbe fole,
Ove fondata probità del volgo
Così star suole in piede
Quale star può quel ch'ha in error la sede.


Ovvio, se non leggi quel che posto non capirai: era contro l'amore universale in senso sociale, non in senso umano. Rimane un nazionalista.
Non so proprio di cosa tu stia parlando, Nietzsche non era misantropo affatto:
Sono un vulcano di conoscenza."La natura è troppo bella per te povero mortale" - non di rado si prova questa sensazione: ma talvolta, contemplando intimamente tutto l'umano, la sua pienezza, la sua forma e delicata connessione, ho sentito quasi di dover dire, in tutta umiltà: "Anche l'uomo è troppo bello per l'uomo che contempla" - e certo non solo l'uomo morale, ma ogni uomo [Umano, troppo umano, II, I, 342].
Definisco il cristianesimo l’unica grande maledizione, l’unica grande e più intima depravazione, l’unica immortale macchia d’infamia dell’umanità.
F. Nietzsche, L'Anticristo, 62


Era patriota, e che male c'è nell'esserlo?


Nietzsche non è che predicava l'altruismo. E non era nemmeno una novità, anche se piacevole a leggersi.
Una critica illustre
"Come tutti sanno, Nietzsche predicò una dottrina, che egli stesso ed i suoi seguaci mostrano di considerare molto rivoluzionaria; egli sostenne che la comune morale altruistica era stata inventata da una classe di schiavi per impedire il sorgere dì tipi superiori capaci di combatterli e di soggiogarli. Orbene, i moderni, sia favorevoli che contrari, vi alludono sempre come se fosse un'idea nuova e del tutto inaudita. Si suppone con la massima calma ed insistenza che i grandi scrittori del passato, come per esempio Shakespeare, non lo sostennero perché non vi avevano mai pensato, perché l'idea non era passata loro per la mente. Ma rileggete l'ultimo atto del Riccardo Terzo di Shakespeare, e vi troverete, espresso in due versi, non solo tutto ciò che Nietzsche aveva da dire, ma con le sue stesse parole. Riccardo il Gobbo dice ai suoi nobili:
La coscienza non è che una parola usata dai codardi, al principio creata per mantenere i forti in soggezione.
Come ho detto, il fatto è chiaro. Shakespeare aveva pensato a Nietzsche ed alla morale del Super-Uomo, ma ne valutò l'esatta portata, e la collocò esattamente al suo posto: cioè nella bocca di un gobbo mezzo dissennato, che parla alla vigilia della sua disfatta. Questa collera contro i deboli è possibile soltanto in un uomo che sia morbosamente coraggioso, ma fondamentalmente malato ; un uomo come Riccardo, un uomo come Nietzsche. Basterebbe ciò a distruggere l'assurda idea che queste filosofie moderne siano nuove nel senso che i grandi del passato non vi pensarono. Vi pensarono invece; ma videro che non erano gran che. Non è vero che Shakespeare non comprendesse l'idea di Nietzsche: la comprese invece benissimo, e la rifiutò.
(...)
Non riesco a pensare che uno sprezzo cosmopolita del patriottismo sia semplicemente questione di opinioni, così come non credo che uno sprezzo nietzscheano per la compassione sia semplicemente una questione di opinioni. Penso che entrambe siano eresie tanto orribili che il loro trattamento non dev'essere tanto mentale quanto morale, sempre che non sia solo un caso clinico. Gli uomini non sono sempre morti per una malattia, né sono sempre condannati da una delusione; ma finché ne sono a contatto, ne sono distrutti."
(G.K. Chesterton)


Ovviamente resta piacevole da leggere, anche se Stirner di più.