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Discussione: Buddha o Marx?

  1. #51
    "Abbi Fiducia"
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    Predefinito Re: Buddha o Marx?

    Citazione Originariamente Scritto da Lars Visualizza Messaggio
    difficile e impossibile il progresso vero essendo le masse composte da individui incapace essi stessi di progredire
    a prescindere faceva ridere il "novello volo verso l'audacissimo progresso" previsto dopo "l'ultima guerra" (cioè la prima)

    detto col suo abituale tono convinto (e in contrasto kitsch con la sua megalomania sciovinista)

  2. #52
    Morte al cristianesimo! ⨁
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    Predefinito Re: Buddha o Marx?

    Citazione Originariamente Scritto da Lars Visualizza Messaggio
    a te piace Leopardi (che dubito avrebbe appoggiato le tue idee politiche) perché piaceva a Nietzsche. A me piace indipendentemente... E non sono mica negro
    Nietzsche è amore recente, Leopardi lo è da quando avevo 15 anni.

    Oltretutto non sai nulla di Giacomino. Avrai letto le sue poesiuole, ma i suoi pensieri più scabrosi sono nello Zibaldone (che chiaramente mai leggerai).

    Anche Troll conosce bene quei passi contro l'amore universale, bravò, bravò!
    Definisco il cristianesimo l’unica grande maledizione, l’unica grande e più intima depravazione, l’unica immortale macchia d’infamia dell’umanità.


    F. Nietzsche, L'Anticristo, 62

  3. #53
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    Predefinito Re: Buddha o Marx?

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    "La fola dell’amore universale, del bene universale, col qual bene ed interesse, non può mai congiungersi il bene e l’interesse dell’individuo, che travagliando per tutti non travaglierebbe per se, né per superar nessuno, come la natura vuol ch’ei travagli; ha prodotto l’egoismo universale. Non si odia piú lo straniero? ma si odia il compagno, il concittadino, l’amico, il padre, il figlio; ma l’amore è sparito affatto dal mondo, sparita la fede, la giustizia, l’amicizia, l’eroismo, ogni virtú, fuorché l’amor di se stesso. Non si hanno piú nemici nazionali? ma si hanno nemici privati, e tanti quanti son gli uomini; ma non si hanno piú amici di sorta alcuna, né doveri se non verso se stesso. Le nazioni sono in pace al di fuori? ma in guerra al di dentro, e in guerra senza tregua, e in guerra d’ogni giorno, ora, momento, e in guerra di ciascuno contro ciascuno e senza neppur l’apparenza della giustizia e senz’ombra di magnanimità o almeno di valore, insomma senz’una goccia di virtú qualunque, e senz’altro che vizio e viltà; in guerra senza quartiere; in guerra tanto piú atroce e terribile, quanto è piú sorda, muta, nascosta; in guerra perpetua e senza speranza di pace. Non si odiano, non si opprimono i lontani e gli alieni? ma si odiano, si perseguitano, si sterminano a tutto potere i vicini, gli amici, i parenti; si calpestano i vincoli piú sacri; e la guerra essendo fra persone che convivono, non c’è un istante di calma né di sicurezza per nessuno. Qual nemicizia dunque è piú terribile? Quella che si ha co’ lontani, e che si esercita solo nelle occasioni, certo non giornaliere; o quella ch’essendo co’ vicini si esercita sempre e del continuo, perché continue sono le occasioni? quale è piú contraria alla natura, alla morale, alla società? Gl’interessi de’ lontani non sono in tanta opposizione coi nostri (e per quanto lo sono si odia adesso il lontano, come e piú che anticamente, bensí meno apertamente e piú vilmente); ma gl’interessi de’ vicini essendo co’ nostri in continuo urto, la guerra piú terribile è quella che deriva dall’egoismo e dall’odio naturale verso altrui, rivolto non piú verso lo straniero, ma verso il concittadino, il compagno ec."

    "Per qual cagione l’amore universale sia un sogno non mai realizzabile risulta dalle cose dette in questo discorso, e l’ho esposto già in altri pensieri. Ora, non potendo il vivente senza cessar di vivere spogliarsi né dell’amor proprio né dell’odio verso altrui, resta che queste passioni prendano un aspetto quanto si può migliore; resta che l’amor proprio dilati quanto piú può il suo oggetto (ma non può troppo dilatarlo senza perdersi il se stesso ch’è indivisibile dall’uomo, e quindi ricadere inevitabilmente nell’amor di se solo); e che l’odio verso altrui si allontani quanto piú si può, cioè scelga uno scopo lontano. Questo avviene per la prima parte, quando l’individuo trova una comunione e medesimezza d’interesse con quelli che lo circondano; e per la seconda, quando egli non trova la principale opposizione a questo interesse se non ne’ lontani. Ecco dunque l’amor patrio e l’odio degli stranieri. E per tutte queste ragioni, io dico, che stante l’amor proprio e l’odio naturale dell’uomo verso altrui, passioni che lo rendono per natura indisposto alla società, una società non può sussistere veramente, cioè essere effettivamente ordinata al suo scopo ch’è il ben comune di tutta lei, se le dette passioni non prendono il detto aspetto, cioè: la società non può sussistere senz’amor patrio ed odio degli stranieri. Ed essendo l’uomo essenzialmente ed eternamente egoista, la società, per conseguenza, non può essere ordinata al ben comune, cioè sussistere con verità, se l’uomo non diventa egoista di essa società, cioè della sua nazione o patria, e quindi naturalmente nemico delle altre. E per tutte queste ragioni, ed altre che ho spiegato altrove, dico e segue evidentemente che la società ed esisteva fra gli antichi, ed oggi non esiste."

    (Zibaldone)
    dimentichi gli appelli alla solidarietà della Ginestra. Leopardi non era Nietzsche, lui mette sempre in chiaro che non era misantropo, non conta quello che scriveva a 17 anni.

  4. #54
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    Predefinito Re: Buddha o Marx?

    Citazione Originariamente Scritto da Pestis nigra Visualizza Messaggio
    Nietzsche è amore recente, Leopardi lo è da quando avevo 15 anni.

    Oltretutto non sai nulla di Giacomino. Avrai letto le sue poesiuole, ma i suoi pensieri più scabrosi sono nello Zibaldone (che chiaramente mai leggerai).

    Anche Troll conosce bene quei passi contro l'amore universale, bravò, bravò!
    Lo sto leggendo. Ho letto anche le Operette, farlo passare per un cantore dell'odio verso l'umanità è un errore grave, prendendo le poesie pre-1816 si può anche farlo passare per un cantore dell'integralismo cattolico se è per questo.

    Comunque, ecco chi sono i provocatori, altro che rossobruni.

  5. #55
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    Predefinito Re: Buddha o Marx?

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    "La fola dell’amore universale, del bene universale, col qual bene ed interesse, non può mai congiungersi il bene e l’interesse dell’individuo, che travagliando per tutti non travaglierebbe per se, né per superar nessuno, come la natura vuol ch’ei travagli; ha prodotto l’egoismo universale. Non si odia piú lo straniero? ma si odia il compagno, il concittadino, l’amico, il padre, il figlio; ma l’amore è sparito affatto dal mondo, sparita la fede, la giustizia, l’amicizia, l’eroismo, ogni virtú, fuorché l’amor di se stesso. Non si hanno piú nemici nazionali? ma si hanno nemici privati, e tanti quanti son gli uomini; ma non si hanno piú amici di sorta alcuna, né doveri se non verso se stesso. Le nazioni sono in pace al di fuori? ma in guerra al di dentro, e in guerra senza tregua, e in guerra d’ogni giorno, ora, momento, e in guerra di ciascuno contro ciascuno e senza neppur l’apparenza della giustizia e senz’ombra di magnanimità o almeno di valore, insomma senz’una goccia di virtú qualunque, e senz’altro che vizio e viltà; in guerra senza quartiere; in guerra tanto piú atroce e terribile, quanto è piú sorda, muta, nascosta; in guerra perpetua e senza speranza di pace. Non si odiano, non si opprimono i lontani e gli alieni? ma si odiano, si perseguitano, si sterminano a tutto potere i vicini, gli amici, i parenti; si calpestano i vincoli piú sacri; e la guerra essendo fra persone che convivono, non c’è un istante di calma né di sicurezza per nessuno. Qual nemicizia dunque è piú terribile? Quella che si ha co’ lontani, e che si esercita solo nelle occasioni, certo non giornaliere; o quella ch’essendo co’ vicini si esercita sempre e del continuo, perché continue sono le occasioni? quale è piú contraria alla natura, alla morale, alla società? Gl’interessi de’ lontani non sono in tanta opposizione coi nostri (e per quanto lo sono si odia adesso il lontano, come e piú che anticamente, bensí meno apertamente e piú vilmente); ma gl’interessi de’ vicini essendo co’ nostri in continuo urto, la guerra piú terribile è quella che deriva dall’egoismo e dall’odio naturale verso altrui, rivolto non piú verso lo straniero, ma verso il concittadino, il compagno ec."

    "Per qual cagione l’amore universale sia un sogno non mai realizzabile risulta dalle cose dette in questo discorso, e l’ho esposto già in altri pensieri. Ora, non potendo il vivente senza cessar di vivere spogliarsi né dell’amor proprio né dell’odio verso altrui, resta che queste passioni prendano un aspetto quanto si può migliore; resta che l’amor proprio dilati quanto piú può il suo oggetto (ma non può troppo dilatarlo senza perdersi il se stesso ch’è indivisibile dall’uomo, e quindi ricadere inevitabilmente nell’amor di se solo); e che l’odio verso altrui si allontani quanto piú si può, cioè scelga uno scopo lontano. Questo avviene per la prima parte, quando l’individuo trova una comunione e medesimezza d’interesse con quelli che lo circondano; e per la seconda, quando egli non trova la principale opposizione a questo interesse se non ne’ lontani. Ecco dunque l’amor patrio e l’odio degli stranieri. E per tutte queste ragioni, io dico, che stante l’amor proprio e l’odio naturale dell’uomo verso altrui, passioni che lo rendono per natura indisposto alla società, una società non può sussistere veramente, cioè essere effettivamente ordinata al suo scopo ch’è il ben comune di tutta lei, se le dette passioni non prendono il detto aspetto, cioè: la società non può sussistere senz’amor patrio ed odio degli stranieri. Ed essendo l’uomo essenzialmente ed eternamente egoista, la società, per conseguenza, non può essere ordinata al ben comune, cioè sussistere con verità, se l’uomo non diventa egoista di essa società, cioè della sua nazione o patria, e quindi naturalmente nemico delle altre. E per tutte queste ragioni, ed altre che ho spiegato altrove, dico e segue evidentemente che la società ed esisteva fra gli antichi, ed oggi non esiste."

    (Zibaldone)
    ma non lo dice come fosse una bella cosa, al massimo è in senso schopenhaueriano, l'uomo fa schifo ma non per questo bisogna fare guerra e violenza.

    e a parte questo, chi dice che io abbia amore universale? la perdita di circa metà dell'umanità non sarebbe poi cosa grave, ovviamente dentro ci stanno fascisti, islamisti, rompicoglioni, psicopatici, non ho amore per nessuno di loro e non mi dispiace nemmeno odiarli

  6. #56
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    Predefinito Re: Buddha o Marx?

    La mia filosofia, non solo non è conducente alla misantropia, come può parere a chi la guarda superficialmente, e come molti l’accusano; ma di sua natura esclude la misantropia, di sua natura tende a sanare, a spegnere quel mal umore, quell’odio, non sistematico, ma pur vero odio, che tanti e tanti, i quali non sono filosofi, e non vorrebbono esser chiamati né creduti misantropi, portano però cordialmente a’ loro simili, sia abitualmente, sia in occasioni particolari, a causa del male che, giustamente o ingiustamente, essi, come tutti gli altri, ricevono dagli altri uomini. La mia filosofia fa rea d’ogni cosa la natura, e discolpando gli uomini totalmente, rivolge l’odio, o se non altro il lamento, a principio piú alto, all’origine vera de’ mali de’ viventi. ec. ec. (Recanati, 2 gennaio 1829)


    Nobil natura è quella
    Che a sollevar s'ardisce
    Gli occhi mortali incontra
    Al comun fato, e che con franca lingua,
    Nulla al ver detraendo,
    Confessa il mal che ci fu dato in sorte,
    E il basso stato e frale;
    Quella che grande e forte
    Mostra se nel soffrir, nè gli odii e l'ire
    Fraterne, ancor più gravi
    D'ogni altro danno, accresce
    Alle miserie sue, l'uomo incolpando
    Del suo dolor, ma dà la colpa a quella
    Che veramente è rea, che de' mortali
    Madre è di parto e di voler matrigna.
    Costei chiama inimica; e incontro a questa
    Congiunta esser pensando,
    Siccome è il vero, ed ordinata in pria
    L'umana compagnia,
    Tutti fra se confederati estima
    Gli uomini, e tutti abbraccia
    Con vero amor, porgendo
    Valida e pronta ed aspettando aita
    Negli alterni perigli e nelle angosce
    Della guerra comune.
    Ed alle offese
    Dell'uomo armar la destra, e laccio porre
    Al vicino ed inciampo,
    Stolto crede così, qual fora in campo
    Cinto d'oste contraria, in sul più vivo
    Incalzar degli assalti,
    Gl'inimici obbliando, acerbe gare
    Imprender con gli amici,
    E sparger fuga e fulminar col brando
    Infra i propri guerrieri.

    Così fatti pensieri
    Quando fien, come fur, palesi al volgo,
    E quell'orror che primo
    Contra l'empia natura
    Strinse i mortali in social catena,
    Fia ricondotto in parte
    Da verace saper, l'onesto e il retto
    Conversar cittadino,
    E giustizia e pietade, altra radice
    Avranno allor che non superbe fole,

    Ove fondata probità del volgo
    Così star suole in piede
    Quale star può quel ch'ha in error la sede.

  7. #57
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    Predefinito Re: Buddha o Marx?

    Citazione Originariamente Scritto da Lars Visualizza Messaggio
    farlo passare per un cantore dell'odio verso l'umanità è un errore grave
    Ovvio, se non leggi quel che posto non capirai: era contro l'amore universale in senso sociale, non in senso umano. Rimane un nazionalista.

    Citazione Originariamente Scritto da Lars Visualizza Messaggio
    Leopardi non era Nietzsche, lui mette sempre in chiaro che non era misantropo
    Non so proprio di cosa tu stia parlando, Nietzsche non era misantropo affatto:

    "La natura è troppo bella per te povero mortale" - non di rado si prova questa sensazione: ma talvolta, contemplando intimamente tutto l'umano, la sua pienezza, la sua forma e delicata connessione, ho sentito quasi di dover dire, in tutta umiltà: "Anche l'uomo è troppo bello per l'uomo che contempla" - e certo non solo l'uomo morale, ma ogni uomo [Umano, troppo umano, II, I, 342].
    Sono un vulcano di conoscenza.
    Definisco il cristianesimo l’unica grande maledizione, l’unica grande e più intima depravazione, l’unica immortale macchia d’infamia dell’umanità.


    F. Nietzsche, L'Anticristo, 62

  8. #58
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    Predefinito Re: Buddha o Marx?

    Era patriota, e che male c'è nell'esserlo?

  9. #59
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    Predefinito Re: Buddha o Marx?

    Citazione Originariamente Scritto da Pestis nigra Visualizza Messaggio
    Ovvio, se non leggi quel che posto non capirai: era contro l'amore universale in senso sociale, non in senso umano. Rimane un nazionalista.


    Non so proprio di cosa tu stia parlando, Nietzsche non era misantropo affatto:



    Sono un vulcano di conoscenza.
    Nietzsche non è che predicava l'altruismo. E non era nemmeno una novità, anche se piacevole a leggersi.


    Una critica illustre

    "Come tutti sanno, Nietzsche predicò una dottrina, che egli stesso ed i suoi seguaci mostrano di considerare molto rivoluzionaria; egli sostenne che la comune morale altruistica era stata inventata da una classe di schiavi per impedire il sorgere dì tipi superiori capaci di combatterli e di soggiogarli. Orbene, i moderni, sia favorevoli che contrari, vi alludono sempre come se fosse un'idea nuova e del tutto inaudita. Si suppone con la massima calma ed insistenza che i grandi scrittori del passato, come per esempio Shakespeare, non lo sostennero perché non vi avevano mai pensato, perché l'idea non era passata loro per la mente. Ma rileggete l'ultimo atto del Riccardo Terzo di Shakespeare, e vi troverete, espresso in due versi, non solo tutto ciò che Nietzsche aveva da dire, ma con le sue stesse parole. Riccardo il Gobbo dice ai suoi nobili:

    La coscienza non è che una parola usata dai codardi, al principio creata per mantenere i forti in soggezione.

    Come ho detto, il fatto è chiaro. Shakespeare aveva pensato a Nietzsche ed alla morale del Super-Uomo, ma ne valutò l'esatta portata, e la collocò esattamente al suo posto: cioè nella bocca di un gobbo mezzo dissennato, che parla alla vigilia della sua disfatta. Questa collera contro i deboli è possibile soltanto in un uomo che sia morbosamente coraggioso, ma fondamentalmente malato ; un uomo come Riccardo, un uomo come Nietzsche. Basterebbe ciò a distruggere l'assurda idea che queste filosofie moderne siano nuove nel senso che i grandi del passato non vi pensarono. Vi pensarono invece; ma videro che non erano gran che. Non è vero che Shakespeare non comprendesse l'idea di Nietzsche: la comprese invece benissimo, e la rifiutò.
    (...)
    Non riesco a pensare che uno sprezzo cosmopolita del patriottismo sia semplicemente questione di opinioni, così come non credo che uno sprezzo nietzscheano per la compassione sia semplicemente una questione di opinioni. Penso che entrambe siano eresie tanto orribili che il loro trattamento non dev'essere tanto mentale quanto morale, sempre che non sia solo un caso clinico. Gli uomini non sono sempre morti per una malattia, né sono sempre condannati da una delusione; ma finché ne sono a contatto, ne sono distrutti."

    (G.K. Chesterton)

  10. #60
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    Predefinito Re: Buddha o Marx?

    Ovviamente resta piacevole da leggere, anche se Stirner di più.

 

 
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