



Amico, sei tu in difficoltà, tanto è vero che ti sei ridotto ad insultarmi con ridicoli giochi di parole, come un emilio fede qualsiasi...
Quando avrei chiesto la repressione poliziesca.....? sei così ridotto male da dover inventar bugiette!
gnè gnè!|..cocchino di @Ada De Santis...mamma mia, de gustibus..
Cioè, esattamente quello che si sta facendo adesso. Di cosa ti lamenti quindi?
Ediopi gattivi, italiani stubradori di bambine bravi.
Quindi i partigiani cattivi hanno attaccato i nazi-fascisti, e sono vigliacchi; i nazi-fascisti per rappresaglia hanno ucciso e stuprato donne e bambini, ma non sono dei luridi vigliacchi....
Toh, bestia ignorante!
Alcuni superstiti dell’eccidio hanno rilasciato precise testimonianze in merito all’operato di questi italiani rinnegati. Individui col volto coperto, che parlavano italiano, addirittura in dialetto versiliese.
Con la partecipazione attiva alle stragi dell’estate 1944, i fascisti scrissero la pagina più infame della loro collaborazione con l’occupante nazista, dopo essersi già macchiati di gravissime colpe, dalla fucilazione di partigiani, alle violenze e ai soprusi commessi ai danni della popolazione.
Dichiarazioni di testimoni oculari, utilizzate durante i processi a carico dei criminali nazifascisti:
“dal punto dove ero nascosto sentivo parlare anche in italiano” (F.B., superstite dell’eccidio).
“Vedi che c’è qui se te sorti! Mi disse un individuo in tuta mimetica che impugnava una pistola, mentre cercavo di uscire dalla casa” ( B.B, superstite dell’eccidio).
“Dai mora! Gridava un milite che trascinava una mucca” (E.M., superstite dell’eccidio)...Le sorelle Alba e Ada Battistini più volte hanno testimoniato il particolare di un bue ferito con un colpo di pistola alla testa, non ancora morto, al quale si avvicinò un uomo esclamando: “brutto mostro ‘un voi morì”.
Alfredo Graziani, il 12 agosto 1945, pubblicò una sua memoria del tragico evento nella quale testualmente riportava: “che vi fossero anche italiani, camuffati sotto la divisa SS, e che non fossero pochi, è stato accertato”.
@Egomet, vedi che questo qui è un coglione? Oh, è forbito eh? nega l'evidenza in un perfetto italiano, ma questo non basta per nascondere la sua ignoranza, o no?


La rappresaglia non era un crimine in base al diritto bellico dell'epoca.... mentre lo stupro è sempre stato un crimine, come è un crimine di guerra combattere senza divisa e mediante camuffamenti, la differenza fra combattente legittimo e combattente illegittimo è chiara e definita.
Un "partigiano" che si limita agli agguati e alla guerriglia non è un combattente legittimo e come tale verrà trattato in caso di cattura (non potrà essere considerato un prigioniero di guerra, ma solo un criminale).
Durante la seconda GM, i morti causati dagli atti di questi soggetti comportavano la rappresaglia sui civili, era un'usanza terribile, ma lecita.... i "partigiani" lo sapevano bene, ma - a quanto pare - non gli importava.... i veri responsabili delle fucilazioni sui civili a scopo di rappresaglia sono proprio i tuoi eroi..... e nessun altro.
When history comes to you enforced by law, only one thing is certain: IT'S A LIE!
"Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l'anima in fiamme." (Charles Bukowsky)


_Non rinnegare e non restaurare__
Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele![]()


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Studia Raimondino .....
maggior parte delle persone conosce poco o nulla di quella che negli anni 1943-1946 fu una vera e propria guerra civile italiana, con migliaia di morti, tra cui molti innocenti. Quelli che poi ne sono a conoscenza, sono convinti che se eccessi vi furono da parte delle formazioni partigiane, si trattò quasi sempre di regolamenti di conti, di ripicche verso chi, durante il regime fascista, aveva approfittato della camicia nera che indossava per prevalere in modo ingiustificato sul prossimo. In realtà, le cose andarono ben diversamente. Le fosse comuni, le foibe e buona parte degli omicidi portati brutalmente a termine dalle brigate di partigiani comunisti avevano lo scopo ben preciso di eliminare fisicamente i possibili avversari del comunismo di stampo sovietico che si voleva instaurare a guerra finita. Il fine ultimo e la causa di queste stragi non fu, dunque, la vendetta, ma il calcolo spietato di una minoranza che, accecata da un'ideologia di morte, giunse ad uccidere i sacerdoti solo perché tali, gli altri partigiani non-comunisti e persino i proprî compagni che non si allineavano ai dettami del Partito. Una pagina recente della nostra Storia che merita di essere conosciuta.
le atrocità partigiane in italia
_Non rinnegare e non restaurare__
Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
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Ma per favore non diciamo fesserie.
Le rappresaglie, specialmente nel modo in cui le interpretavano i nazisti sono dei crimini di guerra ( non c'è niente di lecito o legale ) e umanamente parlando delle nefandezze.
Questo a prescindere dal dibattito se sarebbe stato più giusto lasciare fare tutto agli alleati senza imbastire una guerra partigiana.
"I socialisti sono come Cristoforo Colombo: partono senza sapere dove vanno. Quando arrivano non sanno dove sono. Tutto questo con i soldi degli altri."


Le fesserie le stai dicendo tu... solo le convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949 hanno fornito dei chiarimenti su quali siano i mezzi e modi vietati dalla legge o dalle convenzioni internazionali, o comunque contrari all'onore militare per attuare eventuali rappresaglie.... ma durante la seconda guerra mondiale il diritto di rappresaglia era accettato da tutte le parti belligeranti come azione lecita e legittima.... che siano delle nefandezze è fuori discussione, al pari di mettere una bomba in un cassonetto o bombardare civili dal cielo.
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