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Discussione: ...e allora Mussolini?

  1. #1561
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    Predefinito Re: ...e allora Mussolini?

    Citazione Originariamente Scritto da Druuna Visualizza Messaggio
    Quali dati ?
    Non ho visto dati.

    I dati sono quelli che ho postato io e confermano che quello che pensate tu, l'anzianotta e il fancazzista Salvini sono balle colossali.
    Repetita iuvant: Così gli stranieri hanno conquistato le case popolari - IlGiornale.it
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    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  2. #1562
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    Predefinito Re: ...e allora Mussolini?

    Milano

    Nel capoluogo lombardo ad esempio, nel 2012, su 1190 case popolari, quasi la metà, ovvero 455, sono state assegnate a cittadini stranieri. Stessa situazione l’anno dopo, nel 2013, quando ai cittadini extracomunitari furono destinate oltre il 40% delle 800 case popolari assegnate quell’anno dal Comune. Un dato sproporzionato, visto che, all’epoca, la popolazione straniera, in una città di quasi un milione e mezzo di abitanti, era di circa 250mila persone. Per questo, nel 2015, la giunta Maroni propose di innalzare a 10 gli anni di residenza nella Regione Lombardia, come uno dei criteri per l’assegnazione delle case popolari, che poi fu abbassata a 5 anni, nella legge di riforma dell’erogazione del servizio abitativo, approvata nel 2015 dalla Regione Lombardia. Ora, secondo gli ultimi dati diffusi dall’Aler, il 34% degli inquilini delle case popolari di Milano sono stranieri.
    Bologna

    Nella città della Torre degli Asinelli, il 2014 è stato l’anno della svolta, come riporta Il Resto del Carlino, con il 51% degli alloggi Acer assegnati a cittadini stranieri. A Bologna nel 2014, infatti, più della metà degli appartamenti consegnati dall’Azienda Casa Emilia Romagna, 169 su 330, sono stati destinati ad extracomunitari. Gli stranieri risultano primi anche nelle domande per gli alloggi di edilizia popolare. Come riporta lo stesso quotidiano, infatti, citando i dati dell’Acer, nell’anno 2014 sono arrivate 3.686 richieste da parte di cittadini stranieri extra Ue e 3.189 da parte di cittadini italiani. La tendenza degli ultimi anni, anche nel capoluogo Emiliano, è quella di mettere stranieri ed italiani sullo stesso piano nell’accesso alle case popolari.
    Torino

    A luglio di quest’anno Repubblica riportava come, in dieci anni, a Torino, il numero di case popolari consegnate agli extracomunitari, fosse triplicato. Nel 2004, infatti, secondo i dati citati dal quotidiano, le case assegnate agli stranieri furono 64 su 646, mentre nel 2014, sono state il 40%. Anche qui, a pesare, sono i requisiti per avanzare in graduatoria. Vengono prima, infatti, le famiglie con più figli, che oggi sono perlopiù straniere. Un problema, questo, che è stato riconosciuto anche a sinistra, dall’ex sindaco del Pd, Piero Fassino, che ne aveva fatto addirittura un argomento nella scorsa campagna elettorale. I numeri delle assegnazioni sono infatti sproporzionati rispetto alle percentuali della popolazione straniera in città, che pesa per il 14-15%, e che vede assegnarsi, il 40% degli alloggi. Per questo nel 2017, come riporta La Stampa, la Regione Piemonte ha messo in cantiere una delibera con cui si inizierà anche la revisione dei criteri di assegnazione degli alloggi, “approfondendo il tema delle famiglie straniere”.
    Firenze

    Regole più dure per limitare l’accesso degli stranieri alle case popolari sono state introdotte anche nel bando per l’assegnazione delle case popolari che si è chiuso a fine novembre, a Firenze. Gli stranieri che presentano domanda per ottenere un alloggio popolare nel capoluogo toscano sono circa il 43%, con una percentuale di assegnazione di circa il 10%. Per limitare il fenomeno, nel nuovo bando compare quindi l’obbligo per i cittadini stranieri di dimostrare legalmente di non essere proprietari di immobili nel proprio Paese od in Italia, mentre prima era sufficiente soltanto presentare l’autocertificazione. Priorità per ottenere le chiavi, infine, riporta la stampa locale, sarà data a chi risiede stabilmente in Toscana da almeno cinque anni, agli anziani e alle famiglie con disabili.

    La Capitale, infine, da anni è in stato di emergenza abitativa. L’offerta di alloggi da parte dell’Ater non riesce a far fronte alla situazione attuale e occupazioni come quella della casa destinata alla famiglia dell’operaio marocchino, più che rientrare, come è stato ipotizzato da qualcuno, nelle logiche del “mercato nero” delle case popolari, sembra scaturire dallo stato di estrema necessità in cui versano alcune famiglie romane. L’uomo, che occupa abusivamente l’appartamento assegnato legalmente alla famiglia marocchina, prima aveva vissuto, infatti, per tre anni in una roulotte.

    Così gli stranieri hanno conquistato le case popolari - IlGiornale.it

    Anzi, postiamo direttamente il pezzo dove si citano le cifre, così tutti possono vedere che i dati esistono.
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  3. #1563
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    Predefinito Re: ...e allora Mussolini?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    I fatti sono evidentissimi e dimostrati puntualmente.
    vero: è dimostrato che "le case popolari vengono date preferenzialmente agli stranieri in barba alla legge" è una cagata mostruosa.
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  4. #1564
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    Predefinito Re: ...e allora Mussolini?

    Citazione Originariamente Scritto da Josef Scveik Visualizza Messaggio
    Ripeto, sai citarmi una legge, un regolamento comunale o qualcos'altro che concretamente dimostri ciò che asserisci? No, gli articoli del giornale non sono una prova!
    Tu mangi a mezzogiorno no?

    Citami la legge. Non ci credo.

    Ci sono le leggi. Ma non sempre quello che c'è scritto viene fatto applicare e una legge non applicata è una legge morta.
    "Un tempo per la meraviglia alzavamo al cielo lo sguardo sentendoci parte del firmamento, ora invece lo abbassiamo preoccupati di far parte del mare di fango." Cooper (Interstellar).

  5. #1565
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    Predefinito Re: ...e allora Mussolini?

    Citazione Originariamente Scritto da Druuna Visualizza Messaggio
    Ah quindi la Lega è a favore dell'immigrazione.
    Buono a sapersi.

    Facciamo pubblicità a questa tua deduzione
    La Lega Nord è fortemente contraria all'immigrazione clandestina, ma non è a priori contraria all'immigrazione regolare.
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  6. #1566
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    Predefinito Re: ...e allora Mussolini?

    Citazione Originariamente Scritto da Druuna Visualizza Messaggio
    vero: è dimostrato che "le case popolari vengono date preferenzialmente agli stranieri in barba alla legge" è una cagata mostruosa.
    Io non ho mai detto che ciò avvenga contra legem. Anzi, ciò di cui io mi lamento è che non esistano norme che tutelino i cittadini italiani.
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  7. #1567
    Me ne frego
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    Predefinito Re: ...e allora Mussolini?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    I fatti sono evidentissimi e dimostrati puntualmente. Ma loro preferiscono arrampicarsi sugli specchi, attaccandosi ad articoli faziosi che non smentiscono minimamente l'oggettiva proliferazione di immigrati che il nostro paese sta vivendo da quasi trent'anni.
    Purtroppo , sono solo faziosi , Roma è irriconoscibile , è diventata un letamaio , fra cinesi , immigrati di colore , non si riconosce più e la delinquenza prolifica .
    _Non rinnegare e non restaurare__


    Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
    L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele

  8. #1568
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    Predefinito Re: ...e allora Mussolini?

    Citazione Originariamente Scritto da Druuna Visualizza Messaggio
    ma quale maestrina ?
    Come ha scritto Lars, la differenza tra tagliare la testa al Re per dare a tutti il diritto di esprimere le proprie opinioni e torturare la strega per impedirglielo, mi pare evidente.
    eh no mi dispiace non te la cavi con la testa del re.

    Visto che hai circostanziato questi due fatti (rivoluzione francese ed inquisizione) ti invito ad studiare il genocidio della Vandea (altro che qualche caso di tortura) e non a tirarla a tarallucci e vino con "la testa del re") e a contrapporlo con i casi di condanna a morte dell'inquisizione.
    Ad esempio hai le fonti e le basi storiografiche per confutare quanto afferma il prof. Borromeo e cioè che:

    [...] "Ormai gli storici - ha affermato il relatore [Agostino Borromeo, curatore del volume su "L'inquisizione", presentato oggi in Vaticano] - non usano più il tema dell'Inquisizione come strumento per difendere o attaccare la Chiesa", perché a differenza di quanto in passato "il dibattito si è spostato sul piano storico, con statistiche serie", anche grazie al "grosso passo avanti" rappresentato dall'apertura degli archivi segreti dell'ex Congregazione del Sant'Uffizio, voluta dal Papa nel 1998.

    "Oggi è possibile fare la storia dell'Inquisizione prescindendo dai luoghi comuni perpetrati fino all'Ottocento", ha puntualizzato lo studioso. Interrogato dai giornalisti sulla "caccia alle streghe", Borromeo ha citato, in particolare, l'attività dell'Inquisizione spagnola, che su 125.000 processi ha mandato al rogo 59 "streghe"; 36 ne sono state bruciate in Italia, 4 in Portogallo.

    "Se si sommano questi dati - ha commentato - non arriviamo neanche ad un centinaio di casi, contro i 50.000 di persone condannate al rogo, in prevalenza dai tribunali civili, su un totale di 100.000 processi (civili ed ecclesiastici) celebrati in tutta Europa nell'età moderna" (il grosso delle condanne avvenne nei Paesi protestanti, ndr).

    Analogo discorso per la pena di morte: sui 44.674 processi celebrati dall'Inquisizione spagnola tra il 1540 e il 1700, si legge nel volume, i condannati a rogo ammontano all'1,8%, cui va aggiunto un altro 1,7% di condannati a morte in contumacia (veniva bruciato un manichino con il nome e cognome della persona che si era data alla fuga). Per quanto riguarda, invece l'Italia, il tribunale dell'Inquisizione di Aquileia-Concordia (nella diocesi di Udine), tra i primi 1.000 processi istruiti, i condannati a morte sono stati solo 5 (lo 0,5%). Numeri più "alti", invece, per l'Inquisizione portoghese: tra il 1540 e il 1629 su 13.255 processi, le condanne a morte costituirono il 5,7%, anche se negli anni successivi l'attività repressiva è calata progressivamente.
    se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...

  9. #1569
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    Predefinito Re: ...e allora Mussolini?

    Citazione Originariamente Scritto da Druuna Visualizza Messaggio
    evidentemente ne hanno diritto, appartenendo alle fasce più povere e avendo più figli.

    Non sei contento che aderiscano ai valori cattolici del fare figli ?
    Perchè non fai 3 o 4 figli anche tu, invece di trastullarti con studi inutili ?
    Non sei un buon cattolico evidentemente, sei un intellettuale snob
    Quando potrò, non preoccuparti che lo farò.
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  10. #1570
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    Predefinito Re: ...e allora Mussolini?

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Milano

    Nel capoluogo lombardo ad esempio, nel 2012, su 1190 case popolari, quasi la metà, ovvero 455, sono state assegnate a cittadini stranieri. Stessa situazione l’anno dopo, nel 2013, quando ai cittadini extracomunitari furono destinate oltre il 40% delle 800 case popolari assegnate quell’anno dal Comune. Un dato sproporzionato, visto che, all’epoca, la popolazione straniera, in una città di quasi un milione e mezzo di abitanti, era di circa 250mila persone. Per questo, nel 2015, la giunta Maroni propose di innalzare a 10 gli anni di residenza nella Regione Lombardia, come uno dei criteri per l’assegnazione delle case popolari, che poi fu abbassata a 5 anni, nella legge di riforma dell’erogazione del servizio abitativo, approvata nel 2015 dalla Regione Lombardia. Ora, secondo gli ultimi dati diffusi dall’Aler, il 34% degli inquilini delle case popolari di Milano sono stranieri.

    Bologna

    Nella città della Torre degli Asinelli, il 2014 è stato l’anno della svolta, come riporta Il Resto del Carlino, con il 51% degli alloggi Acer assegnati a cittadini stranieri. A Bologna nel 2014, infatti, più della metà degli appartamenti consegnati dall’Azienda Casa Emilia Romagna, 169 su 330, sono stati destinati ad extracomunitari. Gli stranieri risultano primi anche nelle domande per gli alloggi di edilizia popolare. Come riporta lo stesso quotidiano, infatti, citando i dati dell’Acer, nell’anno 2014 sono arrivate 3.686 richieste da parte di cittadini stranieri extra Ue e 3.189 da parte di cittadini italiani. La tendenza degli ultimi anni, anche nel capoluogo Emiliano, è quella di mettere stranieri ed italiani sullo stesso piano nell’accesso alle case popolari.

    Torino

    A luglio di quest’anno Repubblica riportava come, in dieci anni, a Torino, il numero di case popolari consegnate agli extracomunitari, fosse triplicato. Nel 2004, infatti, secondo i dati citati dal quotidiano, le case assegnate agli stranieri furono 64 su 646, mentre nel 2014, sono state il 40%. Anche qui, a pesare, sono i requisiti per avanzare in graduatoria. Vengono prima, infatti, le famiglie con più figli, che oggi sono perlopiù straniere. Un problema, questo, che è stato riconosciuto anche a sinistra, dall’ex sindaco del Pd, Piero Fassino, che ne aveva fatto addirittura un argomento nella scorsa campagna elettorale. I numeri delle assegnazioni sono infatti sproporzionati rispetto alle percentuali della popolazione straniera in città, che pesa per il 14-15%, e che vede assegnarsi, il 40% degli alloggi. Per questo nel 2017, come riporta La Stampa, la Regione Piemonte ha messo in cantiere una delibera con cui si inizierà anche la revisione dei criteri di assegnazione degli alloggi, “approfondendo il tema delle famiglie straniere”.

    Firenze

    Regole più dure per limitare l’accesso degli stranieri alle case popolari sono state introdotte anche nel bando per l’assegnazione delle case popolari che si è chiuso a fine novembre, a Firenze. Gli stranieri che presentano domanda per ottenere un alloggio popolare nel capoluogo toscano sono circa il 43%, con una percentuale di assegnazione di circa il 10%. Per limitare il fenomeno, nel nuovo bando compare quindi l’obbligo per i cittadini stranieri di dimostrare legalmente di non essere proprietari di immobili nel proprio Paese od in Italia, mentre prima era sufficiente soltanto presentare l’autocertificazione. Priorità per ottenere le chiavi, infine, riporta la stampa locale, sarà data a chi risiede stabilmente in Toscana da almeno cinque anni, agli anziani e alle famiglie con disabili.

    La Capitale, infine, da anni è in stato di emergenza abitativa. L’offerta di alloggi da parte dell’Ater non riesce a far fronte alla situazione attuale e occupazioni come quella della casa destinata alla famiglia dell’operaio marocchino, più che rientrare, come è stato ipotizzato da qualcuno, nelle logiche del “mercato nero” delle case popolari, sembra scaturire dallo stato di estrema necessità in cui versano alcune famiglie romane. L’uomo, che occupa abusivamente l’appartamento assegnato legalmente alla famiglia marocchina, prima aveva vissuto, infatti, per tre anni in una roulotte.

    Così gli stranieri hanno conquistato le case popolari - IlGiornale.it

    Anzi, postiamo direttamente il pezzo dove si citano le cifre, così tutti possono vedere che i dati esistono.
    la cosa bella è che nell'articolo si dice appunto che ci sono norme che favoriscono gli italiani, anche se gli stranieri avrebbero i requisiti di legge per venire prima in graduatoria

    Sei uno spasso.
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