
Originariamente Scritto da
Scipione
Le direttive ue attuano il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica, stabilendo che tale parità deve applicarsi sia all'accesso sia alla fornitura di beni e servizi che sono a disposizione del pubblico, inclusi quindi gli alloggi. La direttiva ue è stata recepita in Italia dal d.l. 215/2003.
Peraltro, anche se le domande fatte dagli immigrati costituiscono circa il 50% del totale dei richiedenti, la quota di alloggi effettivamente assegnati a immigrati è, quasi sempre, inferiore all’incidenza percentuale degli immigrati sull’insieme della popolazione
(rif.): a Torino il 10% degli alloggi relativi all’ultimo bando è stato assegnato a immigrati, che rappresentano invece il 14% della popolazione; a Genova meno del 5% degli alloggi a disposizione per l’ultimo bando è stato assegnato a immigrati, che rappresentano l’8,3% della popolazione.
Non mancano situazioni molto diverse: a Firenze nel corso degli ultimi due bandi le assegnazioni a immigrati sono state il 17% del totale contro una incidenza sulla popolazione del 14%; nella Provincia di Bologna le assegnazioni a famiglie immigrate tra il 2007 e il 2009 sono passate dal 15,4% al 19,2%, mentre l’incidenza sulla popolazione è del 10,4%.
Non sono, quindi, le cifre massicce che puoi pensare, ma cifre più correlate all'incidenza della popolazione di immigrati sul totale della popolazione residente.
Peraltro, gli immigrati le case se le comprano pure, come potrai ben notare da questa tabella tratta dallo stesso link che ho citato in precedenza:

Che poi gli italiani siano santarelli e siano esenti dal problema evasione fiscale, è pia illusione tua, che volentieri ti lascio, come ben documenta l'eurispes.
(...) In base alle stime del report (eurispes), l ’Italia avrebbe un PIL sommerso pari a 540 miliardi. Una cifra enorme se si tiene conto che il PIL ufficiale ammonta invece a 1.500 miliardi di euro. Da sottolineare che ai 540 miliardi ne vanno aggiunti ulteriori 200 che non sono stati inclusi in quanto derivanti dall’economia criminale. 740 miliardi in tutto dunque nell’ambito dei quali, considerando un livello di tassazione del 50%, l’evasione fiscale (da sola) vale 270 miliardi. Fare due conti a questo punto è abbastanza semplice. Secondo i calcoli di Eurispes l’evasione fiscale in Italia varrebbe il 18% del PIL. Se si tiene conto del sommerso in generale si sale invece al 35%. Un dato molto più elevato rispetto a quello pubblicato dall’Istat, secondo la quale, l’economia sommersa in Italia, vale a dire l'insieme di tutte le attività economiche che contribuiscono al PIL ufficialmente osservato, ma che non sono né registrate né tassate equivarrebbe a circa il 17-18 per cento del PIL.
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