
Originariamente Scritto da
mary ann
Grazie, ma non mi va di vivere in un villaggio di elfi. Non mi sento un elfo.
Ho visto le foto delle case: sono dei ruderi. Sono brutte e rovinate. Ho già vissuto nella povertà e nelle case brutte, fredde e umide, non ho voglia più di sapere di certe cose, non è bello viverci.
Poi io sono per la libertà anche nei villaggi condivisi, sono molto aperta, ma delle volte mi piacerebbe solo guardare il fuoco, le sue lingue infocate, sentire scricchiolio di legno che brucia, annusare il fumo, il calore che c’è introno, pensare i miei pensare, appoggiando la testa sulla spalla di qualcuno e stare così senza alcun contributo verbale....
Io ho un problema, io mi affeziono molto alle persone, ai posti, alle cose, sono un po’ ( o tanto ) conservatrice e nostalgica, non sono una che cerca di correre da un paese all’altro. Io soffro molto i cambiamenti, novità, cos’è mai viste, cose mai provate.... Dovrei avere un appoggio, certe cose non le riuscirei mai a fare da sola.
Per ora ho due possibilità reali: restare qui, se trovo una casa, in caso contrario tornare in Italia. Nessuna delle due mi preoccupa più di tanto, perché le conosco, ma se mi dicessero di trasferirmi chissà dove, avrei problemi. Non credo che ce la la farei. Così, su due piedi, no.
Quando ero piccola ho sofferto parecchio per certe cose, ma nonostante ciò, molto spesso, la sera, specialmente nelle serate fredde, piovose o ventose, “torno” nella mia vecchia, piccola e brutta casa dove abitavo da bambina, di cui rcodrdo benissimo ogni minimo particolare.
È come se cercassi un ( altro a un altro ancora) abbraccio dal passato: avevo quei quattro mura che consideravo miei, la mia famiglia, fuoco, profumo di legna che briciavano, fagioli e patate sulla stufa, un letto strano, troppo grande per una bambina, ma molto bello.
Tutto ciò accadeva mentre fuori cadeva la neve o soffiava un forte vento..
So che sono OT, ma d’improvviso mi è venuta a trovare la mia infanzia, le ho aperto la porta e...