



nella fogna della storia, dici, e io ti rispondo: quale Storia, quella scritta dal capitalismo, certo, ma tu sei sicuro che debba essere quel soggetto, fortemente minoritario come numero di frequentatori, a doverla scrivere la Storia? No perché a questo punto vorrei ricordarti che “questa”Storia parla anche di 20 milioni di esseri umani strappati dalle loro terre,famiglie, abitudini per essere portati a fornire lavoro a dei capitalisti americani che dovevano guadagnare sulle coltivazioni del cotone. E davanti a una vergogna del genere, in quel sud americano c’era chi dava le stesse tue ragioni (abbiamo bisogno del cotone, chi lo coltiverebbe se non ci fossero questi nigger) e ovviamente c’era chi annuiva, ha ragione il cotone ci serve. Ci hanno perfino costruito una guerra, sopra questo schifo.
Tu la chiami “razionalità economica” io la chiamo cecità sociale, e non credo sia tu quello che debba avere ragione. Perché se dobbiamo costruire la nostra vita sui ricchi allora adattiamoci, costruiamo tanti campi da golf, poi se in quelle zone scarseggerà l’acqua(che un campo da golf beve a tonnellate) non importa, vuoi mettere quanta gente lavora in un campo da golf, tanti resort di lusso (ha ragione Briatore, quindi), adattiamo i porti agli yacht, le spiagge rendiamole appetibili ai ricchi, ma non quelle romagnole che ormai sono popolari, ma magari quelle dalla maremma, ancora vergini,insomma chiniamo tutti la schiena e cerchiamo di far in maniera che i ricchi, e non parlo della ricchezza media, possano godersi la loro faticosa vita dinababbi.
Interessante poi il tuo ragionamento: la mia sarebbe invidia di classe perché voglio-vorrei che la ricchezza assurda di pochi personaggi nel mondo (meno di mezzo milione di persone) fosse magari in parte meglio distribuita. Mi spiace dirtelo ma hai postato un ragionamento limitato e assurdo. Io per come ho vissuto e vivo non posso economicamente invidiare nessuno o meglio,visto che scrivo e mi diletto anche a dipingere, invidio Carlo Emilio Gadda per come scriveva e Emilio Vedova per come dipingeva, ma un ricco no, non posso invidiarlo, perchè io non posso, costituzionalmente, pensare alla ricchezza inutile, come è quella di sta gente seduta su miliardi e miliardi, come ragione di vita.
Perché conosco, per il mio lavoro, molti extra ricchi e mi fanno spesso anche un po’ pena, dedicati come sono, quasi sempre, solo a cercare di accrescere la loro ricchezza. Una fatica inutile, che rende la loro vita sostanzialmente vuota, per la semplice ragione che con i soldi, sogno di troppe persone, non comperi niente di veramente importante: amore, amicizia, salute, rispetto, dignità, ma solo cose quasi sempre inutili e superflue
PS mi ripeto: la mia casa è circa 200 metri su due livelli, zona nord Milano servita da Metro, stabile edificato nel 1985, doppio box, terrazzo di 130 mq. Pagavo più di 1000 euro di IMU, oggi non la pago più. La mia è forse una casa popolare?
se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky


Le plus grand soin d’un bon gouvernement devrait être d’habituer peu à peu les peuples à se passer de lui.
I I = Inutili Idiozie.


Scusa se insisto, ma quello è stato lo sviluppo dello schifo. La guerra è stata fatta per difendere il diritto ad avere gli schiavi, mentre il nord di Lincoln emanava il Decreto dell'Emancipazione il Sud si rifiutava di aderirvi, anzi.
E comunque, schiavi nei campi di cotone o schiavi nelle fabbriche, niente cambiava.
Leggi come è andata quella Storia
Uno schiavo, come un oggetto, era considerato proprietà del suo padrone e così anche i suoi figli. Uno schiavo doveva solo lavorare, e subiva punizioni fisiche per ogni minima reazione.
Uno schiavo, se riusciva a fuggire, veniva riportato al suo padrone, duramente punito e a volte ucciso perché fosse di monito a tutti gli altri. Uno schiavo non riceveva nessuna istruzione, lavorava spesso alla catena, veniva disprezzato, frustrato, umiliato. Nel XVIII secolo, mentre in altri Paesi del mondo si cominciava ad abolire la schiavitù, in America veniva addirittura regolamentata nella Dichiarazione d’indipendenza, quella che nel 1776, dopo un lungo conflitto contro l’Inghilterra, sancì la nascita degli Stati Uniti. In tre secoli di schiavitù furono 12 milioni gli africani di colore che vennero deportati in America.
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quindi, ciò vuol forse dire che la schiavitù non c'è mai stata? A parte il fatto che l'illuminismo ha scritto parole importanti per l'Uomo, che c'entra se le macchine a vapore hanno eliminato le braccia degli schiavi? Avranno anche sotituito le braccia degli schiavi ma non lo schifo della pregressa schiavitù.
Che poi, scusa tanto, con il mio post in risposta a Lego tutto questo c'entra poco.
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c'entra nella misura in cui se non si guarda la Storia con il crudo realismo che è necessario per accettarla per quel che è si scivola nell'idealismo e si perde il contatto con la realtà. Perdessimo la tecnologia e i trattori impiegheremmo meno di dieci anni a reintrodurre la schiavitù, con buona pace degli ideali progressisti.
tutto qui.
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ma non abbiamo parlato fino ad un minuto fa dei nigger schiavi nei campi di cotone?
comunque lo schiavismo in Italia non ci fu mai perchè l'Italia è nata solo nel 1861, prima fu abbondantemente utilizzato soprattutto in edilizia e nella propulsione a remi, in agricoltura pochino perchè i latifondi da noi scarseggiano e più che altro sono stati coltivati dai servi della gleba.
In Francia non so dirti molto, salvo che Napoleone ripristinò la schiavitù mi pare prima della campagna d'Egitto e venne abolita definitivamente assai tardi.
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