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Ortodossia
Casini: nessuno dei miei col premier
Il leader dell'Udc: siamo blidati
Rutelli: non c'è trippa per gatti.
ROMA
Dovevano essere «quattro gatti» e invece, almeno alla Camera, i finiani confluiti nel nuovo ’Flì (acronimo di Futuro e libertà per l’Italia) rischiano di mettere in difficoltà il Pdl. Silvio Berlusconi lo sa bene e anche oggi, rintanato nella sua abitazione romana, ha continuato a lavorare - al momento sembra senza grande fortuna - su qualche «acquisto» che metta al sicuro la sua maggioranza.
I numeri, del resto, parlano chiaro: senza i deputati del nuovo gruppo finiano, al quale fino ad ora hanno aderito 33 deputati, il centrodestra (Pdl più Lega) si fermerebbe a 308 voti, mentre la maggioranza è di 316. Cifre non definitive, certo, ma che bastano a far suonare l’allarme. Ecco perchè le trattative sono scattate nello stesso momento in cui Berlusconi dava il benservito a Gianfranco Fini. Telefonate, chiacchiere e ammiccamenti più o meno espliciti, rivolti soprattutto verso il centro. A torto o a ragione, il presidente del Consiglio e i suoi uomini guardano con interesse alle mosse di Udc, Api e gruppo Misto, pronti a cogliere anche il minimo cenno di disponibilità da parte di qualche loro deputato.
Dalle dichiarazioni dei loro leader, però, non sembrano esserci margini per trattare. «Nessuno dei miei passerà con Silvio, siamo blindati», assicura il leader Udc Pier Ferdinando Casini, che sbatte la porta in faccia al premier: «Quando si arriva con cento deputati di maggioranza alla contabilità, siamo alla frutta. Io sono coniugato stabilmente - dice - e non cerco fidanzamenti...».
Anche Francesco Rutelli piazza al Pdl un bel due di picche: «Nessuno pensi di spendere il nome di un movimento politico che è nato in modo coraggioso, nuotando controcorrente, per operazioni balneari», è l’opinione ricorrente tra i fedeli dell’ex sindaco di Roma. Che, per essere più esplicito, ricorre al romanesco «non c’è trippa per gatti».
Il tam-tam della campagna acquisti berlusconiana si sta diffondendo in tutto il Paese. Ma anche lontano dalla Capitale sembra cadere nel vuoto. «Noi finiani rimarremo nel gruppo del Pdl Sicilia», sottolinea Pippo Scalia. E si smarca anche Raffaele Lombardo, leader del Movimento per le Autonomie e presidente della Regione Sicilia: «Quasi nulla del programma per il Sud è stato realizzato. Da ora in poi vogliamo vedere cosa portiamo a casa; se nulla, non vedo perchè dobbiamo votare contro gli interessi degli elettori».
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