



"La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile" (Corrado Alvaro)
È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi


Non posso evitare di sparare al soldato che mi invade.
Lo ha scelto lui, non io.
Non posso evitare di dare una bastonata al cane che mi aggredisce.
Lo faccio per difendere la mia incolumità, non perché mi sia antipatico, io amo i cani.
In entrambi i casi non ho alternative.
E l'azione non dipende da scelte mie ma altrui.
Da giudice posso scegliere di condannare un imputato in base alle prove presentatemi.
Oppure assolverlo se tali prove sono insufficienti ad avallare la sua colpevolezza.
Ma in entrambi i casi sottopongo l'imputato ad un giudizio.
Il soldato che mi entra in casa o il cane che mi aggredisce non mi sta sottoponendo a nessuno giudizio.
Se per te è la stessa cosa viene da chiedersi se la superficialità e l'approssimazione siano innate o non sorgano piuttosto da patologie virulente.
"I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"


Il primo obbligo di un paese civile dovrebbe essere quello di difendere la sicurezza dei propri cittadini il redto? Quisquiglie.
Eliminate i delitti ed il resto verrà da solo.
Non lo fate, non vi piace farlo? non riuscite a farlo e alloraaaaaaaa W la pena di morte.
Quindi invece che perdere tempo in bla bla bla pensate a contrastare gli omicidi.






"La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile" (Corrado Alvaro)
È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi


Cosa rende un individuo un assassino?
L'oggettività dell'atto o la volontà di compierlo?
Un diabetico che viene colto da crisi ipoglicemica alla guida ed a seguito di ciò perde il controllo della vettura investendo due pedoni uccidendoli è un assassino?
Un tachicardiaco che perde momentaneamente i sensi facendo precipitare il vaso da fiori in terracotta che stava sistemando sul davanzale e causando con lo stesso la morte di un passante che viene colpito alla testa è un assassino?
In entrambi i casi non esisteva alcuna volontà omicida, però i soggetti considerati hanno egualmente ammazzato qualcuno.
Prendiamo però un tizio dagli istinti belluini e dalla morale inesistente.
I propri desideri lo porterebbero a stuprare e torturare bambine, spaccare a bastonate i crani di negri ed islamici e condannare a morte i propri simili in base al proprio arbitrio personale.
Questo appagherebbe i propri desideri.
Non lo fa solo perché teme eventuali sanzioni sulla propria persona.
Ma se potesse contare su una qualsiasi forma di impunità non esiterebbe a farlo.
Costui non ha ucciso nessuno.
Quindi non è un assassino?
Prendiamo infine un ultimo esempio.
Un individuo viene incaricato di giudicare un giovane che circolava con un coltello dentro la fodera del giubbotto ed aveva al braccio i segni di punture endovenose.
L'individuo (colui che giudica) non ritiene opportuno porsi dubbi o domande, non ritiene opportuno verificare o approfondire, si basa sul proprio arbitrio e sulle proprie sensazioni personali.
Il giovane è un delinquente, un tossicodipendente pericoloso per la società e meritevole delle sanzioni che la legge prevede per i reati su di esso ipotizzati.
Tra tali sanzioni vi è la pena di morte.
Il giudice non esita ad emettere il verdetto.
Costui è un assassino oppure no?
"I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"


Vedi...il tuo concetto è basato su un tuo limite di pensiero. Per te uno che ammazza, un criminale vero e proprio, non sta "invadendo" la società civile con la forza. Per me si. E quindi lo pongo alla stregua dell'invasore, su cui non mi sento IO in pena se lo devo uccidere per difendere la mia famiglia dall'invasione.
Eppure che ne sai che la bomba che hai sparato con il mortaio contro le truppe che avanzano non vanno ad uccidere un soldato che magari non avrebbe mai sparato? Che certezza assoluta hai che quel soldato ti avrebbe sparato?
"La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile" (Corrado Alvaro)
È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi


scrivi...
Cosa rende un individuo un assassino?
L'oggettività dell'atto o la volontà di compierlo?
Un diabetico che viene colto da crisi ipoglicemica alla guida ed a seguito di ciò perde il controllo della vettura investendo due pedoni uccidendoli è un assassino?
Un tachicardiaco che perde momentaneamente i sensi facendo precipitare il vaso da fiori in terracotta che stava sistemando sul davanzale e causando con lo stesso la morte di un passante che viene colpito alla testa è un assassino?
In entrambi i casi non esisteva alcuna volontà omicida, però i soggetti considerati hanno egualmente ammazzato .
Ammazzare involotariamente non è omicidio ( bsasta provare la casualità) e qui non ci piove!
dici ancora......
Un individuo viene incaricato di giudicare un giovane che circolava con un coltello dentro la fodera del giubbotto ed aveva al braccio i segni di punture endovenose.
L'individuo (colui che giudica) non ritiene opportuno porsi dubbi o domande, non ritiene opportuno verificare o approfondire, si basa sul proprio arbitrio e sulle proprie sensazioni personali.
Il giovane è un delinquente, un tossicodipendente pericoloso per la società e meritevole delle sanzioni che la legge prevede per i reati su di esso ipotizzati.
Tra tali sanzioni vi è la pena di morte.
Il giudice non esita ad emettere il verdetto.
Costui è un assassino oppure no?
Quel ragazzo, come hai già detto non fu condannato ,tantomeno a morte, perché gli investigatori vagliarono le prove e fu rilasciato.
Quindi la giustizia funzionò. Non come un certo enzo tortora che fece la gallera per false testimoniane non smentite dal giudice che condannò un innocente.