

il problema in sintesi è questo
per qualcuno il peccato è oggettivo -previsto -contemplato -schedato-secondo ben precisi codici morali
per altri è una violazione alla propria etica personale (lo so da solo cosa sia "peccato" e cosa no )
....io propendo per la seconda ipotesi ma questo è ininfluente ai fini della discussione
quello che dispiace è che i sostenitori delle due ipotesi non riescano a comprendersi tra loro
Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi


Ciccio, che pretendi che ti risponda se mi citi siti sedevacantisti, e anche MONSIGNORI (ehm ehm) sedevacantisti?.
Quello che vale, per un cattolico, è quanto affermato nel catechismo della Chiesa Cattolica.
Se vogliamo inventarci il cattolicesimo su nostra misura, prego, accomodarsi,
ma sicuramente non è il Cattolicesimo Romano.
Per quanto riguarda il catechismo da me citato, va interpretato come te l'ho spiegato io.
E ilf atto che tu accusi le donne del fatto che, visto che portano le minigonne,
devono pure aspettarsi di essere stuprate, mi da da pensare.
Mi dispiace per te.
L'autocontrollo non è un danno, ma una virtù.
Credi che i santi mandassero in ferie gli occhi davanti alle ragazze?
Semplicemente sapevano controllare i loro istinti.
O credi che quelli che si fustigavano lo facevano per piacere?
no, lo facevano per cacciare via le tentazioni.
Se a te una donna scosciata ti fa eccitare, prenditi una cinghia e frustati.
Perchè, mi ripeto, il problema è tuo, non suo.
PS: La battuta sul fatto che potessi condividere il link ateista te la potevi risparmiare.
Qui non stiamo facendo a gara a chi è più cattolico, io non ci tengo a partecipare alle gare dei farisei.
--
“Don Giussani è stato ‘profeta’ dell’insopprimibile anelito dell’incontro con Dio per l’uomo del nostro tempo"Card. Angelo Bagnasco


Una pillola per anticipare l'andropausa... :mmm:
i ghà più gnent' de dùr sotto (cit. una nonna)
Comunqe, un atteggiamento eccessivamente provocatorio e/o un abbigliamento oltremodo discinto possono generare corresponsabilità. Si tratta di individuare il confine dell'eccessivo. Sicuramente tale limite è soggettivo, pertanto tutti dovrebbero in certa misura tener conto di questo, ma forse esiste anche un senso comune del pudore che scontenta quasi tutti (quelli più "liberi", come quelli più "casti") ma che interpreta in senso medio il sentire di una società. Adeguarsi.
gene normanno
Ma il "senso medio di sentire di una società" è una roba che non esiste. Se uno va in discoteca di "atteggiamenti provocatori" se ne vedono a profusione; è capitato anche che alcune mie amiche siano state scambiate per delle prostitute dalla pattuglia, mentre invece si recavano solo a ballare e a divertirsi. Ma com'era quel proverbio, che l'abito non fa il monaco?
Ultima modifica di donerdarko; 11-08-10 alle 02:34


Devo.
Innazitutto il santo VERO alla vista di una donna nuda è sia impassibile che eccitato, in modo del tutto diverso dal nostro e secondo ordini diversi per l'uno rispetto alla divinità per l'altro rispetto alla natura: incalanazione totalitaria di ogni dato.
In secondo luogo è prova incontrovertibile che indossare la minigonna sia in sé non purezza : può essere un mezzo, come deve essere in svariati modibili, modalità, modalitantizzazzioni in ogni insegnamento che potremmo averne per come e per ché ... QUEL CHE RIMANE però è che è prova che non è santità e purezza.
Ciò è qualcosa di superiore nella sua "a-superiorità confermante quel che so-vrasta la conferma" MA AD OGNI MODO ; il fatto che sia empia significa semplicemente che è portatrice di conseguenze sottili nefaste che porteranno conseguenze fisiche nefaste : una catena.
Puoi peccare, sei mortale d'altronde.
Se diventi empio rifiuti la tua mortalità cercando l'immortalità dalla parte opposta, poiché la parte nella dualità ha sia valore sia gerarchia.
Ecco perché non si deve portare la minigonna; ugualmente in questa epoca la si deve portare sia per la caduta sia per la tuttità di ogni eventualità del tutto sia perché NON C'E' NIENTE DI MALE OGGI COME OGGI.
Di chi e di cosa parliamo allora? Dipende.
Se però vogliamo fare i seri, per piacere, non possiamo pretendere di esprimerci dal basso della nostra ignoranza e soddisfando i bisogni del volgo ( che per definizione è il gruppo degli incompetenti...)
Ultima modifica di ...II...; 11-08-10 alle 03:49
Non è necessario che il volgo abbandoni i propri costumi per interessarsi di filosofia, religione comparata, esoterismo, mistica o metafisica. Sarebbe un cambiamento meramente esteriore.
Non si può chiedere al volgo di condurre una vita spirituale mistica, di seguire una morale severa ed ascetica. Questo non si addice alle sue caratteristiche e sarebbe cosa poco saggia del resto.
Tu hai il tuo "ideale di perfezione", la tua idea di "Verità" con la "V" maiuscola, cui ciascun uomo dovrebbe essere ricondotto.
Ma d'altra parte è noto che gli uomini si stancano presto delle idee che in qualche modo comprimono la naturale tendenza delle loro passioni e dei loro egoismi. Questo perchè manca di fondo l'accettazione della propria animalità e dei propri istinti. Ad esempio, si reprime la sessualità come se fosse qualcosa di "sbagliato" apriori. Per questo la nostra società è così pornografica: perchè per troppi secoli gli uomini hanno vissuto nel terrore di se stessi... L'infelicità è una conseguenza dell'essere addormentati e chi spera di raggiungere la beatitudine direttamente, necessariamente fallirà.
Ultima modifica di donerdarko; 11-08-10 alle 13:03


Innazitutto il volgo non ha propri costumi poiché rappresentando la polarità plastica/potenziale manifesta la sua passività.
Di certo concordo con quel che hai scritto,
Non si può chiedere al volgo di condurre una vita spirituale mistica, di seguire una morale severa ed ascetica. Questo non si addice alle sue caratteristiche e sarebbe cosa poco saggia del resto.
Viene però da sé che i costumi non sono indipendenti dall'autorità e dal potere che agisce alla luce di quest'ultima.
Inoltre :
-Dove avrei accennato al volgo?
-Dove avrei anelato ad un'ascesi generale del volgo?
Non capisco quindi il senso del tuo messaggio.
Posso più o meno concordare con la parte finale ( sostituendo lo stancarsi delle" idee " - che francamente non ha senso - con uno stancarsi delle idealità ) ma non colgo il nesso con quel che stavamo qui affrontando ossia il tema della minigonna.
Tralascio la questione Verità puntualizzando che per definizione non è propria di nessuna individualità né può darsi come "ideale".
Ultima modifica di ...II...; 11-08-10 alle 15:08
Si ma dato che tu dicevi proprio:
"Ciò è qualcosa di superiore nella sua "a-superiorità confermante quel che so-vrasta la conferma" MA AD OGNI MODO ; il fatto che sia empia significa semplicemente che è portatrice di conseguenze sottili nefaste che porteranno conseguenze fisiche nefaste : una catena."
Quali sono queste conseguenze fisiche nefaste a cui conduce ineluttabilmente la minigonna?


Due monaci buddhisti, Tanzan ed Ekido, una volta stavano camminando in religioso silenzio, sotto una pioggia torrenziale, lungo una strada fangosa. Ad un certo punto incontrarono una splendida giovane donna in chimono e fascia di seta, ferma, sul ciglio della strada.
Ella era ferma li che' non sapeva come attraversare la strada. "Vieni ragazza", disse subito Tanzan, la prese in braccio e la trasporto' al di la' del fango. Ekido non fece ne' disse nulla. Alla sera giunsero fradici e sfiniti in un tempio.
Dopo la preghiera Ekido pote' finalmente parlare e disse: "Tanzan! Noi monaci non ci avviciniamo alle donne, soprattutto se giovani e carine. E' pericoloso. Perché' lo hai fatto?" "Io ho lasciato quella giovane laggiù, sul bordo della strada", rispose Tanzan. "Tu te la stai ancora portando dietro?".
....la devo proprio spiegare?
Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi