
Originariamente Scritto da
FalcoConservatore
Anche se Lorenzo Cesa ed Italo Bocchino si affannano a smentire, proponendo la definizione un pò asettica di "area di responsabilità nazionale", la convergenza fra UdC, ApI, MpA e Finiani sul caso Caliendo può rappresentare una prima prova tecnica di costruzione del Terzo Polo.
I quattro gruppi si pongono ormai in maniera determinante sul centro della scena politica, distanziandosi dagli eccessi giustizialisti del resto dell'opposizione di centrosinistra, e dalla fedeltà aprioristica all'esecutivo di Silvio Berlusconi, ormai governo di minoranza, almeno alla Camera.
Domani il Cavaliere potrà cantare vittoria solo a metà: l'astensione del "nuovo Centro" salverà il sottosegretario oggetto della mozione di sfiducia, ma solo grazie all'atteggiamento dei finiani. Se questi ultimi si fossero uniti a PD ed IdV, probabilmente sarebbe scoppiata la crisi, con tutte le conseguenze del caso. Resta da discutere l'ambiguità di fondo di un'astensione che può sembrare pilatesca, e non confacente alle recenti dichiarazioni dello stesso Fini ("chi è indagato si deve dimettere"). Evidentemente, il Presidente della Camera non è ancora pronto ad assumersi la responsabilità della rottura finale in Parlamento, con l'inevitabile ritorno alle urne.
Non è neppure sicuro, in verità, che questa convergenza su Caliendo implichi la realizzazione di un vero progetto politico in comune fra le forze di Casini, Rutelli, Lombardo e Fini. Se i primi tre già da tempo puntano ad un "Partito della Nazione" (de facto, un Partito con l'80% del serbatoio elettorale al Sud), l'ultimo si dichiara ancor oggi il fautore di una destra moderna. Una destra, per l'appunto, che forse non può permettersi di traslare troppo al Centro e di associarsi con personaggi come Rutelli (già candidato Premier del centrosinistra nel 2001). Insomma, il Terzo Polo ammalia, ma solo ad una analisi sbrigativa e superficiale: è tutto da vedere se i capetti dei singoli partiti riusciranno a trovare un programma ed un leader comune. Sui temi etici, tanto per citare un esempio, Casini e Fini sono distanti anni luce. Non sarà facile, inoltre, scardinare un bipolarismo ormai entrato nel DNA dell'elettorato: i progetti di "Terzo Polo" fin qui arrivati all'appuntamento delle urne sono regolarmente falliti. Casini e Fini sono pezzi grossi della politica, e senza dubbio associandosi possono puntare al superamento dell'asticella del 10%, ma simili percentuali - in assenza di progetti coerenti e di candidature convincenti - non bastano.