







in effetti si, non c'era nessuno che derubava legalmente il duca per godersi una bella fetta delle seu fatiche e dare due briciole ai contadini. E appunto, la proprietà privata era per questo rispettata. Se a te piace una società fondata sul furto ok, ma non per questo sei legittimato a sparare cazzate.
Credere che la prima cellula si sia formata per caso è come credere che un tornado, infuriando su un deposito di sfasciacarrozze, abbia messo insieme un boeing.








ti rend conto che na ha alcun senso dire "a parità di tecnologia"?
non perdo neanche tempo a spiegarti perché, vediamo se lo capisci


La carestia era una questione di eccesso di popolazione rispetto alle possibilità della tecnologia agricola del tempo. Anche al giorno d'oggi dove si ha questo problema i ricchi mangiano ugualmente e gli altri muoiono di fame. Mi piacerebbe tanto a sto punto vedere le percentuali di popolazione mondiale affamata nel medioevo e oggi, magari esce qualcosa di istruttivo.
Comunque, posto che il progresso tecnologico c'era, posto che tutta la somma delle corvèes varie forse non superava la pressione fiscale di oggi, salta fuori l'altra tritissima questione della servitù della gleba.
La servitù della gleba è un residuo delle leggi di Diocleziano, cioè qualcosa che esisteva già prima del medioevo e di cui la società medievale poteva tranquillamente fare a meno, anche se purtroppo non la si volle abolire.
D'altra parte la mancanza di uno stato di polizia simile a quello moderno faceva si che se un contadino avesse comunque deciso di andarsene, difficilmente avrebbero potuto andarlo a riprendere.


I canoni d'affitto delle terre nel basso medioevo erano, soprattutto nelle proprietà ecclesiastiche, piuttosto bassi e vantaggiosi per gli affittuari.
Cazzate, esisteva il diritto consuetudinario e la concessione delle terre era regolata da contratti notarili, senza dimenticare che i villaggi e le comunità rurali spesso si costituivano in organi politici per difendere i propri diritti nei confronti dei signori (es. comune rurale).nel medioevo non esistevano diritti reali (sulla cosa) o della persona. ciò significa che ad esempio il nobile non può disporre "in modo pieno ed esclusivo", per usare le parole del codice civile italiano, della sua terra: dovrà lasciare una porzione di terra come "terra comune di villaggio" e dovrà lasciare il diritto di spigatico dopo il raccolto, più altri diritti di pascolo.
il contadino, di converso, era legato alla terra. ciò significa che ad esempio un contadino "bravo" non può spostarsi ed andare a lavorare una terra più fertile per un altro padrone.
eccetera
Nel medioevo c'era molta più mobilità sociale di quanto si pensi comunemente.ok, oggi non c'abbiamo la terra. ma immagina terra=industria.
avremmo che ciascuno sarebbe legato, ereditariamente, a una certa impresa, la cui "proprietà" si tramanda per via primogenita con fidecommesso (obbligo di preservarla nella sua interezza). avremmo dei usi civici in capo ai servi (tipo boh, raccogliere e vendere i materiali di scarto).
La gente moriva per la mancanza di cibo causata da un certo arretramento tecnologico (conservazione cibo, tecniche agricole eccetera), non è la democrazia che salva dalla carestia.Poi, quando c'era la carestia, il nobile mangiava comunque e la gente moriva. Che vogliamo fare, la stessa cosa?