Alquanto apodittica quest'affermazione, e anche meno supportata da elementi oggettivi.
La grande industria non è necessariamente segno di avanzamento tecnologico e/o sociale, potrebbe essere benissimo lasciata alla produzione di prodotti a bassa qualità e di largo consumo mentre i prodotti ad alta tecnologia e valore sono lascati a piccole imprese e laboratori (situazione che rispecchia molto appunto quello che succede in Italia).
Nessuno ha parlato di arricchirsi, ma reinvestire in attività fruttifere una parte dei soldi vuol dire crearsi una misura di sicurezza. Comunque resta la questione: un operaio che possieda anche solo una singola azione o quota dell'impresa in cui lavora e produce, possiede di conseguenza una parte dei mezzi di produzione che usa e dei profitti dell'attività. Che cos'è allora: operaio, capitalista o cosa?
Non mi rifaccio a classi sociali nè reazionarie nè rivoluzionarie: le classi sociali sono fluide, cambiano e si modificano con lo sviluppo sociale ed economico delle società e comunità; il che è un fattore MOLTO positivo perchè le rigidità di casta o di classe sono storicamente deleterie per il progresso sociale, culturale o anche solo economico.
L'unica cosa che temo veramente sono quelle visioni ideologiche tese a dividere l'umanità in due categorie l'un contro l'altra armate e destinate inevitabilmente allo scontro: sono visioni che hanno portato e porteranno solo conflitto e dolore.
Saltate le dighe cominciano ad emergere altre rivendicazioni più o meno sepolte.





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