



Tu con l'italiano e io con l'inglese (la mia ex lingua madre)
abbiamo più o meno la stessa abitudine . Tu forse per la
necessità di padroneggiare l'italiano e io per tenere occupata
la mente . E questo oltre a costruire ad esempio la culla a
dondolo e il triciclo del nipotino e altri passatempi simili.
Meglio far tesoro degli insulti ricevuti . Essi sono il modo
migliore per valutare l'inutilità della vita di chi li profferisce




Ma nulla, da genitori romani sono nato a Boca Raton in Florida .
Oggi dopo più di cinquantanni mi sento certamente cittadino del mondo (dove vado mi trovo sempre bene) ma anche americano ma più italiano.
La parte italiana vive da qualche tempo incazzato come una biscia calpestata .
Meglio far tesoro degli insulti ricevuti . Essi sono il modo
migliore per valutare l'inutilità della vita di chi li profferisce




(alle volte fai le domande come una bambina piccina)
1. Riguardo ai giapponesi vorrei parlare con gente che e' stata in Giappone o ha girato il mondo e avuto contatti con tanti giapponesi. Certo un giapponese cafone
potrebbe esistere ma sarebbe la classica mosca bianca, in quanto più che persone sembrano robot programmati (ad essere educati).
Vuoi girare fra le migliaia di pedoni nelle strade e negli incroci di Tokyo, senza che nessuno di dia una spallata. Puoi entrare in un negozio o in un ristorante e
sempre se sei la persona più anziana di lasciano il passo. Cosi nelle metro o nei treni. La riservatezza e la cortesia sta' nel loro DNA. Alle volte
cosi radicata da metterti in imbarazzo. (specialmente con li inchini). Sono cosi gentili che alle volte dicevo fra me e me, prego dammi un vaffanc...
che cosi saro' sicuro che sto' ancora su questo mondo.
2. Gli italiani, al contrario dei ricchi, si possono catalogare e esistono migliaia di statistiche e sui sui loro comportamenti. italiani del nord o italiani del sud, ma
italiani nella cittadinanza, e quindi quantificabili e confrontabili nel assieme. I ricchi non sono classificabili perché non esiste una classificazione, non
esiste nemmeno una caratteristica comune per essere considerato ricco, cambia da posto a posto (secondo l'invidia), sono troppo eterogenei (e non parlo di sesso).
3. Stessa cosa per i tedeschi: sono un popolo e/o una nazione, e quindi soggetti ad essere inseriti in una classifica, e confrontati con altri.
Non si può sommare un litro a un chilo, o un metro a un arancia.
*spero di essermi spiegato, in inglese forse lo farei meglio.


Io credo che la caratteristica dei "cittadini del mondo" sia quella di capire un pochino di più (e non e' arroganza) sulle cose che succedono nel mondo.
E anche quella di capirle (forse) un po' prima. Per questo potrei azzardarmi a dire che noi, cittadini del mondo, al momento siamo più incazzati degli altri.




Io sono stato sempre convinto che viaggiare sia il modo migliore (senza prescindere da basi culturali minime) per conoscere l'uomo e il suo ambiente, ovviamente in generale .
Un piccolo esempio: Da ragazzo partì per la Svizzera per fare una stagione in un albergo importante scuola alberghiera. Roba da dieci stelle o su di li . Tanto questo albergo era quotato che i proprietari di importanti alberghi o catene alberghiere vi mandavano i loro pargoli giovaniu adulti a fare la gavetta in quanto la loro filosofia era "Tu non potrai avere uno staff affidabile perchè se non saprai come dare ordini quello più valido se ne andrà" . Arrivavano sapendo che dovevano alternarsi lavorando per almeno un mese in ognuno dei reparti che facevano funzionare un grande e grosso albergo e ristorante con servizio alla francese fino al ricevimento e la direzione. Primo tra gli ineludibili passaggi a lavare i pentoloni e tegamoni in rame e stagno e solo dopo il successivo passaggio alle stoviglie e via discorrendo .
Ecco il mio punto : Da noi da troppi anni si da una grossa importanza al successo (economico, politico e non solo) e si tende troppo frequentemente a salire cassetta appena si può e senza aver avuta la necessaria preparazione (di vita vissuta) che pare essere percepita come un fastidio, o come minimo una perdita di tempo o intralcio sulla strada del successo .
Questa è l'Italia cafonal-chic io-so-io-e-tu-non-sei-nessuno che andrebbe combattuta e superata . Il guaio è che si è ormai attestata-arroccata in tutta la società lavorativa, media, istituzioni e mondo pseudo culturale e per estirparla ci vorrà una rivoluzione che noi per DNA proprio non abbiamo mai saputo fare .
Meglio far tesoro degli insulti ricevuti . Essi sono il modo
migliore per valutare l'inutilità della vita di chi li profferisce


Ho cominciato a viaggiare da giovanissimo, e i viaggi mi hanno cambiato. Il primo viaggio oltrecortina, pagato da chi voleva temprare il mio carattere ed essere più
comunista, ebbe l'effetto contrario. Stando in Italia si poteva pure credere che essendo imperniato sull'uguaglianza e la fine dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo,
qualcosa di buono ci doveva essere. Ma essendo li, di persona, a verificare e a voler mettere il naso in tutte la faccende, era tutta un'altra cosa, la propaganda non poteva
vincere sulla realtà. Era lo sfruttamento del sistema su un uomo volutamente reso povero.
Vidi pure la China di Mao, povera e affamata, per poi confrontarla con quella del dopo-socialismo di fatto. Ho visto la gente aspettare le razioni di cibo a Cuba, distribuite
in ordine alfabetico (meglio chiamarsi Armando che Zorro). O i negozi alimentari vuoti nella Romania nel 1980, in un Paese prevalentemente agricolo. E cosi per tante
altre cose in Europa, Americhe, Asia e Oceania. Mi manca l'Africa, la povera Africa. Ma penso, forse sbagliando, che l'Africa non sia povera di risorse ma di buona
amministrazione.
E qui voglio raccontare un cosa, successami una quindicina d'anno or sono. Dopo aver viaggiato in Europa per un mese, all'aeroporto Charles De Gaulle voglio ritornare
l'auto che avevo comprato (si comprata ma pagavi meno del noleggio, forse loro guadagnavo sull'IVA) e nel casino di quell'aeroporto non riuscivo a ritornare l'auto nel
posto richiesta. Finii per lasciarla nel parcheggio del settore voli da/per l'Africa. Quando salii nelle sale attesa, ebbi una grande sorpresa: non avevo mai visto in vita mia
una folla di gente (tutta nera) che sfoggiava valigie Louis Vuitton da 20,000, chilogrammi di oro appesi al collo, Rolex ai polsi degli uomini, ect.
Ma quando guardiamo la gente sui barconi pensiamo che vengono da un posto povero. Quando come posto (ricchezze naturali) i Paesi poveri sono la Svizzera, il
Giappone e ...l'Italia.