



1 - il governo centrale spagnolo voleva impedire il referendum perché era consapevole che avrebbe nettamente vinto il sì. Detto governo centrale ha mandato a bastonare , ha bloccato le strade e ha cercato di oscurare internet e nonostante tutto oltre 2.400.000 persone sono andate comunque a votare (incredibile). Poi il risultato lo sappiamo. La stragrande maggioranza del popolo catalano vuole l'indipendenza. Poi se si rifacesse ora il referendum....dopo le bastonate intendo....
2 - "Il popolo catalano non è depositario del diritto di indire un referendum per decidere di separarsi dalla Spagna. Potrebbe farlo qualora prima venisse modificata la Costituzione spagnola." = Il popolo catalano è depositario del diritto di autoderminarsi. Ha deciso di indire un referendum autonomamente , perché altrimenti non si sarebbe mai fatto. Come fai a modificare la costituzione spagnola che è ora sbagliata? E' impossibile.
3 - In piena legalità , all'interno dei suoi confini, la catalogna ha indetto un pacifico , legale, e civilissimo referendum separatista. E' ovvio che per gli spagnoli ciò sia illegale.


Non in via obbligatoria.
Il cittadino Italiano può richiedere che il processo si tenga nella sua lingua madre (chiaramente una tra italiano e tedesco).
Un avvocato che non conosca il tedesco può esercitare in Trentino. Al limite, dovrà avvalersi di un traduttore qualora il processo si debba tenere in tedesco per il motivo di cui sopra.
All'interno dello stesso procedimento, i testimoni, i periti, possono scegliere di essere ascoltati o rilasciare dichiarazioni nella loro lingua madre, incluso il ladino.
C'è direi ben più flessibilità che in Catalogna, dove se il catalano non lo parli, il medico non te lo lasciano fare.
A tuo modo sei assai romantico, Nic - PiccolaIena


Bene, qui dissento, i linguaggi succitati non sono autonomi, e nemmeno dialetti dell'ialiano
Ma tra L'Italiano e loro esiste un rapporto dialettale
che non va inteso sempre come subordinazione, ma come variante
Essendo varianti della stessa lingua, non sono autonomi, ma essendo sullo stesso piano sono tutte lingue
Addio Tomàs
siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle


Perchè continui a ribattere su un argomento che è irrilevante.
Oggi, il catalano è vietato? No. N-O. Quindi di che si lamentano? Di che oppressione vanno, e vai, cianciando?
Quello che è vietato, oggi, è lavorare in Catalogna senza conoscere il catalano.
Biordo, sicuro che non le hai prese anche tu due manganellate?
A tuo modo sei assai romantico, Nic - PiccolaIena


Usare termini del tipo "legale"...."giurisprudenza".... che senso ha? . Ci sono milioni di persone che hanno deciso di autogovernarsi, autodeterminarsi e scegliere di essere stato e nazione.
Io mi sono stancato, ma anche mi vergogno di ste cose. Come può essere che quelli che meno sanno, sono chi vanno dicendo agli altri, più informati di loro, che non sanno nulla?
Ecco Francisco Franco, in 1963, ascoltando musica in catalano a Barcelona
El falso bulo de la prohibición del catalán durante el franquismo | Diario YA
https://elosadofandral2.wordpress.co...el-franquismo/
Y es que, durante el anterior régimen, la producción literaria en catalán no sólo no estuvo perseguida, sino que fue fecunda. La siguiente es una relación de galardones concedidos a escritores en dicha lengua:
Premio de Honor de las Letras Catalanas
◦ 1969 Jordi Rubió i Balaguer (historiógrafo y bibliólogo).
◦ 1970 Joan Oliver (Pere Quart, escritor).
◦ 1971 Francesc de Borja Moll i Casasnovas (filólogo y editor).
◦ 1972 Salvador Espriu i Castelló (escritor).
◦ 1973 Josep Vicenç Foix (escritor).
◦ 1974 Manuel Sanchis i Guarner (filólogo e historiador).
◦ 1975 Joan Fuster i Ortells (escritor).
Premio Lletra d’Or
◦ 1956 Salvador Espriu, por Final del laberint.
◦ 1957 Josep Pla, por Barcelona.
◦ 1958 Josep Carner, por Absència.
◦ 1959 Ramon d’Abadal, por Els primers comtes catalans.
◦ 1960 Clementina Arderiu, por És a dir.
◦ 1961 Josep Vicenç Foix, por Onze Nadals i un Cap d’Any.
◦ 1962 Joan Oliver (Pere Quart), por Vacances pagades.
◦ 1963 Joan Fuster, por Nosaltres els valencians.
◦ 1964 Josep Benet, por Maragall i la Setmana Tràgica.
◦ 1965 Jordi Rubió, por La cultura catalana, del Renaixement a la Decadència.
◦ 1966 Manuel de Pedrolo, por Cendra per Martina.
◦ 1967 Gabriel Ferrater, por Teoria dels cossos.
◦ 1968 Marià Manent, por Com un núvol lleuger.
◦ 1969 Xavier Rubert de Ventós, por Teoria de la sensibilitat.
◦ 1970 Joan Teixidor, por Quan tot es trenca.
◦ 1971 Alexandre Cirici, por L’art català contemporani.
◦ 1972 Joan Coromines, por Lleures i converses d’un filòleg.
◦ 1973 Maurici Serrahima, por Del passat quan era present.
◦ 1974 Joan Vinyoli, por I encara les paraules.
◦ 1975 Vicent Andrés Estellés, por Les pedres de l’àmfora.
Devo cominciare a ignorare alcuni, dicono tante buggie che veramente mi stanco
Mai discutere con un idiota, ti trascina al suo livello e ti batte con l'esperienza.


A tuo modo sei assai romantico, Nic - PiccolaIena


E' come se la maggioranza dei veneti decidesse che il veneto da oggi in poi sia una Nazione. Una nazionale di calcio....un parlamento. Ovvio che a Roma Cialtrona girerebbero le balle.... Illegale.....Esercito...ovvio.

