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Discussione: Focus Catalogna

  1. #6591
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    Predefinito Re: Focus Catalogna

    Citazione Originariamente Scritto da Biordo Visualizza Messaggio
    son d'accordo, però il mio punto è che questo non aiuta...
    Ma anche tu vivi in Catalogna?

  2. #6592
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    Predefinito Re: Focus Catalogna

    Citazione Originariamente Scritto da gameover71 Visualizza Messaggio
    Ma anche tu vivi in Catalogna?
    Ci ho vissuto un anno, adesso vengo molto spesso per lavoro.

  3. #6593
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    Predefinito Re: Focus Catalogna

    https://www.ccma.cat/tv3/alacarta/pr...video/5942132/

    reazione del President della Generalitat, Torra, al fatto che Sanchez e i suoi non hanno tempo per parlare con lui al telefono nella settimana dei disordini.

    «quins collons!»

  4. #6594
    Apolide della politica
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    Predefinito Re: Focus Catalogna

    Youtuber catalano antindipendentista abbastanza conosciuto.


  5. #6595
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    Predefinito Re: Focus Catalogna

    Citazione Originariamente Scritto da Biordo Visualizza Messaggio
    https://www.ccma.cat/tv3/alacarta/pr...video/5942132/

    reazione del President della Generalitat, Torra, al fatto che Sanchez e i suoi non hanno tempo per parlare con lui al telefono nella settimana dei disordini.

    «quins collons!»

  6. #6596
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    Predefinito Re: Focus Catalogna

    Evidentemente l'unico problema della Spagna, per i socialisti, è la salma del generale Franco.

  7. #6597
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    Predefinito Re: Focus Catalogna

    Barcellona, blocchi stradali contro la visita del Re e della principessa Leonor
    Re Felipe VI nelle prossime ore deve presiede una cerimonia di premiazione in cui debutterà la figlia, Leonor principessa di Spagna, futura regina ma un gruppo separatista lo contesta. La tensione e la preoccupazione in Spagna è alquanto alta

    Ancora proteste separatiste in Catalogna, in particolare a Barcellona, contro la visita del Re Felipe VI, prevista a partire da lunedì 4 novembre.
    Diverse centinaia di persone hanno bloccato l'arteria centrale dell'Avenida Diagonal di Barcellona per dissentire contro la visita del re di Spagna. Nelle prossime ore il sovrano accompagnerà, insieme alla regina Letizia, la principessa Leonor nella consegna dei premi Principessa di Girona 2019, che per due giorni (4 e 5 novembre) si terranno al Palazzo dei Congressi della Catalogna.
    La consegna dei premi è un compito che spetta all'erede al trono di Spagna, appunto la principessa Leonor in quanto futura regina.
    Sull'evento però incombe il pesante rischio di contestazioni e pesanti proteste se non addirittura il boicottaggio stante il clima che da settimane si sta vivendo in Catalogna con gravi episodi di violenza.
    La protesta, convocata dagli auto-nominati Comitati di Difesa della Repubblica (Cdr) e sostenuta da altre piattaforme indipendenti, si svolge di fronte al Palacio de Congresos e all'hotel Juan Carlos I, messo sotto sorveglianza dalla polizia antisommossa.
    Alla manifestazione si sono uniti gli studenti che hanno iniziato un accampamento cinque giorni fa in Plaza Universitat de Barcelona. Il Palazzo della Zarzuela, residenza del re, non ha reso noti né il luogo in cui alloggerà la famiglia reale né l'orario dell'arrivo a Barcellona.
    L'intero perimetro situato di fronte al Palacio de Congresos e l'accesso all'hotel Juan Carlos I è stato recintato dalle prime ore del pomeriggio dalle forze di sicurezza.
    La presenza di Re Felipe VI a Barcellona, con la regina e con l'erede al trono rappresenta il primo soggiorno in Catalogna dopo le pesanti sentenze contro gli ex leader separatisti. La tensione e la preoccupazione in Spagna è alquanto alta.
    Barcellona, blocchi stradali contro la visita del Re e della principessa Leonor - Rai News

  8. #6598
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    Predefinito Re: Focus Catalogna

    Tsunami Democratic: la piattaforma digitale che sta facendo tremare il governo spagnolo
    In Catalogna, c’è un movimento di protesta, che giorno dopo giorno, cresce sempre di più. È quello di “Tsunami Democratic”, una piattaforma digitale che coordina le manifestazioni pacifiche e di disobbedienza civile

    Dal 14 ottobre, giorno in cui è stata resa pubblica la sentenza del Tribunal Supremo di condanna dei leaders civili e politici catalani, Barcellona e la Catalogna sono diventati il teatro di manifestazioni a loro sostegno.

    Che cos’è Tsunami Democratic?

    Tsunami Democratic è un gruppo di cui al momento non si conoscono i vertici.
    Si è formato ed organizzato alla vigilia della sentenza di condanna del Tribunal Supremo, dei leaders civili e politici catalani, in merito ai fatti del 20 settembre e del 1 ottobre del 2017.
    Organizza le manifestazioni di protesta a sostegno dell’indipendenza della Catalogna e per denunciare la repressione dello stato spagnolo, attraverso un app e l’uso di alcuni social network.

    Come funziona Tsunami Democratic?

    Dopo aver installato l’applicazione dal sito, attraverso l’uso del codice QR, si hanno tutte le informazioni in merito alle iniziative che sono in programma sul territorio catalano.
    Attraverso l’app si riuscirà a comprendere, quante persone sono effettivamente disponibili nell’intraprendere le azioni pacifiche di disobbedienza civile ed anche stilare un calendario delle iniziative da intraprendere.
    Questo sistema permette all’organizzazione di coordinarsi meglio e di essere più efficace.
    Al momento l’app si può scaricare solo sul sito del gruppo (https://tsdem.gitlab.io/) e per farlo si necessita di un apparecchio mobile con sistema Android.
    Per quanto riguarda per i dispositivi Apple, non è possibile scaricare l’app, ma si può seguire l’attività dell’organizzazione attraverso i social: Telegram, Instagram e Twitter.
    Per i dispositivi con sistema Android, vi sono due possibilità per scaricare l’applicazione.
    La prima, (Versione 1) che è quella consigliata, riguarda gli apparecchi un pò datati.
    L’altra, invece (Versione 2), riguarda i telefonini più recenti.

    L’attività di Tsunami Democratic

    La prima manifestazione di protesta convocata è stata quella di lunedì 14 ottobre, con l’occupazione dell’aeroporto de El Prat – Josep Tarradellas di Barcellona, nonché di tutte le vie di collegamento ad esso.
    In quella giornata, la convocazione della protesta è stata un successo per Tsunami Democratic.
    Oltre ad una significativa interruzione dei servizi, vi è stata la cancellazione di quasi 150 voli, che ha avuto conseguenze sul traffico aereo nazionale ed internazionale.
    Successivamente ed ancora oggi, si riscontrano manifestazioni nelle prossimità in cui vi è la presenza dello stato iberico in Catalogna: sedi distaccate del governo centrale, prefetture, caserme della Guardia Civil e della Policia Nacional.

    Come nasce Tsunami Democratic?

    Non si è ancora compreso, come sia nato e formato questo gruppo.
    Esso non è legato ad alcun partito e a nessuna associazione.
    E’ un gruppo indipendente.
    Il suo nome, secondo alcuni esperti, deriva da un’espressione usata dal leader civile e Presidente dell’Associazione “Omnim Cultural”, Jordi Cuixart, condannato a nove anni di carcere per sedizione, il quale nelle sue lettere dalla prigione, ha scritto di uno “tsunami democratico” per lottare per la pace, la libertà e la democrazia in Catalogna.
    Secondo un importante quotidiano svizzero, di lingua francese, Le Temps, il movimento è nato alla fine di agosto, dopo un incontro che si è tenuto nei pressi di Ginevra, che ha visto la partecipazione di alcuni esponenti dell’indipendentismo catalano in esilio, fra cui l’ex Presidente Carles Puigdemont, l’attuale Presidente della Generalitat, Quim Torra ed anche alcuni politici elvetici sostenitori del processo di indipendenza della Catalogna.
    L’Associated Press, che è la prima agenzia di stampa internazionale, con sede negli Stati Uniti d’America, d’altra parte, ha addirittura pensato che questo gruppo si sia formato ben prima dell’agosto del 2019 ed abbia pianificato in maniera preventiva le azioni di protesta.

    Il successo di Tsunami Democratic sui social

    In meno di un mese, il canale di Tsunami Democratic è tra quelli che sta riscuotendo maggiore successo su Telegram.
    Secondo Telegram Analytics, ha superato i 380mila iscritti registrati ed occupa l’85° posto in questo speciale ranking, tra i canali più seguiti.
    Tsunami Democratic è seguito e con numeri che crescono sempre di più anche su Instagram e Twitter, rispettivamente con 183mila e 220mila followers.

    La reazione del governo e della giustizia spagnola

    Il 18 ottobre 2019, un giudice spagnolo dell’Audiencia National, ha ordinato la chiusura di diverse pagine web appartenenti al gruppo.
    Tsunami Democratic ha immediatamente migrato la sua homepage ad un nuovo indirizzo.
    In seguito ha pubblicato le istruzioni su come evitare la censura imposta da parte delle autorità spagnole.
    Il ministro degli Interni, Fernando Grande-Marlaska, ha dichiarato che le autorità spagnole hanno avviato un’indagine volta a scoprire le persone che vi sono dietro al gruppo.
    Secondo quanto riferito, il governo ha anche esaminato la possibilità se ci celasse o meno la presenza di Carles Puigdemont.
    L’organizzazione ha negato in maniera categorica, così come lo stesso Presidente in esilio, ha affermato di non sapere chi fossero gli organizzatori del gruppo.
    La Guardia Civil ha inviato una richiesta di rimozione sul territorio spagnolo, delle pagine web dell’organizzazione a GitHub, che è un servizio di hosting per progetti software di propietà della Microsoft.
    Per una questione di trasparenza, la GitHub, ha pubblicato la petizione da parte della Guardia Civil, la quale ha accusato Tsunami Democratic, di essere un’organizzazione criminale che promuove attacchi terroristici.

    Cosa potrà accadere in futuro?

    Accusare Tsunami Democratic di terrorismo, appare eccessivo, soprattutto se consideriamo che in Spagna, vi è stata l’ETA, l’organizzazione terroristica basca, che ha ucciso 822 persone tra civili e membri della polizia e dell’esercito.
    La vicenda catalana è scoppiata e cresciuta di giorno in giorno. Dall’anno 2010, in cui vi è stata la bocciatura dello Statuto, che era stato già ampiamente rivisto, modificato ed approvato, da parte del Tribunale Costituzionale, dopo un’istanza presentata del Partido Popular.
    Se da una parte c’è la Catalogna, che chiede dialogo e confronto; dall’altra c’è la Spagna, imprigionata ancora da un recente e triste passato mai dimenticato, che oggi, alla vigilia delle quarte elezioni politiche in quattro anni, sembra aver paura di sedersi al tavolo del confronto.
    Censurare e reprimere il dissenso con la violenza non è mai positivo.
    Quello che emerge, è che vi è un assoluto bisogno di un dibattito civile e democratico, uno scenario che al momento appare, purtroppo, impossibile da concretizzarsi.
    https://www.psbprivacyesicurezza.it/...erno-spagnolo/

  9. #6599
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    Predefinito Re: Focus Catalogna

    Lo tsunami che muove Barcellona avrebbe le sue origini a Ginevra
    Un'organizzazione misteriosa - «Tsunami Democràtic» - canalizza le manifestazioni che scuotono la Catalogna. Sarebbe stato concepito in Svizzera da leader separatisti
    16 ottobre 2019

    Nel landerneau politico-mediatico spagnolo, la domanda è sulla bocca di tutti: chi si nasconde dietro «Tsunami Democràtic»? A un mese e mezzo dal suo lancio, questa piattaforma digitale ha già circa 250.000 «amici» o utenti. Nei giorni scorsi, questo movimento è diventato la spina dorsale della protesta popolare che sta scuotendo le strade di Barcellona, ​​dopo che lunedì la Corte suprema spagnola ha imposto pesanti condanne penali a leader catalani indipendenti. Tuttavia, anche se le principali parti interessate lo negano, molte indicazioni indicano la stessa direzione: è a Ginevra che risiede l'origine di questo tsunami catalano.

    Preparare il seguito

    L'incontro è passato praticamente inosservato. Alla fine di agosto, nella tranquillità della campagna di Ginevra, si sono riunite le figure principali che oggi incarnano l'indipendenza catalana, ad esclusione dei leader imprigionati. Tra questi, il presidente della Generalitat (il governo catalano) Quim Torra e il suo predecessore Carles Puigdemont (fuggito in Belgio e che spesso si reca a Ginevra). Così come Marta Rovira, segretaria generale della Sinistra repubblicana della Catalogna (CER), ricercata dalla giustizia spagnola e stabilitasi a Ginevra dal marzo dello scorso anno.

    Sul programma di questo incontro a Ginevra: cercare di unificare il campo di indipendenza, che riunisce tendenze politiche molto diverse, ma anche di preparare la continuazione del movimento dopo le attese sentenze della Corte suprema spagnola. In un video che sembra aver accompagnato l'incontro e che verrà pubblicato sui social network pochi giorni dopo, Carles Puigdemont e Marta Rovira insistono sulla necessità di «agire» e «prendere l'iniziativa». Dovrebbe essere, osserva l'ex capo del governo catalano, una «azione combinata» tra istituzioni e società, ma anche «tra l'interno e l'esterno», un piano che si combina tra coloro che sono rimase in Catalogna e quelli che si trovano «in esilio» all'estero. In breve, qui è esposto un vero piano di battaglia.

    Due giorni dopo, il 2 settembre, lo Tsunami Democràtic ha rilasciato la sua prima dichiarazione. Il movimento sostiene «ironia, creatività e diversità». Afferma non come un'organizzazione ma come una «campagna costante, continua e inesauribile». Tutti dovranno essere i protagonisti di questa nuova ondata. «Lo tsunami sei tu», conclude il messaggio. I media spagnoli che hanno seguito il caso dicono quanto segue: Marta Rovira ritrasmette il messaggio dello Tsunami 3 minuti dopo la sua apparizione. Ci vorranno circa quindici minuti in più per Oriol Junqueras (uno dei leader politici incarcerati) e Carles Puigdemont per reagire a loro volta. Seguirà il presidente del governo Quim Torra. Alcune ore dopo, l'account Twitter del movimento ha già più di 10.000 follower.

    Da lunedì lo Tsunami Democràtic ha mostrato una formidabile efficienza. Invocando la non violenza, ha incanalato la rabbia di gran parte della società catalana indignata dalle pesanti condanne (tra 9 e 13 anni di carcere) che hanno sequestrato i leader separatisti in carica. Il movimento determina le azioni da intraprendere. Utilizza l'applicazione Telegram che garantisce l'anonimato assoluto. In mancanza di garanzie sufficienti, non è ancora accessibile agli utenti di un iPhone.

    Ma i suoi progettisti ci stanno lavorando e, dopo le dimostrazioni che si sono concentrate sull'aeroporto di Barcellona e poi sul centro città, hanno promesso mercoledì «nuove chiamate per il futuro dello tsunami». I misteriosi orchestratori della mobilitazione fanno girare la metafora: la nuova azione, promettono, sarà annunciata «quando migliaia di nuove gocce saranno collegate all'applicazione».

    Sotto shock

    Questa gestione digitale della rabbia separatista ha fatto uscire i politici spagnoli dai cardini. Primo fra tutti, il ministro socialista dell'interno Fernando Grande-Marlaska: « Naturalmente c'è un'indagine (sullo Tsunami Democràtic). Abbiamo servizi di intelligence e informazione davvero efficaci e non dubitiamo che finalmente sapremo chi c'è dietro questo movimento», ha detto alla televisione nazionale spagnola.

    Le osservazioni del ministro hanno echeggiato ancora di più poiché parte della Catalogna è ancora sotto shock. L'ombra dell'accusa di «sedizione» - su cui si è basata la giustizia spagnola e che ha inflitto ai separatisti sanzioni molto severe - è ormai al centro dell'intero dibattito. Contattato da Le Temps, sia il governo catalano che Marta Rovira negano categoricamente di essere all'origine di questa «operazione tsunami». Le manifestazioni organizzate dallo Tsunami Democràtic hanno in particolare messo in pericolo il lavoro dei controllori del traffico aereo dell'aeroporto di Barcellona, notano a Madrid. Cosa che potrebbe procurare, in questi giorni, una pesante pena detentiva.
    https://www.letemps.ch/monde/tsunami...gines-geneve-0
    (originale in francese, traduzione di Google e mia)

  10. #6600
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    Predefinito Re: Focus Catalogna

    Indipendentisti Catalani al record storico in elezioni statali del 42,6% (era 39% circa nelle precedenti). Il dato vero sarebbe probabilmente leggermente più alto perché i duri e puri non votano nelle elezioni spagnole dopo la proclamazione della repubblica catalana. Ma il 50% rimane oggettivamente parecchio lontano.

 

 
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