





Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
(Pablo Neruda - Attribuita)


Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
(Pablo Neruda - Attribuita)


Domenica 1 ottobre, il giorno in cui Mariano Rajoy ha perso per sempre la Catalogna. Il presidente del governo spagnolo ha regalato su un vassoio d’argento la vittoria definitiva di immagine all’indipendentismo catalano, e ha caricato di ragioni tutti quelli che per un motivo o per l’altro stavano dubitando se partecipare a quello che, a buon rigore, non può considerarsi un vero e proprio referendum.
Le immagini della giornata hanno fatto il giro del mondo: code chilometriche dalle 5 di mattina fino a notte inoltrata di persone che volevano votare e che volevano difendere il proprio voto, evitando che venisse sequestrato dalla polizia spagnola; le manganellate della polizia su votanti inermi, donne, anziani; gli 844 feriti (secondo la Generalitat), fra cui una persona che rischia di perdere un occhio per le pallottole di gomma usate dalla polizia spagnola (ma che sono fuori legge in Catalogna).
Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
(Pablo Neruda - Attribuita)




Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
(Pablo Neruda - Attribuita)


Forse non è chiara una cosa: il 6 settembre il parlamento catalano ha approvato una legge, secondo la quale a 48h dal referendum (senza quorum, ricordiamolo) concluso avrebbero dichiarato l'indipendenza. Legge chiaramente dichiarata incostituzionale, ma loro a quanto pare con la Costituzione su cui hanno giurato (ed in base alla quale hanno l'autonomia che hanno) ritengono di potercisi pulire le terga.
Ora, la situazione che tu prospetti è la seguente: li fai votare, dici che è nullo, quelli se ne fottono e dichiarano l'indipendenza; partendo peraltro da una posizione che a quel punto è spacciata come supportata dai risultati di una consultazione popolare.
A quel punto che fai?
Prima o poi o quelli mollano, o molli tu, oppure devi usare la forza per ripristinare l'ordine costituzionalmente definito.
Il dubbio può essere: meglio farlo prima di un referendum incostituzionale e dai fini eversivi, o dopo?
Senza contare il fatto che quel referendum è a tutti gli effetti un reato. E' come se la polizia sapesse che un gruppo sta organizzando un golpe, ma non può fermarlo prima, deve aspettare che lo ponga in essere. Altrimenti sui socials i mongoloidi iniziano a belare di ggente e libberdà...ma andiamo su!
A tuo modo sei assai romantico, Nic - PiccolaIena


A me rajoy non pare un genio, ma era oggettivamente in una posizione del cacchio
Avesse agito contro l'assemblea catalana in maniera decisa gli avrebbero dato del franchista
Avesse ricordato l'illegalità del voto senza fare nulla sarebbe parso un soprammobile tipo il re
È intervenuto per ostacolare il voto gli hanno dato del franchista
L'unica vera cagata è stata quella di mantenere un briciolo di fiducia nelle forze dell'ordine catalane che gli hanno sputtanato la prova di forza
Le carte buone ce le avevano in mano i politici catalani e anche giocandole male si sono rifatti una verginità politica
Garante del tessuto democratico del Paese


Temporeggiare o, perlomeno, lasciare che la cosa sfumasse, facendo leva sulla nullità del referendum, su Bruxelles e sui numeri.
Invece l'inetto mongolino Rajoy ha voluto usare metodi feudali gettando benzina sul fuoco.
Risultato: i catalani ora hanno pure la carta delle violenze e delle minacce della polizia.
I catalani da soli non andavano da nessuna parte, ora invece possono fare ancora più leva sul discorso repressione. Che dire, un genio.