

La ministra di cultura del governo catalano (conseller de cultura), chiede scusa non per saper sprimersi bene in spagnolo perchè secondo lei, "non lo usa"
https://www.losreplicantes.com/artic...aneja-espanol/
La consejera catalana de Enseñanza, en apuros porque "no practica el español"
La consejera de Enseñanza, Clara Ponsatí, se vio en problemas durante el pasado viernes en una rueda de prensa porque "no practico el español". La responsable de Educación no terminó como debería su alocución porque tuvo problemas para conjugar y construir las frases en el idioma que hablan 400 millones de personas.
El encuentro con los periodistas se produjo, paradójicamente, durante la presentación del nuevo curso escolar en el que se mostró el plan que la Consejería ha aprobado para educar a los pequeños de la comunidad.
Sin embargo, la responsable se vio en apuros y tuvo que pedir disculpas tras lo cual se reafirmó y, con serias dificultades y algo de sorna, afirmó que ella "domina el español".
Mai discutere con un idiota, ti trascina al suo livello e ti batte con l'esperienza.








In Catalogna era lo stesso; hanno preso il dialetto parlato a Barcellona e lo hanno imposto a ttute le altre provincie.
Nei Paesi Baschi è ancora peggio: visto che comunque serviva una "lingua" comune, visto che lì c'erano talmente tanti dialetti che neanche si capivano tra loro, e visto che lì non c'era una capitale come Barcellona, il dialetto che hanno imposto a tutti è stato molto criticato, perché ovviamente ogni città voleva che fosse il suo dialetto a essere elevato a "lingua" ufficiale. Quindi oggi un cittadino basco parla tre lingue: il suo dialetto locale, la "lingua" basca imposta dalla regione a tutti i baschi e lo spagnolo.
La plebaglia spesso sbaglia


Nessuno scandalo. Solo per giustificare il catalanismo spinto del popolino incolto, specie i più giovani.
Però a Napoli la lingua veicolare non è "o napulitane"... e torniamo al punto di partenza. Ah, no, scusa, dimenticavo, il catalano è una "lingua" mentre il napoletano è un dialettostudiare su manuali scritti nella propria madrelingua...![]()
Seriamente. Io sono favorevole al mantenimeto dei dialetti. Per esempio, alle medie (non alle elementari, dove devono imparare a leggere e scrivere in italiano), un'ora a settimana di dialetto. A Roma per esempio un'ora a settimana dedicata ai sonetti di Belli, di Pascarella, etc.Dovrebbero adottarla anche qui in Italia una strategia del genere. In alcune aree sarebbe efficace come misura contro l'abbandono scolastico (penso a Scampia o alla Sardegna rurale).
La plebaglia spesso sbaglia


Intanto, secondo La Vanguardia, il govern starebbe pensando di evitare la DUI e convocare autonomamente elezioni. Questo dovrebbe evitare l'applicazione del 155. Poi se alle elezioni vinceranno gli unionisti, finisce là (almeno per qualche anno).Vincessero gli indipendentisti, in bocca al lupo all'unità della spagna.


Io l'ho imparato a scuola, e non son figlio di leghisti...
Al giorno d'oggi mica è necessario stamparli per forza. Possono fare degli e-book...adottare testi in dialetto significherebbe farli nemmeno per regione, ma spesso per provincia. il che già rende l'idea dell'infattibilità della cosa.
Sono i linguisti a sostenere che l'uso del vernacolo locale come lingua veicolare potrebbe essere una misura effice contro l'abbandono scolastico che in alcune aree pare una piaga irrisolvibile.


Sono entrambe lingue. Ed a Napoli dovrebbe essere una delle lingue veicolari.
Alle elementari fanno già inglese... qualche ora di lingua locale non impedirebbe di certo di imparare a leggere e scrivere in italiano. Anzi, forse aiuterebbe (si capirebbero prima le differenze tra esso e l'idioma locale)...Seriamente. Io sono favorevole al mantenimeto dei dialetti. Per esempio, alle medie (non alle elementari, dove devono imparare a leggere e scrivere in italiano), un'ora a settimana di dialetto. A Roma per esempio un'ora a settimana dedicata ai sonetti di Belli, di Pascarella, etc.