No, io sono per la tutela delle lingue di minoranza locali, ma solo se questa tutela non va a ledere l'utilizzo primario e non contestabile della lingua italiana.
In Alto Adige questo non avviene quindi è un'anomalia che va corretta.
Il concetto è che se io mi trasferisco a Martello (100 % tedescofono) e mando mio figlio a scuola li, gli insegnanti della scuola sono obbligati ad insegnare a mio figlio in ITALIANO, non lui ad imparare il tedesco. Poi uno gli farà studiare anche tedesco per convenienza, si, ma non ci può essere l'obbligo.
Se io vado negli uffici pubblici a Martello, gli impiegati devono parlare italiano con me, non sono io a dover studiare tedesco per parlare con loro.
Se io decido di lavorare in un ufficio pubblico a Martello, la gente che si rivolge a me lo fa in italiano e io rispondo in italiano, se vogliono parlare crucco vanno da un altro impiegato cruccofono. Io devo avere il diritto a lavorare in qualunque punto dello Stato Italiano senza l'obbligo di conoscere alcuna lingua straniera, come invece è adesso.
Se questo diritto non è garantito allora abbiamo un problema.





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