
Originariamente Scritto da
CPisacane
Cireno,
la visione di un Belinguer che è comunque comunista, è una tua osservazione, una osservazione da ex PSI.
Berlinguer è stato un leader debole ed incerto, un riformista che ha rappresentato un partito diviso in correnti, fragile, vulnerabile, voluto, costruito politicamente, fragile e vulnerabile proprio per non spaventare troppo la borghesia, gli antagonisti.
Il PCI della solidarietà nazionale non è un partito marxista, il PCI che difente il primato degli accordi, subalterno ad una DC forte e rappresentativa degli interessi di una società borghese, non è un partito marxista...
Berlinguer chiude la sua stagione del compromesso storico facendo un drammatico passo indietro davanti ai cancelli della FIAT il 26/9/80, quando finalmente si appella alla necessità di: - Forme più acute di lotta- le parole sono sue, ma oramai è tardi, troppo tardi, quello è un Berlinguer e insieme un PCI, battuti dalla storia.
Dov'è finito davanti ai cancelli di Mirafiori quel tuo comunismo in un paese capitalista (?), insomma quello a cui fai riferimento tu?
Come immagino tu sappia bene, il comunismo prende le mosse dal capitalismo ( Marx), e da dove altrimenti?
Quella di Berlinguer allora fu la dichiarazione di resa di un PCI che preparava la strada a Craxi... e poi ad Occhetto, ai giubilatori di un movimento che non è mai riuscito a trasformare una classe in sé, in una classe per sé.
Mi dispiace (per modo di dire) per Gramsci, per Togliatti, per Berlinguer e per te... ma non esiste una via italiana al comunismo, esiste solo il marxismo che non fa accordi con il capitale!