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Discussione: La sinistra oggi

  1. #851
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    Predefinito Re: La sinistra oggi

    Citazione Originariamente Scritto da CPisacane Visualizza Messaggio
    Cireno,
    vedi, questa circostanza (la falsificazione delle idee di Trotzskij) ci da l'occasione per un chiarimento intorno all'orgomento del 3d: la sinistra oggi.
    Con sinistra nel contesto politico si indica solo la componente del Parlamento che siede alla sinistra del Presidente dell'assemblea, convenzionalmente le posizioni politiche opposte alla destra, in una assemblea parlamentare borghese.
    Il marxismo, il comunismo, i comunisti, sono rivoluzionari, e le assemblee rivoluzionarie rappresentano l'unità ideale socio politica dei lavoratori che si costituiscono in "congressi".
    Sotto un profilo puramente formale l'assetto di uno stato socialista è profondamente diverso da quello di uno stato borghese, non ha quindi alcun senso parlare di sinistra o di destra, il marxismo pertanto non è né di sinistra, né di destra.
    Quando noi comunisti andiamo a considerare le posizioni politiche di qualcuno lo facciamo in rapporto alla scienza marxista.
    Dunque quando un borghese, definisceTrotzskij e Stalin semplicemente due comunisti, noi troviamo la risposta a ciò che ci interessa nell'analisi scientifica, materialista e dialettica delle loro posizioni politiche sapendo bene che non possono esserci due o più marxismi.
    Il marxismo, in una fase rivoluzionaria è lotta di classe e dittatura del proletariato, superata quella fase diventa comunismo, nella fase rivoluzionaria non c'è comunismo ma solo una associazione proletaria, il partito (in attesa si realizzi la condizione della soppressione delle classi), nella quale il libero sviluppo di ciascuno è la condizione del libero sviluppo di tutti.
    OK, e questi sono i binari sui quali deve, dovrebbe (il condizionale è obbligato dalle condizioni del momento e del luogo), camminare il marxismo, prima, nella fase rivoluzionaria, come lotta di classe e dittatura del proletariato e quindi attraverso la fase socialista, questo almeno è quanto mi è sempre stato insgenato quando avevo i capelli castani, arrivare al comunismo. Sappiamo, penso che chi ha studiato Marx queste cose diovrebbe saperle, ma....ecco, carissimo, ma noi dobbiamo OGGI lottare per cercare ALMENO di medicare qualcuna delle troppe ferite al corpo sociale più debole che questo capitalismo liberista ogni giorno inferisce con la sua cecità. Quindi, amico, dobbiamo prendere atto della realtà oggettiva e, magari lottando per portare il corpo sociale su quei binari, cercare di operare come SINISTRA oper osteggiare DESTRE diverse e POPULISMO vario, che è perfino più pericoloso della destra.
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

  2. #852
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    Predefinito Re: La sinistra oggi

    Cireno,
    tu immagino conosci questo stralcio da :Il Manifesto del Partito Comunista:

    Nella stessa misura in cui si sviluppa la borghesia, ossia il capitale, di pari passo si sviluppa anche il proletariato, ossia la classe dei moderni operai, che vivono solo fin quando trovano lavoro e trovano lavoro solo fin quando il loro lavoro accresce il capitale. Questi operai, che si vedono costretti a vendersi al minuto, sono una merce al pari di qualunque altro articolo commerciale e per questo sono altrettanto esposti a tutte le alterne vicende della concorrenza, a tutte le oscillazioni del mercato...
    Il costo dell'operaio si limita in conseguenza ai semplici mezzi di sussistenza che gli occorrono per vivere e e per perpetuare la sua razza.
    Il prezzo di ogni merce, compreso il lavoro, è uguale al suo costo di produzione; e perciò, a misura che cresce l'odiosità del lavoro, il salario diminuisce.


    La realtà oggettiva è solo questa!
    O forse credi che le " medicazioni" a cui fai riferimento possano in qualche maniera modificare le regole e quel " mercato" capitalista e che quello possa essere ricondotte su differenti binari?
    Nel Manifesto Marx continua e spiega bene:

    Il proletariato attraversa diverse fasi di evoluzione. La sua lotta contro la borghesia comincia
    dalla sua nascita.
    Dapprima lottano uno per uno i singoli operai, poi gli operai di una sola fabbrica, in seguito tutti gli operai di una data arte in un dato luogo contro il singolo borghese che direttamente li sfrutta. Questi non si limitano a rivolgere i loro attacchi contro il modo di produzione borghese, a li dirigono contro gli stessi strumenti della produzione: distruggono le merci straniere, che fanno loro concorrenza, distruggono le macchine, incendiano le fabbriche, e si sforzano di riacquistare la perduta posizione dell’artigiano medievale.
    In questo primo stadio dello sviluppo, gli operai formano una massa incoerente dispersa in tutto il paese, e sparpagliata dalla concorrenza. Se qualche volta gli operai si raccolgono in massa compatta, ciò non è dovuto alla loro propria e spontanea azione, ma all’azione unita della borghesia, la quale per raggiungere i propri fini politici deve mettere in moto l’intero proletariato, e si trova ancora in grado di farlo. In questa prima fase i proletari non combattono i loro nemici, ma i nemici dei loro nemici, e cioè gli avanzi della monarchia assoluta, i proprietari fondiari, i borghesi non industriali, i piccoli borghesi. Tutta l’azione storica è nelle
    mani della borghesia, ed ogni vittoria è una sua vittoria.

    DI QUALI CURE PARLI? Fammi capire bene, altrimenti il populista è belle e che servito!
    Non c'è che un' unica vera medicina : IL COMUNISMO!

  3. #853
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    Predefinito Re: La sinistra oggi

    Io conosco il Manifesto per averlo letto più volte e più volte discusso con diversi compagni, sia socialisti (io ero nel PSI poi me ne sono andato nel PSIUP con Basso e Magri e Foa quando arrivo Craxi) che comunisti. Però vedi, caro CPisacane, la mia tesi di laurea in Scienze Politiche alla Statale di Milano, aiutato dal compianto Elio Vittorini, era incentrata sulle lotte degli operai per l'affermazioni di alcuni diritti elementari e dei sindacati che allora nascevano, alla fine del XIX secolo prendendo a spunto il Metello di Vasco Pratolini.
    Perchè ti dico questo della mia vita? per farti capire che io, senza essere cattolico praticante, seguo comunque, cerco di seguire, i dieci comandamenti di cui Mosè ecc. e cerco di seguirli perchè sono semoplicemnte REGOLE DI VITA CIVILE non perchè Dio sotto forma di cespuglio bruciante le scolpì sulla pietra per Mosè, e quindi, allo stesso modo, seguo le regole marxiste per poter arrivare a una società quantomeno socialista, il primo passo, e mi batto per questo, ma non posso, non potrei mai, estraniarmi dalla realtà attuale he, come ti ho detto, avrebbe bisogno di forti aggiustamenti per le condizioni della gente.
    E ora ti racconto un fatto: io conoscevo alcuni elementi delle BR e di Prima Linea. Ho discusso con loro più volte perchè NON CREDEVO alla scelta temporale delle loro lotte, le pensavo premature, cioè, e destinate a fallire. Abbiamo smesso di discutere quando, il giorno prima che Moro fosse ucciso, il pomeriggio del giorno prima, due di loro mi comunicarono quello che poi sarebbe avvenuto il giorno dopo. Mi arrabbiai così tanto, con loro, che le urla mie erano così forti che la portinaia venne a suonarmi il campanello dello studio per dirmi"dottore fuori(il mio studio era a pinao terra e dava su un giardino)si sente tutto"
    Urlavo con loro e gli diedi perfino del fascista, e anche allora uno di loro mi disse che "il comunismo non si conquista con la pietà".

    Uno di loro è morto, l'altro vive a Parigi credo con un nome diverso, un altro ha scontato la sua pena in Italia contrattandola (stava rifugiato all'estero). Insomma, caroCP, io sono avanti con gli anni e queste cose le ho passate e passate e passate. Ed è per questo che ora dico:coltivariamo l'albero, ma non trascuriamo i contadini che non stanno bene
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

  4. #854
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    Predefinito Re: La sinistra oggi

    Se come dici hai visssuto da "vicino" gli anni delle BR, ma anche del PCI di Berlinguer e dellea DC di Moro, del " compromesso storico" insomma, avrai già individuato gli errori in cui la "classe" venne trascinata al tempo...
    Ora io qui non voglio discutere se la responsabilità di quella sconfitta fu delle BR o del PCI o della DC, talmente è chiaro che al tempo il proletariato era semplicemente una classe in se e non per se.
    Hai scritto di essere un estimatore dell'idea gramsciana, di averlo letto,e di leggerlo ancora, io invece rimango marxista e proprio in relazione agli anni di cui hai parlato sopra mi chiedo, ma se Gramsci avesse avuto ragione perchè le cose sono rimaste le stesse? Nel periodo di cui hai fatto menzione tu l'egemonia (quella culturale, intesa in modo gramsciano) era appannaggio dei lavoratori, e ci sarebbe dovuto essere quel passaggio da egemonia a dominio, come anticipato da Gramsci, un passaggio che avrebbe dovuto cambiare le cose a favore della classe proletaria, senza bisogno di rivoluzioni, ma come mai ciò non è avvenuto?
    Invece, proprio come aveva detto Marx:
    -Anche la situazione più favorevole alla classe operaia, un aumento quanto più possibile rapido del capitale, per quanto possa migliorare la vita dell'operaio non elimina il contrasto tra i suoi interessi e gli interessi del borghese, gli interessi del capitalista. Profitto e salario stanno, dopo come prima, in proporzione inversa-
    le cose sono rimaste le stesse!

  5. #855
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    Predefinito Re: La sinistra oggi

    Citazione Originariamente Scritto da CPisacane Visualizza Messaggio
    Se come dici hai visssuto da "vicino" gli anni delle BR, ma anche del PCI di Berlinguer e dellea DC di Moro, del " compromesso storico" insomma, avrai già individuato gli errori in cui la "classe" venne trascinata al tempo...
    Ora io qui non voglio discutere se la responsabilità di quella sconfitta fu delle BR o del PCI o della DC, talmente è chiaro che al tempo il proletariato era semplicemente una classe in se e non per se.
    Hai scritto di essere un estimatore dell'idea gramsciana, di averlo letto,e di leggerlo ancora, io invece rimango marxista e proprio in relazione agli anni di cui hai parlato sopra mi chiedo, ma se Gramsci avesse avuto ragione perchè le cose sono rimaste le stesse? Nel periodo di cui hai fatto menzione tu l'egemonia (quella culturale, intesa in modo gramsciano) era appannaggio dei lavoratori, e ci sarebbe dovuto essere quel passaggio da egemonia a dominio, come anticipato da Gramsci, un passaggio che avrebbe dovuto cambiare le cose a favore della classe proletaria, senza bisogno di rivoluzioni, ma come mai ciò non è avvenuto?
    Invece, proprio come aveva detto Marx:
    -Anche la situazione più favorevole alla classe operaia, un aumento quanto più possibile rapido del capitale, per quanto possa migliorare la vita dell'operaio non elimina il contrasto tra i suoi interessi e gli interessi del borghese, gli interessi del capitalista. Profitto e salario stanno, dopo come prima, in proporzione inversa-
    le cose sono rimaste le stesse!
    Non "se come dico ho vissuto da vicino", ma se hai vissuto da vicino (il come dici non serve perchè non ho niente da vantare o da nascondere, quei tempi li ho vissuti, vi ho partecipato, ).

    Sono stato un grande estimatore di Berlinguer e condividevo la sua visione comunque comunista, di adattare la tattica a una strategia di lungo termine. Come hai potuto notare scrivo quasi mostrando in maniera netta la mia idea di comunismo possibile in un Paese capitalista che ancora non è arrivato a mettere il resto del corpo nella merda (per ora questa sostanza arriva alla gola).
    Gramsci: non tutto di Gramsci io condivido, diciamo quasi tutto, ma nemmeno di un Marx pedissequamente applicato oggi, o domani, quando il mondo è drasticamente cambiato (non parlo dal rapporto padrone-operaio che non può cambiare) condividerei tutto. Certo, quello che ha scritto Marx è il Messaggio Laico, ma abbiamo anche un cervello per poterlo adattare alle diverse situazioni che ci si presentano, camminando su quel famoso binario, però
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

  6. #856
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    Predefinito Re: La sinistra oggi

    Citazione Originariamente Scritto da CPisacane Visualizza Messaggio
    Invece, proprio come aveva detto Marx:
    -Anche la situazione più favorevole alla classe operaia, un aumento quanto più possibile rapido del capitale, per quanto possa migliorare la vita dell'operaio non elimina il contrasto tra i suoi interessi e gli interessi del borghese, gli interessi del capitalista. Profitto e salario stanno, dopo come prima, in proporzione inversa-
    le cose sono rimaste le stesse!
    Addio Tomàs
    siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i 5 stelle

  7. #857
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    Predefinito Re: La sinistra oggi

    Citazione Originariamente Scritto da CPisacane Visualizza Messaggio
    Se come dici hai visssuto da "vicino" gli anni delle BR, ma anche del PCI di Berlinguer e dellea DC di Moro, del " compromesso storico" insomma, avrai già individuato gli errori in cui la "classe" venne trascinata al tempo...
    Ora io qui non voglio discutere se la responsabilità di quella sconfitta fu delle BR o del PCI o della DC, talmente è chiaro che al tempo il proletariato era semplicemente una classe in se e non per se.
    Hai scritto di essere un estimatore dell'idea gramsciana, di averlo letto,e di leggerlo ancora, io invece rimango marxista e proprio in relazione agli anni di cui hai parlato sopra mi chiedo, ma se Gramsci avesse avuto ragione perchè le cose sono rimaste le stesse? Nel periodo di cui hai fatto menzione tu l'egemonia (quella culturale, intesa in modo gramsciano) era appannaggio dei lavoratori, e ci sarebbe dovuto essere quel passaggio da egemonia a dominio, come anticipato da Gramsci, un passaggio che avrebbe dovuto cambiare le cose a favore della classe proletaria, senza bisogno di rivoluzioni, ma come mai ciò non è avvenuto?
    Invece, proprio come aveva detto Marx:
    -Anche la situazione più favorevole alla classe operaia, un aumento quanto più possibile rapido del capitale, per quanto possa migliorare la vita dell'operaio non elimina il contrasto tra i suoi interessi e gli interessi del borghese, gli interessi del capitalista. Profitto e salario stanno, dopo come prima, in proporzione inversa-
    le cose sono rimaste le stesse!
    e infatti la vita del lavoratore (operaio o impiegato) non è migliorata affatto, da 50 anni a questa parte; salvo i pochi (ormai) che godono di impieghi a tempo indeterminato, con salari a stento sufficienti alla sopravvivenza, gli altri devono fare salti mortali per sopravvivere, e in moltissimi casi sopravvivere a spese di parenti quando i periodi di disoccupazione diventano troppo lunghi. Di tutto questo si da colpa alla crisi,,, ma tolte le modeste attività economiche gestite da improvvisati che tentano di districarsi dalla miseria,, il grande capitale e le grandi imprese, spesso monopolistiche, sopravvivono alla grande, vedono i loro utili aumentare a dismisura, proprio per il costo della mano d'opera, che è tenuto basso artificialmente per l'intervento compiacente di sindacati addomesticati, per l'utiizzo massiccio di robot, e per ritmi di lavoro al limite dello sfinimento.
    Mentre la sinistra latita e gioca con le parole (sempre poche) e i contorsionismi strategici.
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  8. #858
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    Predefinito Re: La sinistra oggi

    Cireno,
    la visione di un Belinguer che è comunque comunista, è una tua osservazione, una osservazione da ex PSI.
    Berlinguer è stato un leader debole ed incerto, un riformista che ha rappresentato un partito diviso in correnti, fragile, vulnerabile, voluto, costruito politicamente, fragile e vulnerabile proprio per non spaventare troppo la borghesia, gli antagonisti.

    Il PCI della solidarietà nazionale non è un partito marxista, il PCI che difente il primato degli accordi, subalterno ad una DC forte e rappresentativa degli interessi di una società borghese, non è un partito marxista...
    Berlinguer chiude la sua stagione del compromesso storico facendo un drammatico passo indietro davanti ai cancelli della FIAT il 26/9/80, quando finalmente si appella alla necessità di: - Forme più acute di lotta- le parole sono sue, ma oramai è tardi, troppo tardi, quello è un Berlinguer e insieme un PCI, battuti dalla storia.
    Dov'è finito davanti ai cancelli di Mirafiori quel tuo comunismo in un paese capitalista (?), insomma quello a cui fai riferimento tu?
    Come immagino tu sappia bene, il comunismo prende le mosse dal capitalismo ( Marx), e da dove altrimenti?
    Quella di Berlinguer allora fu la dichiarazione di resa di un PCI che preparava la strada a Craxi... e poi ad Occhetto, ai giubilatori di un movimento che non è mai riuscito a trasformare una classe in sé, in una classe per sé.
    Mi dispiace (per modo di dire) per Gramsci, per Togliatti, per Berlinguer e per te... ma non esiste una via italiana al comunismo, esiste solo il marxismo che non fa accordi con il capitale!

  9. #859
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    Predefinito Re: La sinistra oggi

    berlinguer ha seguito l'esempio di togliatti che rimise i fascisti a fare i giudici e a fare i poliziotti in modo che nulla cambiasse nei secoli... e quelli che sono venuti dopo si sono adeguati sino aella vergogna attuale che non riescono neppure a far finta di essere diversi dai padroni. rimane il fatto che la prima realizzazione marxista della storia ha purtroppo prestato il fianco a critiche fondate, cosi come critiche fondate si possono e si devono fare a questo capitalismo selvaggio che ci sta riducendo tutti a pezzenti stressati dal capitale e da sinistre annacquate,
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  10. #860
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    Predefinito Re: La sinistra oggi

    Citazione Originariamente Scritto da CPisacane Visualizza Messaggio
    Cireno,
    la visione di un Belinguer che è comunque comunista, è una tua osservazione, una osservazione da ex PSI.
    Berlinguer è stato un leader debole ed incerto, un riformista che ha rappresentato un partito diviso in correnti, fragile, vulnerabile, voluto, costruito politicamente, fragile e vulnerabile proprio per non spaventare troppo la borghesia, gli antagonisti.

    Il PCI della solidarietà nazionale non è un partito marxista, il PCI che difente il primato degli accordi, subalterno ad una DC forte e rappresentativa degli interessi di una società borghese, non è un partito marxista...
    Berlinguer chiude la sua stagione del compromesso storico facendo un drammatico passo indietro davanti ai cancelli della FIAT il 26/9/80, quando finalmente si appella alla necessità di: - Forme più acute di lotta- le parole sono sue, ma oramai è tardi, troppo tardi, quello è un Berlinguer e insieme un PCI, battuti dalla storia.
    Dov'è finito davanti ai cancelli di Mirafiori quel tuo comunismo in un paese capitalista (?), insomma quello a cui fai riferimento tu?
    Come immagino tu sappia bene, il comunismo prende le mosse dal capitalismo ( Marx), e da dove altrimenti?
    Quella di Berlinguer allora fu la dichiarazione di resa di un PCI che preparava la strada a Craxi... e poi ad Occhetto, ai giubilatori di un movimento che non è mai riuscito a trasformare una classe in sé, in una classe per sé.
    Mi dispiace (per modo di dire) per Gramsci, per Togliatti, per Berlinguer e per te... ma non esiste una via italiana al comunismo, esiste solo il marxismo che non fa accordi con il capitale!
    Mi sembra di capire che tu dai una grande importanza al partito come a il mezzo per guidare le masse alla rivoluzione. Sempre con Gramsci io ribadisco, ancora con sue parole voglio dire, l’importanza relativa del partito rispetto alla meta da raggiungere. Gramsci ha scritto (in una lettera a Togliatti e a Terracini nel 1924)

    Storicamente un partito non è mai definito e non lo sarà mai, poiché esso si definirà quando sarà diventato tutta la popolazione, cioè quando sarà sparito. Fino alla sua sparizione, per aver raggiunto i fini massimi del comunismo, esso attraverserà tutta una serie di fasi transitorie e assorbirà volta per volta elementi nuovi nelle due forme storicamente possibili: per adesione individuale o per l’adesione di gruppi più o meno grandi.
    Ecco, sottolineo questo passaggio “Fino alla sua sparizione, per aver raggiunto i fini massimi del comunismo, esso attraverserà tutta una serie di fasi transitorie e assorbirà volta per volta elementi nuovi…” perché è quello he io cerco di dirti da quando ci scambiamo pensieri.

    Io so benissimo, e lo sapeva anche Gramsci, quanto sia importante un gruppo dirigente per un partito come quello comunista. Gramsci l’ha anche scritto nei suoi Quaderni:- Il secondo elemento, “l’elemento coesivo principale”, i “capitani affiatati, d’accordo tra loro, con fini comuni”, in una parola il “gruppo dirigente”, svolge una funzione cardine nel moderno partito politico, al punto che «un “movimento” diventa partito, cioè forza politica efficiente, nella misura in cui possiede “dirigenti” di vario grado e nella misura in cui questi “dirigenti” sono “capaci

    E il punto base sul quale ho formato il mio pensiero attuale è rappresentato da questa frase, sempre tratta dai Quaderni, laddove chiedendosi se l’unico mezzo sia la rivoluzione, lui scrive :- Occorre però che esistano “le condizioni materiali oggettive (e se questo secondo elemento non esiste, ogni ragionamento è vacuo) sia pure allo stato disperso e vagante e questo cosa vuol dire se non che il processo verso la finale rivoluzione non può essere condotto che in maniera graduale fino a che “esistano le condizioni oggettive” perché possa avere successo?
    Altrimenti cosa siamo, dei blocchi di granito, se non riusciamo a capire che un conto è il “desiderio” e un altro è “sapere cosa fare per soddisfarlo”?


    PS Berlinguer ha commesso errori anche pesanti(e chi non commette errori, anche il grande Mao ne ha commessi, e molto molto seri...)ma ha cercato di far uscire il popolo del PCI dal freezer dove era stato messo. E questo non è stato, per me, un errore, anzi
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

 

 
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