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Discussione: La sinistra oggi

  1. #1341
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    Predefinito Re: La sinistra oggi

    E' singolare che gli ex colonizzatori occidentali che per oltre un secolo hanno usato tutta la loro forza, politica ed economica, per sfruttare l'Africa, oggi sollevino questioni etiche contro chi propone un partenariato fondato solo sul pragmatismo economico, solo contratti da firmare e nessuna condizione politica.
    Lei lazzari continua con la sua demagogia a postare cose che probabilmente non legge, o se legge non capisce.
    Il New Yorker testata simbolo dei democratici USA e della loro intellighenzia, non afferma, non lancia accuse circostanziate, rimane sul vago, politicamente insinua il dubbio chiedendo al lettore di valutare se quella cinese in Africa è una minaccia... ma per chi? Per gli africani o per gli USA?
    L'articolo postato da lei lazzari, mette in luce solo che i cinesi hanno stretto accordi con il governo dello Zambia per lo sfruttamento delle risorse minerarie di quel paese... pagando (ma guarda un po') il doppio di quello che veniva pagato dagli Occidentali... forse era più etico continuare a pagare le royalty dimezzate imposte da europei e USA?
    Dal sito dell' OSISA invece ci si interroga sulle misure di sicurezza dei lavoratori nelle miniere dello Zambia e sull'eticità dei loro bassi salari.
    Ma i nuovi concessionari cinesi replicano che loro pagano stipendi doppi rispetto ai salari stabiliti nel contratto dei minimi salariali stabiliti dal governo dello Zambia, il quale verosimilmente mantenendo bassi i salari dei lavoratori, intenderebbe usare questa loro " qualità" per poter negoziare con la massima autonomia le concessioni minerarie, attirando, o anche solo risevandosi la possibilità di attirare altri investitori oltre a quelli cinesi.
    In quanto alla sicurezza, beh certo le condizioni lavorative di un minatore sono e rimangono precarie, specialmente quando la normativa rimane " flessibile" per non spaventare gli investitori... ma questa non credo sia una responsabilità da addebitare ai cinesi, piuttosto alle condizioni economico/politiche del libero mercato e della speculazione.
    Insomma è singolare che oggi noi occidentali, che stiamo perdendo il confronto con la potenza cinese, e sopratutto molte posizioni di riferimento sulle quali si fonda la struttura della nostra società borghese, si sollevino questioni etiche, indagando su cose che fino a ieri, quando eravamo (unica) classe dominante, non venivano mai prese minimamente in considerazione nel nome del "massimo profitto".

  2. #1342
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    Predefinito Re: La sinistra oggi

    Citazione Originariamente Scritto da CPisacane Visualizza Messaggio
    E' singolare che gli ex colonizzatori occidentali che per oltre un secolo hanno usato tutta la loro forza, politica ed economica, per sfruttare l'Africa, oggi sollevino questioni etiche contro chi propone un partenariato fondato solo sul pragmatismo economico, solo contratti da firmare e nessuna condizione politica.
    Lei lazzari continua con la sua demagogia a postare cose che probabilmente non legge, o se legge non capisce.
    Il New Yorker testata simbolo dei democratici USA e della loro intellighenzia, non afferma, non lancia accuse circostanziate, rimane sul vago, politicamente insinua il dubbio chiedendo al lettore di valutare se quella cinese in Africa è una minaccia... ma per chi? Per gli africani o per gli USA?
    L'articolo postato da lei lazzari, mette in luce solo che i cinesi hanno stretto accordi con il governo dello Zambia per lo sfruttamento delle risorse minerarie di quel paese... pagando (ma guarda un po') il doppio di quello che veniva pagato dagli Occidentali... forse era più etico continuare a pagare le royalty dimezzate imposte da europei e USA?
    Dal sito dell' OSISA invece ci si interroga sulle misure di sicurezza dei lavoratori nelle miniere dello Zambia e sull'eticità dei loro bassi salari.
    Ma i nuovi concessionari cinesi replicano che loro pagano stipendi doppi rispetto ai salari stabiliti nel contratto dei minimi salariali stabiliti dal governo dello Zambia, il quale verosimilmente mantenendo bassi i salari dei lavoratori, intenderebbe usare questa loro " qualità" per poter negoziare con la massima autonomia le concessioni minerarie, attirando, o anche solo risevandosi la possibilità di attirare altri investitori oltre a quelli cinesi.
    In quanto alla sicurezza, beh certo le condizioni lavorative di un minatore sono e rimangono precarie, specialmente quando la normativa rimane " flessibile" per non spaventare gli investitori... ma questa non credo sia una responsabilità da addebitare ai cinesi, piuttosto alle condizioni economico/politiche del libero mercato e della speculazione.
    Insomma è singolare che oggi noi occidentali, che stiamo perdendo il confronto con la potenza cinese, e sopratutto molte posizioni di riferimento sulle quali si fonda la struttura della nostra società borghese, si sollevino questioni etiche, indagando su cose che fino a ieri, quando eravamo (unica) classe dominante, non venivano mai prese minimamente in considerazione nel nome del "massimo profitto".
    Allora se per te tutto va bene non c'è nulla di cui discutere ancora .

    Domanda : In diversi paesi hanno documentato in molti (demagoghi per te) condizioni di lavoro miserabili e poniamo per un attimo che non sia tutto vero, ma viste le condizioni di lavoro per i cinesi in Cina (a parte quelli che vivono nelle zone sterminate rurali) ti pare plausibile che in Africa agli africani offrano condizioni migilori ?

    Comunque tienti pure il tuo garantismo e la tua certezza fondata sul nulla .

    Io continuo a seguire con preoccupazione quello che viene sempre più spesso documentato e spesso con filamti da molti media .
    Meglio far tesoro degli insulti ricevuti . Essi sono il modo
    migliore per valutare l'inutilità della vita di chi li profferisce

  3. #1343
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    Predefinito Re: La sinistra oggi

    luce allievi,
    lei non deve conoscere la teoria sociale espressa nel materialismo storico, cioè il rapporto tra le " effettive entità nel mondo".
    Nella teoria marxiana la forma particolare attraverso la quale la soggettività umana entra in relazione con la struttura materiale della società (l'economia), è la sovrastruttura, ciò che nel suo 3d lei definisce sottosistemi: politica, cultura ecc... ma l'economia è altro, è la struttura non un sottosistema, è il sistema... fare confusione con gli elementi poi porta a pensieri confusi, e l'ideologia che è mistificazione gioca tutte le sue carte nella confusione.

  4. #1344
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    Predefinito Re: La sinistra oggi

    Citazione Originariamente Scritto da CPisacane Visualizza Messaggio
    luce allievi,
    lei non deve conoscere la teoria sociale espressa nel materialismo storico, cioè il rapporto tra le " effettive entità nel mondo".
    Nella teoria marxiana la forma particolare attraverso la quale la soggettività umana entra in relazione con la struttura materiale della società (l'economia), è la sovrastruttura, ciò che nel suo 3d lei definisce sottosistemi: politica, cultura ecc... ma l'economia è altro, è la struttura non un sottosistema, è il sistema... fare confusione con gli elementi poi porta a pensieri confusi, e l'ideologia che è mistificazione gioca tutte le sue carte nella confusione.
    Caro C.Pisacane,
    seppur lontana dall'età pensionabile e dal reparto geriatrico, posso vantare (indegnamente, intendiamoci) una certa esperienza di Sezioni, Direttivi e perfino Congressi (ohibò).
    E tale esperienza m'ha insegnato prima di tutto che tra Compagni ci si dà del Tu.
    Quindi non interpretare il mio Tu come una mancanza di rispetto o, Dio non voglia (perdona la superstizione), come una forma di superiorità borghese.
    E, se pensi che pure io sia caduta vittima della psicosi Piddina, sono felice di rassicurarti: non sono diventata Amica, rimango sempre Compagna.

    Pur non essendo una Idealista, ribadisco il primato etico.
    Di conseguenza ribadisco il rango di SOTTOstruttura assegnato all'economia.
    E, caro C.Pisacane, non scandalizzarti troppo se ti confesso la mia distanza culturale dalla teoria di Engels (per ciò che concerne il materialismo storico, mentre mi rimane una certa simpatia per la dialettica storica).
    E non pensare che a fuorviarmi siano stati gli studi universitari. Quelli hanno spalancato una porta che aveva già cominciato ad apristi ai tempi della Sezione Giovanile.

  5. #1345
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    Predefinito Re: La sinistra oggi

    Citazione Originariamente Scritto da luce allievi Visualizza Messaggio

    Pur non essendo una Idealista, ribadisco il primato etico.
    Di conseguenza ribadisco il rango di SOTTOstruttura assegnato all'economia.
    E, caro C.Pisacane, non scandalizzarti troppo se ti confesso la mia distanza culturale dalla teoria di Engels (per ciò che concerne il materialismo storico, mentre mi rimane una certa simpatia per la dialettica storica).
    E non pensare che a fuorviarmi siano stati gli studi universitari. Quelli hanno spalancato una porta che aveva già cominciato ad apristi ai tempi della Sezione Giovanile.
    L'etica è la pratica, la modalità, di applicazione della morale, ma la produzione delle idee è intrecciata alle relazioni materiali degli uomini, quindi la morale è ideologia, la morale è solo una copertura ideologica della classe che detiene il potere e che impone la struttura economica.
    Con il comunismo, cade anche la contrapposizione tra bene e male sostenuta dalla borghesia, la quale muove da una disonestà intellettuale macroscopica: deve sempre giustificare lo sfruttamento delle classi sfruttate.
    Lei probabilmente (da quello che scrive) ha una visione hegeliana della dialettica, ma lì rimane (lei direbbe Marx cammina sulla testa), sembra non aver compreso che nel socialismo scientifico il soggetto della dialettica storica non è lo "spirito" ma la " struttura" economnica delle classi.
    La dialetticità del processo storico è scientificamente osservabile nei fatti stessi, le opposizioni che muovono la storia non sono astratte e generiche ma concrete e determinate.
    Marx è molto chiaro nello spiegare quanto sopra.
    Lenin in questo senso dichiara:
    Nulla può istruggerdci se non i nostri stessi errori.
    e ancora:
    O la dittatura della borghesia (mascherata e abbellita dalla fraseologia social-rivoluzionaria e menscevica circa il governo popolare, l'assemblea costituente, le libertà e roba simile), o la dittatura del proletariato. Chi non ha imparato questo da tutta la storia del XIX° secolo è un idiota senza speranza...
    E aggiungeva:
    Solo dei farabutti o degli sciocchi possono pensare che il proletariato debba prima conquistare la maggioranza in elezioni condotte sotto il giogo della borghesia, sotto il giogo della schiavitù salariata e poi conquistare il potere. Sostituire la lotta di classe e la rivoluzione con le elezioni sotto il vecchio sistema e il vecchio potere è l'apice della stupidità o dell'ipocrisia.
    E' seguendo i suoi ragionamenti che coloro che lottano per il comunismo, per la costruzione di un partito e di una coscienza politica di classe, devono lottare anche contro gli opportunisti e i revisionisti.
    Non esite alcun obiettivo di classe prima della dittatura del proletariato!
    Se lei non condivide questa idea, lei rimane antagonista agli interessi della classe proletaria, quindi non è un compagno...
    "Amica" veda lei... magari ricominci a studiare, e magari inizi dal Manifesto del Partito Comunista.

  6. #1346
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    Predefinito Re: La sinistra oggi

    Citazione Originariamente Scritto da CPisacane Visualizza Messaggio
    L'etica è la pratica, la modalità, di applicazione della morale, ma la produzione delle idee è intrecciata alle relazioni materiali degli uomini, quindi la morale è ideologia, la morale è solo una copertura ideologica della classe che detiene il potere e che impone la struttura economica.
    Con il comunismo, cade anche la contrapposizione tra bene e male sostenuta dalla borghesia, la quale muove da una disonestà intellettuale macroscopica: deve sempre giustificare lo sfruttamento delle classi sfruttate.
    Lei probabilmente (da quello che scrive) ha una visione hegeliana della dialettica, ma lì rimane (lei direbbe Marx cammina sulla testa), sembra non aver compreso che nel socialismo scientifico il soggetto della dialettica storica non è lo "spirito" ma la " struttura" economnica delle classi.
    La dialetticità del processo storico è scientificamente osservabile nei fatti stessi, le opposizioni che muovono la storia non sono astratte e generiche ma concrete e determinate.
    Marx è molto chiaro nello spiegare quanto sopra.
    Lenin in questo senso dichiara:
    Nulla può istruggerdci se non i nostri stessi errori.
    e ancora:
    O la dittatura della borghesia (mascherata e abbellita dalla fraseologia social-rivoluzionaria e menscevica circa il governo popolare, l'assemblea costituente, le libertà e roba simile), o la dittatura del proletariato. Chi non ha imparato questo da tutta la storia del XIX° secolo è un idiota senza speranza...
    E aggiungeva:
    Solo dei farabutti o degli sciocchi possono pensare che il proletariato debba prima conquistare la maggioranza in elezioni condotte sotto il giogo della borghesia, sotto il giogo della schiavitù salariata e poi conquistare il potere. Sostituire la lotta di classe e la rivoluzione con le elezioni sotto il vecchio sistema e il vecchio potere è l'apice della stupidità o dell'ipocrisia.
    E' seguendo i suoi ragionamenti che coloro che lottano per il comunismo, per la costruzione di un partito e di una coscienza politica di classe, devono lottare anche contro gli opportunisti e i revisionisti.
    Non esite alcun obiettivo di classe prima della dittatura del proletariato!
    Se lei non condivide questa idea, lei rimane antagonista agli interessi della classe proletaria, quindi non è un compagno...
    "Amica" veda lei... magari ricominci a studiare, e magari inizi dal Manifesto del Partito Comunista.
    Bene.
    Ci sono integralisti che continuano a credere nel Creazionismo e ci sono veterocomunisti che continuano a recitare Lenin.
    Da un punto di vista sentimentale, mi fai molta tenerezza caro compagno C.Pisacane.

  7. #1347
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    Predefinito Re: La sinistra oggi

    beh, io le cose gliele ho spiegate dialetticamente, se crede (o ne è capace) argomenti dialetticamente, altrimenti continui pure a guardare alla realtà del mondo... sentimentalmente, buona fortuna.

  8. #1348
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    Predefinito Re: La sinistra oggi

    "Qualcosa di Sinistra"

    Le aziende producono una torta chiamata “valore aggiunto”.
    Questa torta viene spartita tra il capitale e il lavoro che hanno partecipato alla sua produzione.
    La trattativa per la spartizione è un braccio di ferro dove chi ha più forza contrattuale si becca la fetta più grossa.

    Agli albori della rivoluzione industriale, la forza contrattuale dei lavoratori era pari a zero.
    Quindi a loro toccavano soltanto le briciole della torta ed erano tutti morti di fame.
    Poi arrivarono i socialisti che, prima di nascosto e poi sempre di più alla luce del sole, unirono i lavoratori fino a formare una massa abbastanza forte per contrapporsi alla forza contrattuale dei capitalisti.
    Così i lavoratori riuscirono a contrattare delle fette di torta sempre più grosse (o meno piccole).
    Il tutto sotto gli occhi di governi sempre più progressisti (o meno conservatori) che, mollando un po’ di qua e concedendo un po’ di là, cominciarono a preoccuparsi della condizione (e dell’incazzatura) di questa massa di lavoratori.
    I capitalisti all’inizio non la presero bene (per niente), ma poi si resero conto che, nonostante ai lavoratori toccasse una fetta di torta sempre più grossa, la torta da spartire diventava grossa ancor di più (forse perché i lavoratori, con qualche soldarello in tasca, diventavano anche dei consumatori?).
    Morale della favola: s’andò avanti così fino a non molto tempo fa.
    Poi capitò un casino.
    C’è chi dice che l’epicentro del casino sia stato il sessantotto (vabbè, di casino ce n’è stato un bel po’) e c’è chi dice che l’epicentro sia stato invece il Cile (cinque anni dopo).
    Io propendo per la seconda (ma và?).

    Laggiù in Cile ci fu un tale Pinochet (gran fijo de na mignotta) che realizzò il sogno segreto di molti siùr padrùn nostrani: sparare agli operai che facevano sciopero.
    E, così facendo, realizzò anche il sogno di tale Milton Friedman (altro gran fijo de na ... pardon ... premio Nobel per l’economia) che si trovò servita una bella tabula rasa sulla quale sperimentare i suoi teoremi più fantasiosi e sfrenati.

    La sperimentazione (da un punto di vista industriale/produttivo) si rivelò un colossale fallimento.
    Ma Ronald Reagan e Margaret Tatcher finsero di non accorgersene; anche perché a loro non fregava niente del sistema industriale/produttivo: uno era il dominus del “mondo libero” e poteva permettersi un mega-debito federale finanziato dai petrodollari, mentre l’altra voleva soltanto tirare il colpo di grazia a un industria ormai morente che produceva soltanto elettori laburisti e toglieva capitali alla finanza della City (unica vera risorsa rimasta alla Gran Gretagna dopo lo sbriciolamento dell’impero).

    In Europa, il monetarismo di Friedman tirò una mazzata mica da ridere ai lavoratori; soprattutto a quelli delle due maggiori economie manifatturiere (Italia e Germania).
    L’incazzatura arrivò alle stelle e in entrambi i paesi si imbracciarono le armi.
    Qui in Italia, con le Brigate Rosse, fu un macello.
    In Germania, con la R.A.F., un po’ meno (la Germania era troppo vicina al blocco sovietico e la guerriglia venne stroncata sul nascere).

    In Italia, il macello si concluse con la mitica (si fa per dire) “marcia dei quarantamila”.
    Se non fosse stato per il fatto che lo stavano mettendo nel culo ai lavoratori, ci sarebbe stato da morire dal ridere.
    Cioè, migliaia di impiegati e dirigenti FIAT che sfilavano in giacca e cravatta per le vie di Torino, con tanto di cartelli e striscioni …

    A partire da quel momento, la fetta di torta dei lavoratori ha smesso d’ingrandirsi e ha ricominciato a rimpicciolirsi.
    Il sessantotto però non era passato invano e nella testa degli operai s’era fatta strada una nuova consapevolezza.
    Cioè, se proprio dovevano tirare la cinghia, almeno la tirassero per arricchire se stessi e non quegli stronzi di padroni che, dopo la “marcia dei quarantamila”, s’erano fatti ancora più stronzi.

    E così è iniziato il nuovo boom economico.

    I siùr padrùn, figli viziati della borghesia arricchita con la massoneria, con il Fascio e con i preti, non capivano che quegli operai sindacalizzati/politicizzati non erano soltanto dei piantagrane.
    Invece di sedersi a un tavolo per contrattare con i loro rappresentanti sindacali, imprecavano contro lo Statuto dei Lavoratori, reclamavano il giro di vite, sognavano l’avvento di un Pinochet.
    E intanto tiravano i remi in barca, mungevano la vacca fin quando ce n’era e portavano i soldi in Svizzera.
    Era la crisi autoannunciata e autoverificata del taylorismo paternalista democristiano, offuscata dalla demonizzazione della sinistra e insanguinata dalle stragi del terrorismo di Stato.
    Se il progetto politico reazionario era quello di una normalizzazione in stile Cileno, per aprire la porta alla colonizzazione delle multinazionali, fallì miseramente.
    Perché una nuova cultura industriale e imprenditoriale germogliava dal basso, andando a occupare gli spazi lasciati vuoti dal disinvestimento e dal rifiuto opposto a qualsiasi piano di sviluppo concertato e condiviso, a qualsiasi prospettiva di compartecipazione e cogestione.

    Fu così che quegli operai sindacalizzati/politicizzati misero a frutto per sé stessi la visione di sviluppo che i siùr padrùn non avevano neppure voluto prendere in considerazione.
    Era la materializzazione di quella “atmosfera industriale” teorizzata da Alfred Marshall, la confutazione definitiva del concetto di economia di scala, la partenogenesi di una galassia di piccole imprese riunite in comunità e organizzate in sistema.

    Del conseguente concetto di Distretto Industriale ormai si sa tutto, è studiato nelle business school di tutto il mondo, è il paradigma di sviluppo industriale delle economie più avanzate.


    segue ...

  9. #1349
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    Predefinito Re: La sinistra oggi

    Citazione Originariamente Scritto da luce allievi Visualizza Messaggio
    Bene.
    Ci sono integralisti che continuano a credere nel Creazionismo e ci sono veterocomunisti che continuano a recitare Lenin.
    Da un punto di vista sentimentale, mi fai molta tenerezza caro compagno C.Pisacane.
    Un nota poesia di B.Brecht racconta la storia del sarto di Ulm che, nel 1592, voleva volare come un uccello e costruì una macchina rudimentale munita di ali. Difendendo l'ordine naturale delle cose il vescovo sentenziò che l'uomo non può volare e sfidò il sarto di Ulm a dimostrare il contrario. davanti alla folla del paese il sarto si gettò dal campanile della chiesa e con le sue povere ali si sfracellò al suolo. Il vescovo aveva vinto: l'ordine naturale delle cose non poteva essere cambiato.

    Mi sembra di capire, cara Luce, che tu pensi che Lenin e Marx siano diventati un pochino superati, perchè l'ordine naturale delle cose vuole che l'uomo non sia capace di essere talmente giusto, socialmente, e solidale, da poter credere a una società socialista così come questi due personaggi storici invece ritenevano possibile.

    L'amico Lucio Magri scrisse un libro (Il sarto di Ulm:una possibile storia del PCI) nel quale descriveva quella storia del sarto aggiungendo che quell'ordine naturale delle cose, che il vescovo difendeva, è stato poi superato quando l'uomo, qualche secolo dopo, è riuscito a volare. Magri ha scritto questa storia e ha fatto quell'aggiunta per dimostrare che l'ordine naturale delle cose, che per la società mondiale sembra essere il Capitalismo, così come fu per il sogno del sarto di Ulm, potrà essere domani superato quando l'Uomo smetterà di credere che l'egoismo capitalista possa essere l'unico modo per far vivere la società umana.
    se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky

  10. #1350
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    Predefinito Re: La sinistra oggi

    Citazione Originariamente Scritto da CPisacane Visualizza Messaggio
    beh, io le cose gliele ho spiegate dialetticamente, se crede (o ne è capace) argomenti dialetticamente, altrimenti continui pure a guardare alla realtà del mondo... sentimentalmente, buona fortuna.
    Si, ti voglio bene anch'io.

 

 
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