
Originariamente Scritto da
CPisacane
E' singolare che gli ex colonizzatori occidentali che per oltre un secolo hanno usato tutta la loro forza, politica ed economica, per sfruttare l'Africa, oggi sollevino questioni etiche contro chi propone un partenariato fondato solo sul pragmatismo economico, solo contratti da firmare e nessuna condizione politica.
Lei lazzari continua con la sua demagogia a postare cose che probabilmente non legge, o se legge non capisce.
Il New Yorker testata simbolo dei democratici USA e della loro intellighenzia, non afferma, non lancia accuse circostanziate, rimane sul vago, politicamente insinua il dubbio chiedendo al lettore di valutare se quella cinese in Africa è una minaccia... ma per chi? Per gli africani o per gli USA?
L'articolo postato da lei lazzari, mette in luce solo che i cinesi hanno stretto accordi con il governo dello Zambia per lo sfruttamento delle risorse minerarie di quel paese... pagando (ma guarda un po') il doppio di quello che veniva pagato dagli Occidentali... forse era più etico continuare a pagare le royalty dimezzate imposte da europei e USA?
Dal sito dell' OSISA invece ci si interroga sulle misure di sicurezza dei lavoratori nelle miniere dello Zambia e sull'eticità dei loro bassi salari.
Ma i nuovi concessionari cinesi replicano che loro pagano stipendi doppi rispetto ai salari stabiliti nel contratto dei minimi salariali stabiliti dal governo dello Zambia, il quale verosimilmente mantenendo bassi i salari dei lavoratori, intenderebbe usare questa loro " qualità" per poter negoziare con la massima autonomia le concessioni minerarie, attirando, o anche solo risevandosi la possibilità di attirare altri investitori oltre a quelli cinesi.
In quanto alla sicurezza, beh certo le condizioni lavorative di un minatore sono e rimangono precarie, specialmente quando la normativa rimane " flessibile" per non spaventare gli investitori... ma questa non credo sia una responsabilità da addebitare ai cinesi, piuttosto alle condizioni economico/politiche del libero mercato e della speculazione.
Insomma è singolare che oggi noi occidentali, che stiamo perdendo il confronto con la potenza cinese, e sopratutto molte posizioni di riferimento sulle quali si fonda la struttura della nostra società borghese, si sollevino questioni etiche, indagando su cose che fino a ieri, quando eravamo (unica) classe dominante, non venivano mai prese minimamente in considerazione nel nome del "massimo profitto".