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Tanto per cominciare, "La messe" di Giovanni Pascoli fu pubblicata in "Nuovi Poemetti" solo nel 1909,quando ormai l'Ottocento era finito da un pezzo; ed era stato preceduto da copiosi esempi nella letteratura italiana.
In "Le Mie Prigioni" di Silvio Pellico troviamo un bel "Oh professore! oh amico! grazie; mille, mille volte grazie!" e nei Promessi Sposi un "Grazie, grazie, mille grazie" in bocca al Cancelliere Antonio Ferrer, proprio quello di "Pedro, adelante con juicio".
E in "Goldoni e le sue sedici commedie nuove: commedia storica in quattro atti" data alle stampe da Paolo Ferrari nel 1854, in bocca a Goldoni troviamo un "Grazie mille, grazie mille!" ribadito poco dopo da un "mille grazie, mille grazie!", un intercalare che messo in bocca a Goldoni fa pensare ad un uso comune già dal '700.
Ma, naturalmente, abbiamo anche un esempio poetico, del 1835, nella traduzione di un Idillio settecentesco di Don Juan Meléndez Valdés, "La Colomba di Fillide"
Par dica grazie mille
Il querulo suo metro
Che invita a andarle dietro
Se spicca il vol leggier
Arrivati così in Spagna, troviamo che le formule di ringraziamento "gracias mil" e "mil gracias"sono già diffuse nella letteratura spagnola fin dal '500 e probabilmente è dalla Spagna che lo abbiamo importato insieme ai complimentosi salamelecchi del barocco spagnolo: e d'altronde se il Manzoni, così attento alla precisione della lingua, lo mette in bocca ad Antonio Ferrer, possiamo ben presumere che si tratti di un ispanismo già diffuso nel '600.