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Re: Modi di dire
Molto interessante la storia di Maria Cazzetta, che non conoscevo. Per la verità, non avevo neppure mai sentito questo modo di dire; forse, essendo di origine romana, in Lombardia non è ancora arrivato! :D
Quello che mi appresto a scrivere, invece, lo conoscono tutti... e - a proposito - mi fa venire in mente la nostra Foglia, che mi dispiace molto non leggere più sul forum.
Mangiare la foglia
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Rodolfo Morgari, La Maga Circe alla partenza di Ulisse, 1892
Questo modo di dire si usa per sottolineare l'abilità di una persona a carpire il significato più recondito di una frase o di un discorso; equivale, insomma, a leggere fra le righe e arrivare a capire anche quello che non viene detto. Alcuni fanno risalire l'origine all’Odissea e precisamente all'episodio di Ulisse prigioniero sull’isola della maga Circe. L'eroe greco si rende conto del trucco che usa la maga per trasformare gli uomini in bestie, così, mangia una foglia donatagli dal dio Hermes per proteggersi dalla magia.
Secondo altri, il detto farebbe riferimento all’abitudine dei bachi da seta di assaggiare le foglie per verificarne la commestibilità. Oppure, all'usanza dei pastori di assaggiare l'erba dei pascoli dove portavano le loro bestie, al fine di verificarne la bontà.
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Re: Modi di dire
Pietra dello scandalo
http://i66.tinypic.com/1zgtjt4.png
Peter Paul Rubens, Giulio Cesare, 1525-26
Nell'antica Roma la pietra dello scandalo era un pietrone che si trovava di fronte alla porta maggiore del Campidoglio, sulla quale era scolpita la figura di un leone. Chi non riusciva a ripagare i propri debiti oppure dichiarava fallimento, doveva sedersi su questa pietra con le vesti alzate e gridare ad alta voce: Cedo bona ("Svendo i miei averi") e per tre volte doveva alzarsi e sedersi di nuovo sulla pietra, violentemente, di fronte alla folla che lo scherniva. Una volta compiuta questa pratica (nota come labonorum cessio culo nudo super lapidem, ovvero "cessione delle proprietà con sedere nudo sopra la pietra"), la colpa era ritenuta estinta e dal quel momento i creditori non potevano più rivalersi sul debitore.
Fu Giulio Cesare ad introdurre questa usanza, in sostituzione di una delle Leggi delle XII tavole, ben più crudele, che autorizzava i creditori non soddisfatti ad uccidere o ridurre in schiavitù il debitore moroso, secondo l'istituto della manus iniectio.
L'origine di questa espressione, ancor oggi molto usata, è quindi l'esposizione al pubblico ludibrio, in forma assai sconveniente ed alquanto ridicola.
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Re: Modi di dire
Fare giacomo-giacomo
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L'espressione si usa per indicare gambe o ginocchia tremanti in situazioni di pericolo, timore, tensione.
Sulla sua origine esistono varie teorie...
La più antica risale al tardo Medioevo. Durante la Guerra dei Cent'anni, nel 1358, scoppiò in Francia un rivolta di contadini esasperati dal peso delle tasse e dai saccheggi continui ai quali erano sottoposti. La rivolta si estese rapidamente e durò appena due settimane: i contadini furono sconfitti e duramente puniti. Negli scontri con le milizie degli aristocratici, i contadini indossavano la jacque (una giubba di panno, irrobustita da fili di ferro) e, da allora in poi, il contadino francese fu chiamato con disprezzo jacques bonhomme e questa rivolta, come altre successive rivolte contadine, fu denominata jacquerie.
Quindi, il termine - che indicava inizialmente l'abito - passò ad indicare genericamente il contadino e assunse prima il significato di "semplicione", poi di "vigliacco". L'espressione giacomo-giacomo indicherebbe le ginocchia del contadino che tremano per la paura.
Un'altra interpretazione ritiene che il termine derivi in modo onomatopeico dallo scricchiolio delle articolazioni delle ginocchia o dallo strascinamento dei piedi (ciac ciac, giac giac...)
Qualche studioso lega questo modo di dire al famoso Cammino di Santiago (El Real Camino de Santiago de Compostela): un pellegrinaggio fino alla tomba dell'apostolo San Giacomo (San Tiago, in spagnolo) che, secondo la tradizione, si trova nella cattedrale di Santiago de Compostela, in Galizia, Spagna. Esistono vari percorsi, a seconda del punto che si sceglie come partenza; quello classico parte da St.Jean Pied du Port, sui Pirenei, e si snoda per 800 chilometri fino alla cattedrale galiziana. Il detto, quindi, evocherebbe lo stato di sfinimento che il pellegrino prova dopo aver percorso questo viaggio a piedi lungo e stancante.
Infine, un'ultima interpretazione si fonda sulla credenza popolare secondo cui San Giacomo si incaricava di prendere l'anima del moribondo e di portarla in cielo percorrendo la strada della Via Lattea, detta per questo "strada di San Giacomo".
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Re: Modi di dire
Restare con un palmo di naso
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L'espressione ha il significato di rimanere beffati e delusi per un obiettivo desiderato che non si è riusciti a conseguire.
Il naso è l'elemento somatico più caratterizzante del volto umano e per questo nell'antichità gli veniva attribuita molta importanza. Per gli Ebrei avere un bel naso era un elemento fondamentale per accedere alle cariche più alte e prestigiose. Gli Atzechi attribuivano al naso aquilino un segno di nobiltà di casta. In Persia, infine, era radicata la convinzione che un re con un naso ben fatto fosse garanzia di un buon regno.
La forma allungata e prominente del naso ha fatto sì che Sigmund Freud lo collocasse fra i principali simboli fallici. Secondo la tradizione, infatti, il naso maschile ha un'implicita simbologia sessuale perché posto in corrispondenza analogica col pene. In realtà, il naso simboleggia la sessualità sia maschile che femminile, per via del movimento dell'aria che entra ed esce. Il legame fra la funzione respiratoria e quella sessuale è del resto confermata dal fatto che, nel feto, lo sviluppo di naso e genitali avviene in contemporanea.
Molti poeti e scrittori si sono dedicati al naso, organo sfuggente ed evocativo, che ben si presta al simbolismo. Iniziando da Aristotele fino a Baudelaire, Proust, Neruda e molti altri, gli scrittori hanno dedicato pagine e pagine al naso o al senso dell'olfatto. Gogol (che possedeva lui stesso un naso lungo e appuntito, al punto che - secondo i contemporanei - riusciva a toccarselo con il labbro inferiore) dedicò al naso un famoso racconto. Il già ricordato Edmond Rostand, nel suo "Cyrano" racconta le vicende del famoso spadaccino, famoso per il naso di dimensioni notevoli. Nel primo Ottocento, Annibal Caro compose un trattato sulla "Diceria de' nasi", mentre Matilde Serao nel suo studio "Il naso" descrisse quello aquilino di Carlo Magno come «lungo un palmo».
Esistono molti modi di dire sul naso: "fare una cosa a lume di naso" (agire per intuizione, servendosi del proprio fiuto), "non vedere più in là del proprio naso" (essere d'inteligenza limitata), "menare qualcuno per il naso" (fargli credere quello che si vuole), "soffiare il naso alle galline" (oggi in disuso, ma ancora usato in alcune zone, significa darsi arie di saper fare tutto senza concludere nulla).
Sull'origine della locuzione "restare con un palmo di naso", la più accreditata è quella del canonico ottocentesco Andrea de Jorio, che nel suo trattato "La mimica degli antichi investigata nel gestire napoletano" (1832), attribuiva al gesto di una «mano aperta ed oscillante che tocchi con la punta del pollice quella del naso» le caratteristiche di «un balordo, un grossolano, ma più usualmente dinota presso di noi colui che fu, è, o sarà deluso nelle sue speranze...». E lo spiegava così: «La persona nell'atto che si accorge di esser deluso, spinge innanzi la testa e spalanca gli occhi, come per accertarsi della verità del fatto, abbandona la bocca ed il mento penzolone quasi entra più in dentro. In un profilo così disposto la punta del naso diventa la parte la più marcata del volto, facendo mostra di allungarsi. A tutta ragione, dunque, si attribuisce questo apparente allungamento di naso a colui che deve rimanere necessariamente sorpreso nell'avvertire la beffa fattagli, o il disappunto avvenutogli. Eperciò naso lungo diviene in questo caso sinonimo di deluso».
Infine. "Meglio un naso storto che nessun naso" dicono gli inglesi, ammonendo chi del proprio naso è insoddisfatto e lo vorrebbe vezzosamente girato all'insù come le fanciulle francesi o rinoplastificate, o dritto e severo come quello delle statue greche.
"Mai grosso naso guastò bella faccia", affermano i tedeschi, invitando però a diffidare delle donne dotate di naso befanesco: "Naso lungo e mento aguzzo: il diavol vi ci siede sopra". Senz'altro più apprezzato il "Naso aquilino, cervello fino".
Inguaribilmente insicuri, gli spagnoli dicono che "Non sa se ha il naso se non se lo tasta". In compenso, quelli che stanno "col naso in aria" in filosofico atteggiamento di superiorità intellettiva, "arricciando il naso" schizzinosi di fronte alla realtà e non vedendo spesso "più in là del proprio naso", rischiano spesso di "dar di naso" nello loro convizioni sbagliate, rimanendo, ovviamente, "con un palmo di naso"!
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Re: Modi di dire
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Re: Modi di dire
Popcorn a portata di mano? Ok, allora... Nobody Nose Cleopatra
https://www.youtube.com/watch?v=8Tc7PMuHTJQ
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Re: Modi di dire
Fare marameo
Interiezione scherzosa di sfida, che si pronuncia imitando il verso del gatto ed eventualmente poggiando il pollice della destra sulla punta del naso e chiudendo velocemente a pugno le dita tese.
(dal Dizionario Treccani)
Non fatevi infinocchiare dai millanta siti o dizionari che vi diranno che è uno sberleffo onomatopeico preso dal verso del gatto e che è gioco di bimbi: la cosa è assai più seria.
Vabbè proprio seria no, anzi, davvero comica.
Partendo da Goldoni, nella commedia "La Guerra" troviamo, in bocca a Lisetta la battuta "Marameo!" commentata così, tra parentesi, dal Goldoni: "espressione caricata per dire di no"; e nelle "Baruffe Chiozzotte" in bocca a Orsetta: "Marameo, squaquera, marameo!" con lo stesso significato di "neanche per sogno!".
Da dove nasce il marameo, è presto detto: dalla Commedia dell'Arte che produceva ogni giorno nuovi personaggi, assecondando il genio degli istrioni che la portavano in giro per l'Europa.
I nomi di tanti si sono persi nel tempo, come lacrime nella pioggia, ma ce ne resta un elenco di 48 raffigurati nei "Balli di Sfessania", 24 incisioni di Jacques Callot (famoso incisore francese, 1592-1635).
Eccone i nomi, sembra quasi un elenco di nick da forum di altri tempi: Capitano Cerimonia, Ricciulina, Franceschina, la signora Lavinia, la signora Lucia, Mezzettino (servo sciocco), Gianfarina, Pulciniello, Trastullo, Cuccubà, il Capitano Malagamba, il Capitan Babbeo, il Capitano Bellavita, il Capitano Spezzamonti, Bagattino, Gianfrittello , Chiurlo, Razzolio, Cucchericù, Francatrippa, Fritellino, Scappino, il Capitano Zerbino, il Capitan Sgangherato, il Capitano Coccodrillo, Smaraulo, Cornuto, Razza di Boia , Capitano Bombardon , il Capitano Grillo , Ciccio, Sgarra, Colafrancisco, Pasquariello, Trono, Meo Squacquara, Bellosguardo, Coviello, Cuccorogna, Perno vallà, Tagliacantoni, Fracasso, Scaramuccia, Fricasso, Guazzetto, Mestolino, Capitano Cardoni e Marameo.
Quelli sopravissuti ai secoli sono pochi: Pulciniello, Scaramuccia e incredibilmente anche l'istrione a 5 stelle, Capitan Grillo, il Gianfrittello cognato di Tulliani e il Capitano Bombardon rottamatore già nel '600.
Ma quello che ci interessa è l'ultimo, Maramao che insieme a Meo Squacquara deve evidentemente aver prodotto il "Marameo, squaquera, marameo!" delle "Baruffe Chiozzotte".
E l'istrione Maramao a chi si era ispirato? probabilmente a Fabrizio Maramaldo, il vile uccisore di un uomo morto (oggi sarebbe un glorioso zombie-killer alla Jon Snow) che Guicciardini chiama Maramaus nella sua "Storia": ottimo nome per un caricaturale "miles gloriosus" della Commedia dell'Arte.
E mentre Maramao finiva gatto e morto nelle filastrocche e nelle canzonette (nonostante l'insalata nell'orto) Marameo diventava il simbolo del no con sberleffo nella Commedia italiana.
http://minpepp.altervista.org/_alter...ey/marameo.gif
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Re: Modi di dire
Citazione:
Originariamente Scritto da
trash
Fare marameo
Chissà se ha una qualche attinenza con Maramao...
https://www.youtube.com/watch?v=529JyJ7K6UQ&list=RD529JyJ7K6UQ&t=3
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Re: Modi di dire
Cito solo le frasi che ho letto in questa pagina
Citazione:
Originariamente Scritto da
Blue
Mangiare la foglia
Cazarlas al vuelo
Citazione:
Originariamente Scritto da
Blue
Pietra dello scandalo
Piedra del escándalo
Citazione:
Originariamente Scritto da
Blue
Fare giacomo-giacomo
Temblar de miedo
Citazione:
Originariamente Scritto da
Blue
Restare con un palmo di naso
Quedarse con un palmo de narices
Citazione:
Originariamente Scritto da
trash
Fare marameo
Hacer burla
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Re: Modi di dire
Citazione:
Originariamente Scritto da
ZID
Cito solo le frasi che ho letto in questa pagina
Queste tue incursioni sono piuttosto fastidiose, perché non si capisce il senso di queste tue traduzioni in spagnolo... peraltro, anche inesatte in alcuni casi. Sono certa che ti interesserà leggere i prossimi due modi di dire, nella trepida speranza che tu capisca l'antifona.
Rompere le scatole
http://www.bertapiero.it/garibaldi/A...91%20corto.jpg
Tipicamente, il riferimento alle scatole viene usato per descrivere una fonte di disturbo, come ad esempio una persona che con il proprio comportamento ci arreca fastidio. L'origine dell'espressione è piuttosto drammatica e risale alla Grande Guerra. Pare infatti che "rompere le scatole" fosse l'ordine impartito dai comandanti per invitare i soldati, prima dell'assalto, a sfasciare gli involucri di cartone contenenti i tre pacchetti di cartucce per il fucile Carcano Mod. ’91 (foto sopra). Possiamo solo immaginare l'angoscia che destava un simile ordine...