
Originariamente Scritto da
cireno
Il capitalismo in quanto tale, come idea e non solo come struttura, nasce con Martin Lutero.
Max Weber, un economista, sociologo e filosofo tedesco in un vecchio libro di cui non ricordo più il nome, ha scritto che i protestanti erano indotti, propria dalla loro religione, a lavorare di più ed è stata proprio questa la scintilla che ha fatto nascere il capitalismo.
Mentre nelle società pre-capitalistiche l’economia era intesa come il modo per produrre ricchezza da impiegare per fini NON economici, vuoi il mecenatismo, le guerre tra nobili, la protezione degli artisti, l’ostentazione del lusso come evidenza del proprio stato sociale, la costruzione di dimore lussuose, di parchi incredibili, nella società protestante il conseguimento di questi fini legati a valori extra economici non aveva quasi nessun interesse, quello che importava era, seguendo l’idea luterana che voleva la ricchezza come un dono di Dio agli uomini migliori, accumulare ricchezza, quindi non solo ricercare profitto lavorando ma investire questo profitto in maniera sempre crescente per aumentarlo costantemente: il fondamento base del capitalismo, appunto
Questo capitalismo dei primi passi ha per forza usato altri uomini in numero sempre più numeroso, e li ha usati pagandoli ovviamente meno di quanto rendevano al “padrone”. Comunque sia, al di là di come pagavano i lavoratori, quei capitalisti “producevano” valore, trattenendone una grossa parte per loro: il capitale si è formato così.
Oggi, gli enormi capitali accumulatesi nel tempo, agiscono in altro modo: gran parte di questi non producono più valore, ma lo estraggono dal mercato. Produrre valore vuol dire costruire una casa, produrre un nuovo tipo di macchinario, delle medicine più efficaci, oggetti di consumo. Estrarre valore è quando si provoca artificialmente un aumento delle case manipolando i tassi di interesse dei mutui, si impone un prezzo artificialmente alto alla nuova medicina, si riduce il tempo d’uso di un oggetto di consumo e, ovviamente è quando si aumentano i ritmi di lavoro (ci vuole maggiore produttività, è lo slogan classico) a parità di salario.
Tutto questo lavorio del capitalismo, dagli inizi ai nostri giorni, non poteva passare inosservato, ed è proprio per difendere il diritto di alcuni uomini di arricchirsi usandone altri, che hanno cominciato a nascere movimenti politici ispirati a filosofie di destra.
Dal liberalismo che era comunque una filosofia di libertà siamo arrivati all’attuale liberismo, che è il sistema che alla sua nascita il capitalismo nemmeno arriva a sognare di poter avere. In mezzo, nel suo percorso, il capitalismo ha trovato nazionalismi e fascismi di vario genere.
Non potendo, il capitalismo, dare quello che sarebbe stato giusto al popolo sottoposto, si è inventato e ha creato, sovvenzionato partiti con slogan e parole d’ordine attrattive per la gente: la Patria, Dio, la razza…ecc.ecc. e ovviamente indicando il vero pericolo per la società nel socialismo, nel comunismo: Marx, ateo e materialista.
E oggi come siamo messi in Italia? Quali e come sono le destre nazionali? Sono in qualche maniera tutte uguali, vuoi che si vestano con un socialismo fasullo, come fecero fascismo e nazismo, vuoi che si vestano di populismo, dall’Uomo Qualunque ad oggi senza fare nomi facili che conosciamo, vuoi che fingano un liberalismo sostituito nei fatti dal liberismo, come certi partiti che si dichiarano “moderati”, tutti, tutti questi hanno un solo scopo: mantenere lo status quo che vede il capitalismo fare e disfare come vuole, e quindi tutti, tutti loro hanno un nemico comune: il socialismo, il comunismo cioè qualsiasi partito o movimento che anche solo a parole sembri poter minacciare l’ordine, capitalista, costituito.