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    Predefinito Fine vita e pratica del Dhamma

    https://theravadaitalia.wordpress.co...ca-del-dharma/

    “La posizione buddhista in merito all’eutanasia potrebbe sembrare alle volte un po’ insulsa (wishy washy) e vorremmo che il Buddhismo prendesse delle posizioni morali nette; comunque sia, ciò che il Buddhismo ha da offrire non sono posizioni morali rigide, ma una moralità realistica, l’opportunità di essere responsabili per le proprie decisioni.”

    -Ajhan Sumedho



    L’eutanasia come concepita oggigiorno è un concetto che non esisteva ai tempi del Buddha; ovviamente nell’India del V sec. a.C. non esistevano macchinari per tenere artificialmente in vita i malati in stato comatoso o neuro vegetativo. Il dilemma morale circa la decisione di ‘staccare la spina’ semplicemente non esisteva. Quando una persona nel pieno delle sue facoltà mentali si ammalava gravemente, intuendo l’avvicinarsi del momento finale, era abitudine di astenersi dal cibo, diventato ormai non necessario, avviandosi verso la morte in maniera naturale.

    La posizione del buddhismo in merito al porre volontariamente fine alla propria esistenza è in linea con lo scopo della pratica del Dhamma: porre fine alla sofferenza esistenziale o dukkha; Tenendo bene a mente ciò, in base alle informazioni contenute nei discorsi del canone Pali, per chi si è liberato dagli inquinanti mentali (Arahant) è l’eutanasia è accettabile, nel momento in cui non vi siano più speranze di guarigione e miglioramento, come indicato nel Vakkali sutta: (versione inglese)

    Tuttavia, per coloro i quali sono ancora soggetti all’avversione e agli altri inquinanti mentali, in base alla dottrina del karma e della continuità esistenziale nel ciclo del Samsara, tale pratica non è consigliabile.

    La ragione per la quale il buddhismo sconsiglia la pratica dell’eutanasia per le persone che non si sono ancora liberate dai veleni interiori è dovuta al fatto che la qualità dell’esistenza futura è determinata dalle intenzioni/decisioni (cetana) a cui seguono azioni (kamma) che a loro volta determineranno il costrutto della nuova esistenza; morire con una mente colma di avversione per la vita, per se stessi o per qualcun altro è svantaggioso perché andrebbe a determinare una morte dolorosa ed una nuova esistenza sfortunata. Si tratta quindi di un consiglio motivato da compassione.

    In definitiva, proprio in virtù della legge delle azioni e delle loro conseguenze, ognuno è padrone delle proprie azioni ed erede e quindi responsabile delle loro conseguenze. Per questa ragione, per quanto riguarda i temi etici sensibili, il buddhismo preferisce adottare un’attitudine di non giudizio riguardo alle scelte compiute individualmente; Non sta a noi giudicare le scelte individuali, ma alla responsabilità di ciascun individuo.

    D’altro canto, la posizione buddhista è notoriamente quella della Via di mezzo fra gli opposti estremi; non bisogna quindi eccedere nell’altro estremo: la morte fa parte della vita e quando non ci sono più le condizioni necessarie per vivere naturalmente, non ha alcun senso mantenere in vita una persona tramite forme di accanimento terapeutico prive di alcun beneficio; come sottolineato dal Rev Dr. Sumana Siri Mahathera, monaco buddhista, medico naturopata e laureato in Teologia Cristiana applicata:



    “La morte è una parte naturale del ciclo samsarico e deve essere accettata come tale. La morte non è la fine ma la porta per la rinascita in una nuova vita. L’intervento medico attraverso trattamenti speciali ha reso l’essere umano prigioniero della tecnologia medica. Un ricercatore di bioetica (Kaplean) ha detto: Il Buddhismo è empatico nella sua opposizione al suicidio.”

    Il monaco Thailandese Buddhadasa Bhikkhu (1906-1993) sottolineava l’importanza di vivere (e morire) in accordo alle leggi di natura (dhammajati) :

    “L’ho detto prima, ma nessuno mi crede che a prendere esattamente ciò che la natura fornisce è sufficiente, è abbastanza. Se dobbiamo morire, moriamo, senza cercare di rimandare (il momento della morte) rendendolo difficile. E’ come per le cure mediche che sono progredite al punto tale che le persone non sanno affrontare la morte, non sanno lasciarsi andare. Vivono disumanamente. Questo è troppo. trapianti di cuore, trapianti di fegato, e tutto ciò che va contro la natura. E per favore cercate di comprendere che tutto ciò non renderà migliore l’umanità, né sara di aiuto per creare la pace nel mondo. Se le questioni spirituali non progrediscono, se ci sono solo contaminazioni- illusione e tutto il resto – non ci sarà mai fine (per il samsara).

    In sintesi, semplifichiamo le cose, affinché esse non diventino un ostacolo per la mente. Allora questo nostro cuore diverrà libero di pensare, valutare, decidere e scegliere. Vi prego di utilizzare la consapevolezza e la saggezza che otterrete grazie a questo stile di vita per decidere ciò che sarà necessario fare in futuro.”

    Infine, bisogna ricordare che è assolutamente contrario allo spirito del buddhismo istigare qualcuno al suicidio o anche all’eutanasia assistita allorché mossi da avidità, (per ottenere un eredità esempio) avversione, ignoranza ed altri veleni interiori (bhikkhuni vibhanga, vinaya);

    Come per altre questioni rilevanti, la concezione etica del buddhismo è basata sul concetto di intenzione: se l’intenzione che ci spinge ad una determinata azione è positiva, virtuosa, l’azione è considerata virtuosa, se la motivazione è negativa o malsana, l’azione, sarà invece non virtuosa, anche se apparentemente potrà sembrare virtuosa:

    “Nel valutare un’azione dal punto di vista morale, il criterio buddhista e che un’azione è buona in quanto i suoi risultati sono buoni si per la società che per l’individuo che in essa vi abita, in uguale misura, per entrambe le parti. Nella giurisprudenza buddhista, il miglior giudice delle nostre azioni è la nostra coscienza.”

    -Ven Narada Mahathera.

  2. #2
    Papessa
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    Predefinito Re: Fine vita e pratica del Dhamma

    Citazione Originariamente Scritto da MaIn Visualizza Messaggio

    Come per altre questioni rilevanti, la concezione etica del buddhismo è basata sul concetto di intenzione: se l’intenzione che ci spinge ad una determinata azione è positiva, virtuosa, l’azione è considerata virtuosa, se la motivazione è negativa o malsana, l’azione, sarà invece non virtuosa, anche se apparentemente potrà sembrare virtuosa:


    -Ven Narada Mahathera.
    Questa è la posizione autenticamente tradizionale. Vale per tutto, in ogni campo.
    "Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
    (Sutra di diamante)

  3. #3
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    Predefinito Re: Fine vita e pratica del Dhamma

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio
    Questa è la posizione autenticamente tradizionale. Vale per tutto, in ogni campo.
    ed è una delle grandi differenze tra il piano politico-sociale e quello soteriologico-morale

  4. #4
    libero
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    Predefinito Re: Fine vita e pratica del Dhamma

    Cosa ci sia di virtuoso in chi vuole annichilire il soffio vitale me lo dovete spiegare.

    Semplice dimostrazione dell’onnipotenza (se vera o presunta è un altro tema) dell’uomo nella sfera materiale.

    La sofferenza da sconfiggere non è quella corporea miei cari amici buddhisti.
    se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...

  5. #5
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    Predefinito Re: Fine vita e pratica del Dhamma

    Citazione Originariamente Scritto da Ucci Do Visualizza Messaggio
    Cosa ci sia di virtuoso in chi vuole annichilire il soffio vitale me lo dovete spiegare.

    Semplice dimostrazione dell’onnipotenza (se vera o presunta è un altro tema) dell’uomo nella sfera materiale.

    La sofferenza da sconfiggere non è quella corporea miei cari amici buddhisti.
    chissà perchè i luoghi buddhisti ispirano le pose da filosofo

  6. #6
    libero
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    Predefinito Re: Fine vita e pratica del Dhamma

    Citazione Originariamente Scritto da MaIn Visualizza Messaggio
    chissà perchè i luoghi buddhisti ispirano le pose da filosofo
    Chissà perchè il buddhismo oggi ispira i peggio relativismi.

    se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...

  7. #7
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    Predefinito Re: Fine vita e pratica del Dhamma

    Citazione Originariamente Scritto da Ucci Do Visualizza Messaggio
    Chissà perchè il buddhismo oggi ispira i peggio relativismi.

    lo dici a me. molti la confondono con una religione per frikkettoni.
    ricordo ancora quando vennero delle ragazze in tempio tutte scosciate e il monaco attacca con la ramanzina

  8. #8
    libero
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    Predefinito Re: Fine vita e pratica del Dhamma

    Citazione Originariamente Scritto da MaIn Visualizza Messaggio
    lo dici a me. molti la confondono con una religione per frikkettoni.
    ricordo ancora quando vennero delle ragazze in tempio tutte scosciate e il monaco attacca con la ramanzina
    Il buddhismo non vuole il suicidio né l’interruzione della vita, su questo si hanno dei dubbi o ripensamenti?
    se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...

  9. #9
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    Predefinito Re: Fine vita e pratica del Dhamma

    Citazione Originariamente Scritto da Ucci Do Visualizza Messaggio
    Il buddhismo non vuole il suicidio né l’interruzione della vita, su questo si hanno dei dubbi o ripensamenti?
    io non so cosa voglia il buddhismo(i buddhismi), dovresti chiederlo a qualche rappresentante ufficiale e più addentro alla suddetta filosofia. posso fare delle ipotesi che coincidono con quanto detto da primahyadum. a tal fine ho fatto una ricerca e pubblicato un articolo di un sito che si occupa di buddhismo con lo scopo di stimolare il dibattito in tema e ricevere ulteriori approfondimenti.
    sei tu quello che ha le verità in tasca in fondo

  10. #10
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    Predefinito Re: Fine vita e pratica del Dhamma

    Nell'articolo si affermano anche grosse sciocchezze, in particolare:

    Citazione Originariamente Scritto da MaIn Visualizza Messaggio
    le cure mediche che sono progredite al punto tale che le persone non sanno affrontare la morte, non sanno lasciarsi andare. Vivono disumanamente. Questo è troppo. trapianti di cuore, trapianti di fegato, e tutto ciò che va contro la natura. E per favore cercate di comprendere che tutto ciò non renderà migliore l’umanità

 

 
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