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Discussione: Gene Gnocchi

  1. #141
    iperbannatiSSimo
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    Predefinito Re: Gene Gnocchi

    Citazione Originariamente Scritto da caio Visualizza Messaggio
    Quando si tratta di parlare di fatti storici, specie del periodo fascista......non si può fare a meno di essere realisti, la guerra civile italiana è ancora quello spartiacque politico tanto vivo e tanto attuale......da scatenare ancora tanti rancori da ambo le parti, io ritengo giusto le vendette partigiane, in qualsiasi guerra civile ci siano state nel mondo, tanto più che spesso le vittime innocenti di cittadini ignari, ne hanno fatto le spese, spesso proprio quelle che osannavano il regime di Mussolini, nelle oceaniche apparizioni e comizi, la Petacci non fa parte di questa categoria, e non poteva pretenderlo, e non poteva passarla liscia....nemmeno come donna...infatti non era una donna "normale".....ma la sua donna...la sua prostituta...la sua personale prostituta al suo servizio, e penso anche una sua consigliera di regime....occhi e orecchie che ascoltavano, nei salotti, e nella società di quei tempi, preziosa e fidata portavoce del pensiero popolare....
    Prostituta sarà tua sorella... zecca.
    ....persino Pertini - uno che il muro l'ha rischiato davvero - ha portato rispetto a quella ragazza.... ma dopo oltre settant'anni dalla sua morte ecco che arrivano i "neogappisti" moralisti da tastiera e da operetta a darle della puttana... siete patetiche caricature di esseri umani, gente senza onore e con la dignità di una tenia... fate veramente vomitare.
    "...una consigliera di regime..."
    ...ma vaffanculo va...
    When history comes to you enforced by law, only one thing is certain: IT'S A LIE!
    "Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l'anima in fiamme." (Charles Bukowsky)

  2. #142
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    Predefinito Re: Gene Gnocchi

    Citazione Originariamente Scritto da Triangolo nero Visualizza Messaggio
    leggendo queste schifezze mi viene in mente una vecchia intervista rilasciata da Junio Valerio Borghese alla televisione svizzera, non ho mai approvato quelle parole... ebbene, in questi anni siete riusciti a farmi cambiare idea... il Principe aveva ragione.


    https://4agosto1974.wordpress.com/20...svizzera-1971/

  3. #143
    Gin Pì... Nun ce lassà...
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    Predefinito Re: Gene Gnocchi

    Citazione Originariamente Scritto da Triangolo nero Visualizza Messaggio
    ...ma vaffanculo va...
    Il Kobra si associa.


    Dott. Kobra (Democritico)
    Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
    preferisci chi striscia.
    E se ti serve un amico, trovati un cane.

  4. #144
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    Predefinito Re: Gene Gnocchi

    L’ABORTO SEGRETO DELLA COMPAGNA NILDE



    E il figlio della rivoluzione fu abortito dalla compagna Leonilde Iotti. Il figlio della rivoluzione che, in teoria, di cognome avrebbe dovuto fare Togliatti. Il figlio della rivoluzione la cui esistenza, con l’ordalia elettorale del ”48 alle porte e con i democristiani che non chiedevano di meglio, il Pci non poteva né voleva permettersi di rendere pubblica. La rivelazione l’ha fatta lo storico Pietro Melograni l’altra sera in tv da Lilli Gruber. Rivelazione, poi. All’epoca annotò tutto Teresa Noce (moglie di Luigi Longo, un altro su cui in materia ci sarebbe parecchio da raccontare), e la faccenda da allora non ha mai smesso di rimbalzare condizionale più, condizionale meno qua e là. Da ultimo, ne ha fatto meritorio resoconto Francesco Cundari nel suo ”Comunisti immaginari”.
    «Se ben ricordo», scriveva la Noce, «fu qualche tempo prima dell’attentato a Togliatti che seppi che Nilde Iotti era incinta. Nessuno ne parlava: alla Direzione si evitava persino di nominare Nilde. Pareva quasi che, invece di trovarci tra compagni, facessimo parte di una famiglia chiusa e arretrata che evitasse di parlare di ”certe cose”». Rivista la Iotti alla Camera, la Noce le si farà incontro per avere notizie: «Le sussurrai all’orecchio: ”Me lo fai vedere?”. Nilde divenne pallida come un cencio: ”Non lo sai? morto appena nato”». La versione ufficiale fu questa, e meno circolava e meglio era. Del fatto che invece di aborto più o meno spontaneo si fosse trattato, mai una parola.
    Ci pensa il partito
    Perché la vita privata dei dirigenti era roba del partito, e il Migliore non faceva eccezione. L’intera vicenda Togliatti-Iotti fu gestita con polso ferreo da Botteghe oscure, all’insegna della riservatezza più totale, con la Direzione che arrivò a convocare ogni sera l’autista del Migliore onde interrogarlo sulle attività del compagno segretario. L’interessamento del Pci parte dall’inizio, quando Palmiro decide di mollare la moglie Rita Montagnana (ivi incluso il figlio danneggiato mentale) e di trovare un tetto per sé e la nuova partner. Il segretario prende carta e penna e scrive al compagno Reale onde «sollecitare la decisione di una piccola commissione di partito» per ovviare alla necessità. La macchina del Pci opererà con la proverbiale discrezione e perdurante il rifiuto della Montagnana ad abbandonare la casa di via Ferdinando di Savoia ai due verrà trovato un alloggio in una soffitta al sesto piano del Bottegone. La cosa, d’altra parte, rischiava pure di diventare sconveniente. «Non potevo accettare», ricorderà il medico Mario Spallone, «che andassero ad amoreggiare in macchina lungo qualche viale come due studenti ai primi incontri».
    E soffitta fu: due stanzette in cima alla sede del Pci. Sul pavimento della quale la Iotti tiene, dal primo all’ultimo giorno di permanenza, una valigia aperta, silenzioso monito contro la precarietà della sistemazione. E nemmeno solo di quella. Anche perché della faccenda si sapeva pochissimo, pure all’interno del partito. Accade pertanto che, racconta ancora Cundari, una notte un ignaro compagno della vigilanza sente strani rumori provenire dalla soffitta: dato che i tempi sono quelli che sono, il solerte funzionario non trova di meglio da fare che aprire il fuoco contro la porta e chiamare i rinforzi. Tra i quali accorre Massimo Caprara, segretario di Togliatti, che riesce nel miracolo di far smettere all’invasato di sparare senza spiegargli il perché.
    Pistole e microspie
    Per incrinare la granitica riservatezza con cui il partito aveva tutelato i due amanti clandestini, ci vorranno le pistolettate. 14 luglio 1948, lo studente Antonio Pallante spara a Togliatti in via della Missione. Accanto al Migliore c’è la Iotti che non esita a gettarsi sul compagno per fargli scudo col proprio corpo. Le voci sulla «giovane deputata di Reggio Emilia» inizieranno a correre incontrollate, e a poco varrà il tassativo ordine impartitole dal Pci di non farsi vedere dal capezzale dell’amato. Lei, già incinta, obbedisce.
    Rimessosi Togliatti (e terminata nel peggiore dei modi la vicenda della gravidanza), la relazione tra i due riceverà un primo, timido crisma di ufficialità. Togliatti e la Iotti si trasferiranno dalla soffitta di Botteghe oscure ad un appartamento al primo piano di una villetta in via Arbe, a Montesacro. L’immobile manco a dirlo è di proprietà del partito che ha orchestrato l’intera operazione. L’ha orchestrata talmente bene che al piano di sopra va ad abitare Pietro Secchia. Che non è un dirigente scelto a caso: responsabile della vigilanza ed indiscusso leader dell’ala dura del partito, Secchia è l’uomo giusto nel condominio giusto. E svolge alla perfezione il lavoro che il partito gli ha affidato. Nemmeno il tempo di far finire il trasloco ai vicini di casa e l’infallibile Leonida Roncagli, responsabile del servizio d’ordine, ha disseminato di microspie il nuovo nido d’amore di Palmiro e Nilde.
    Questo è, in estrema sintesi, il modo in cui un partito politico gestì la potenzialmente esplosiva vicenda sentimentale del suo massimo dirigente: segretezza, rigore, silenzio. Nessuno deve sapere e nessuno saprà, non prima di qualche decennio. Ma erano altri tempi, altri partiti e altre ritualità della politica. Tutta roba che ci siamo lasciati indietro da un pezzo perché era ora di finirla con questo vecchiume novecentesco. Per ritrovarci Piero Marrazzo.

    Marco Gorra, Libero 31/1/2010


    L?ABORTO SEGRETO DELLA COMPAGNA NILDE - Cinquantamila.it

    Tanto per raccontare la storia .....
    _Non rinnegare e non restaurare__


    Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
    L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele

  5. #145
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    Predefinito Re: Gene Gnocchi

    Citazione Originariamente Scritto da Triangolo nero Visualizza Messaggio
    Prostituta sarà tua sorella... zecca.
    ....persino Pertini - uno che il muro l'ha rischiato davvero - ha portato rispetto a quella ragazza.... ma dopo oltre settant'anni dalla sua morte ecco che arrivano i "neogappisti" moralisti da tastiera e da operetta a darle della puttana... siete patetiche caricature di esseri umani, gente senza onore e con la dignità di una tenia... fate veramente vomitare.
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    ...ma vaffanculo va...



    Ma tu che ne sai!!,le mie erano supposizioni storiche, meno quella di un figura da prostituta, quella si che è la verità!Pertini ha tutto il mio rispetto,ma mi sa che li aveva torto, donna Rachele lo aveva sempre detto, chi meglio di una moglie, conosce il proprio marito...e modera i termini altrimenti di faccio bannare!!!!! affa...lo..ci mandi tua sorella.... redazione offese personali!!!!

  6. #146
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    Predefinito Re: Gene Gnocchi

    Citazione Originariamente Scritto da Kobra Visualizza Messaggio
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    Dott. Kobra (Democritico)
    _Non rinnegare e non restaurare__


    Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
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  7. #147
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    Predefinito Re: Gene Gnocchi

    Citazione Originariamente Scritto da maggio Visualizza Messaggio
    Ma tu che ne sai!!,le mie erano supposizioni storiche, meno quella di un figura da prostituta, quella si che è la verità!Pertini ha tutto il mio rispetto,ma mi sa che li aveva torto, donna Rachele lo aveva sempre detto, chi meglio di una moglie, conosce il proprio marito...e modera i termini altrimenti di faccio bannare!!!!! affa...lo..ci mandi tua sorella.... redazione offese personali!!!!
    quindi caio e maggio sono la stessa persona?

  8. #148
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    Predefinito Re: Gene Gnocchi

    Citazione Originariamente Scritto da jethrotull Visualizza Messaggio
    quindi caio e maggio sono la stessa persona?
    Che confusione ....
    _Non rinnegare e non restaurare__


    Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
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  9. #149
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    Predefinito Re: Gene Gnocchi

    Storia. Lo 007 che seppellì le carte del Duce
    Roberto Festorazzi venerdì 22 agosto 2014
    Nell’estate del 1956, Aldo Moro, ministro della Giustizia del governo Segni, ricevette dai vertici della magistratura di Venezia il memoriale di un agente segreto alleato, contenente rivelazioni a dir poco esplosive sull’epilogo di Mussolini e sulla sorte dei suoi documenti. Lo statista democristiano poi ucciso dalla Brigate Rosse lesse la narrazione dello 007, quindi restituì il memoriale al diretto interessato, non senza aver trattenuto per gli archivi segreti dello Stato materiale ultrasensibile che non era lecito lasciare in giro: cinque allegati al memoriale stesso, di cui uno in inglese in quanto presumibilmente desunto dal carteggio disperso del Duce. L’agente segreto in questione era un caporete dell’intelligence militare americana, che negli ultimi mesi della guerra era stato operativo, sotto mentite spoglie, nella centrale del Sicherheitsdienst di Verona, gli apparati di sicurezza e informazione del partito-Stato nazionalsocialista. Si trattava di Angelo Zanessi, alias capitano Zehnder o Ennio Belli, il quale fu preposto alle operazioni volte al recupero dei carteggi esteri di Mussolini, ai quali gli Alleati annettevano importanza strategica.Zanessi è una figura alquanto misteriosa e di lui si conosce pochissimo. Trentenne, bello, colto e poliglotta, nato in Calabria a quanto sembra da padre belga, trascorse l’adolescenza tra il Belgio e la Francia e prima della guerra fu pilota di auto da corsa. Fino all’8 settembre 1943, fu agente del Sim, il servizio segreto militare italiano, dopodiché passò a lavorare per gli angloamericani, sotto la copertura di uomo dell’intelligence nazista nella Penisola. Zanessi certamente venne a conoscenza di molti segreti riguardanti i pensieri intimi di Mussolini, negli ultimi mesi della sua avventura umana e politica. Già nel febbraio del 1945, l’ufficiale doppiogiochista informò "in cifra" la sezione dell’Oss di Lugano, il servizio di spionaggio statunitense, che il questore addetto alla persona del Duce, il colonnello Emilio Bigazzi Capanni, aveva consegnato al dittatore documenti sequestrati a Villa Fiordaliso, la residenza di Claretta Petacci sul lago di Garda. Quel recupero era avvenuto alcuni mesi prima, ma è rivelatrice la circostanza che gli americani ne venissero informati attraverso la rete di intelligence militare. Zanessi-Zehnder, del resto, poteva avvalersi delle informazioni di alcuni abili collaboratori che si erano infiltrati nel servizio di protezione tedesco del Duce. Uno di questi era "Cirus", che la notte tra il 25 e il 26 aprile del 1945, giunse sulle rive del lago di Como, insieme allo stesso Zanessi e un altro agente di nazionalità slava, per la missione preparata da mesi: il trafugamento delle carte mussoliniane. Nel suo memoriale, di cui sono stati pubblicati alcuni stralci negli anni Cinquanta, così la "primula rossa" descrive la Petacci, in nervosa attesa del suo amante, nel cortile della Prefettura di Como trasformatasi in un bivacco notturno di alti gerarchi ormai alla deriva: «[Claretta] fuma in continuazione, cambiando sigaretta dopo qualche boccata. Ha con sé la borsa che sappiamo contenere qualche cosa di interessante, che ha portato da Gardone e che doveva essere trasferita in Svizzera».Zanessi e i suoi attendono che la Favorita si assopisca, sui sedili della sua automobile, per sfilargli dalla borsa gli importanti documenti che Mussolini le aveva affidato. Il giorno seguente, il capitano Zehnder, riesce a infiltrarsi nella colonna di automezzi tedeschi alla quale si uniscono il Duce e i gerarchi. Una volta giunto a Dongo, dove il dittatore viene arrestato dai partigiani garibaldini, Angelo Zanessi getta alle ortiche la sua divisa germanica e si fa riconoscere come agente segreto americano. Inizia a quel punto un lungo negoziato con i partigiani per potersi impadronire del maggior numero possibile di carteggi. Una trattativa che proseguirà a Como, dove lo 007 alleato riesce a mettere le mani su una borsa nera del Duce gonfia di documenti.A Dongo, Zanessi sequestra il contenuto della borsa giallo-marrone che il capo del fascismo stringeva in mano al momento della sua cattura. Il resoconto che la spia americana fornisce, a proposito della natura di questo piccolo archivio viaggiante, è di enorme interesse, perché, a differenza di altre descrizioni sommarie fornite dalle fonti partigiane, è accurato e particolareggiato. Si apprende innanzitutto che Mussolini aveva "legato" i documenti a una esposizione scritta autografa, un vero e proprio memoriale autodifensivo, di cui i materiali archivistici non erano che "allegati" esplicativi. In sostanza, il dittatore sconfitto rafforzava la sua narrazione, a discolpa delle sue responsabilità di fronte alla storia, con inserti documentari "in originale".Ma lasciamo la parola allo stesso Zanessi: «Nel memoriale, finito di scrivere il 6 marzo 1945, Mussolini indicava come dovevano essere divisi i suoi documenti in caso di morte. Un gruppo, quello concernente le responsabilità interne per l’intervento dell’Italia in guerra, non avrebbe dovuto cadere nelle mani dei vincitori angloamericani o dei tedeschi perdenti e non doveva essere comunque divulgato prima di dieci anni dalla fine del conflitto. Questo perché i documenti in questione avrebbero potuto compromettere irrimediabilmente la monarchia, Badoglio e personalità che pur seguendo il governo del Sud erano rimaste in contatto con la Repubblica Sociale. Se tali documenti fossero stati resi di pubblica ragione dopo la vittoria "alleata", avrebbero compromesso la posizione dell’Italia rappresentata dal governo antifascista al tavolo della pace. "Per il bene dell’Italia – annota Mussolini – so mettere da parte ogni rancore e, purché l’Italia sia salva, mi adatto ad una difesa postuma, non per me ma per coloro che mi hanno seguito fino in fondo"».I dossier internazionali erano il "piatto forte" di questo arsenale documentario, e Zanessi ce ne fornisce una rassegna dettagliata: tra gli altri, vi erano lettere di Churchill e di Chamberlain, un imponente fascicolo su Casa Savoia contenente missive tanto di Vittorio Emanuele III quanto del principe Umberto, un incartamento sul Vaticano, i carteggi con Hitler, re Boris di Bulgaria, il leader cetnico Mihailovic e il cancelliere austriaco Dollfuss, cartelle sui "traditori", sul "caso Canaris" e sui diari di Ciano. Aggiunge Zanessi: «Molto voluminoso e di eccezionale importanza il materiale concernente le responsabilità internazionali sullo scoppio della guerra, comprendente documenti ufficiali e altri inediti. Altro settore fondamentale è quello riguardante i tentativi fatti fino alla fine da Mussolini per una soluzione, almeno parziale, in senso politico della guerra». Si giunge a questo punto al nocciolo della questione. L’agente dei servizi segreti statunitensi, oltre a confermare l’esistenza del carteggio intercorso tra il Duce e Churchill, svela anche un retroscena di grande rilevanza storica, legato all’utilizzo politico che venne fatto di quella documentazione. Poiché lo statista britannico ambiva a recuperare la compromettente corrispondenza, venne intavolata una trattativa per la cessione delle carte. Zanessi, per anni, rimase il custode dei segreti di questa preda bellica del tutto eccezionale. Nel luglio del 1945, la spia alleata ricevette da Washington l’ordine di occultare il materiale, perché si temeva che l’Intelligence Service inglese, il quale stava dando una caccia forsennata ai contenuti delle borse del Duce, intervenisse con un blitz per reclamarne la consegna. Sarebbe stata una circostanza imbarazzante: a tale richiesta, infatti, ben difficilmente gli americani avrebbero potuto opporre un diniego, senza avvelenare i rapporti con i loro alleati. Così, Zanessi provvide a sotterrare gli involti a Sedilis, una località del comune di Tarcento, in Friuli. E lì sarebbero rimasti per quattro anni, fino al 1949.

  10. #150
    iperbannatiSSimo
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    Predefinito Re: Gene Gnocchi

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    ...il marmo contro il fango....
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