A proposito di razza e razzismo vi rimando a questo ottimo articolo di don Curzio Nitoglia scritto un paio d'anni fa.
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Lo stesso Pio XI il 28 luglio del 1938, durante un discorso tenuto agli alunni di «De Propaganda Fide», asseriva: «Con l’universalità c’è l’essenza della Chiesa cattolica, ma con questa universalità stanno bene assieme - bene intese e al loro posto - l’idea di razza, stirpe, nazione e nazionalità (…). Non occorre essere troppo esigenti, come si dice nazione si può dire razza, e si deve dire che gli uomini sono innanzitutto un solo e grande genere (…), una sola, universale, cattolica razza. Né si può negare che in questa razza universale non ci sia luogo per le razze speciali (…). Ecco che cos’è per la Chiesa il vero, il proprio, il sano razzismo».
[...]
occorre preservare:
a) la propria identità religiosa, rifiutando il modello, impostoci «democraticamente» (a suon di bombe e quattrini) dagli USA, della società multireligiosa;
b) quella culturale, basata sulla metafisica greca (Platone-Aristotele), il diritto e l’etica romana (Cicerone-Seneca), e la patristica e scolastica medievale (Sant’ Agostino - San Tommaso), rifiutando il miscuglio «filosofico» orientaleggiante come quello anglo-americanista
o idealista;
c) quella linguistica, che va sempre più impoverendosi a discapito del lessico greco-latino e dello stile dantesco-manzoniano, a favore di un linguaggio povero e commerciale qual’è l’(anglo)-americano;
d) e infine quella etnica, evitando i due eccessi opposti:
α) quello della purezza «assoluta» della razza, che non esiste, dacché la stirpe o popolo italico ha conosciuto, come tutti gli altri popoli, invasioni e mescolanze;
β) quello del miscuglio (o meticciato) «come ideale», poiché vi sono - come si studiava a scuola ai miei tempi - quattro grandi etnie/continenti: la bianca (Europa), la gialla (Asia), la rossa (America indiana) e la nera (Africa).
Ora (tranne casi eccezionali, che vanno «tollerati ma non incoraggiati») sarebbe meglio evitare di «unire ciò che Dio ha diviso», (mentre oggi col divorzio «si separa ciò che Dio ha unito»); vi sono - infatti - enormi diversità psicologiche, di temperamento e carattere tra l’europeo e l’asiatico (per fare un esempio) e la loro unione normalmente risulterebbe infelice, i figli si sentirebbero semi-sradicati e privi di una identità integrale, ossia «mezzi-mezzi», il che non è l’ideale («natura abhorret a vacuo»).
Quindi lungi dal lasciarci condizionare dal martellamento mediatico e dalla paura della persecuzione, dobbiamo prima riflettere e poi agire (usando solo tutti i mezzi leciti) con prudenza e franchezza, per mantenere l’identità europea che sta per essere travolta dal meticciato afro-asiatico e da tale mistura non si esce più; il sangue non è tutto, ma non è neppure acqua.
La tanto deprecata illustrazione che rappresentava una daga romana separante l’europeo dal semita e dall’africano, non è «forse» - col senno di oggi - così tanto «gravemente» deprecabile, anzi «può darsi che» ci inviti ad una seria riflessione.
Gli spettacoli che vediamo continuamente (anche di insano razzismo all’incontrario), non solo più nelle grandi metropoli, ma anche nei paesini dovrebbero svegliarci e farci ritornare a quel «sano razzismo» di cui parlava Pio XI settant’anni fa, che «esclude» ogni forma di odio di malevolenza e di violenza ingiustificata, ma ammette la «legittima difesa» comandata anche dal diritto naturale.




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omunista o consumista poichè sono permiate da idee materialiste. Un cattolico che vota l estrema sinistra non si potrà mai definire "cattocomunista".